
All’epoca dell’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022 la Nato non chiuse lo spazio aereo sopra il Paese per evitare di arrivare a uno scontro diretto con la Russia. Lo spiega, in un’intervista al Sunday Times, l’allora segretario generale della Nato Jens Stoltenberg.
L’ex Segretario ricorda che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky lo chiamò da un bunker a Kiev dicendogli che capiva e accettava che l’Alleanza atlantica non inviasse truppe di terra, anche se non era d’accordo, ma chiedeva “di chiudere lo spazio aereo” e di impedire “agli aerei, ai droni e agli elicotteri russi di volare e attaccarci” così come fatto negli anni Novanta con la Bosnia-Erzegovina.
Stoltenberg rispose a Zelensky: “Comprendo perché lo chiedi. Ma non succederà, perché se la Nato dovesse chiudere lo spazio aereo dell’Ucraina, la prima cosa che dovremmo fare sarebbe eliminare i sistemi di difesa aerea russi in Bielorussia e Russia, poiché non potremmo sorvolare lo spazio aereo ucraino con i missili di difesa aerea russi puntati sugli aerei della Nato”. “E se c’è un aereo o un elicottero russo in volo, dobbiamo abbatterlo e allora scoppierà una guerra su vasta scala tra Nato e Russia. “Da alcuni insediamenti delle regioni di Dnipropetrovsk e Zaporizhzhia è stata concordata l’evacuazione obbligatoria dei bambini insieme ai genitori o ai rappresentanti legali. Simile decisione è stata presa a seguito della riunione del Comitato di coordinamento per le operazioni di evacuazione e la risposta efficace al trasferimento di massa della popolazione. La riunione è stata presieduta dal viceministro dello Sviluppo delle comunità e dei territori Oleksiy Ryabikin. Il comunicato non fornisce l’elenco dei centri abitati dai quali è stata dichiarata l’evacuazione forzata”. Lo scrive Ukrainska Pravda citando il ministero dello Sviluppo ucraino. Le forze ucraine hanno fermato l’avanzata di quelle russe nella parte orientale della regione di Zaporizhzhia, “ripulendo” gli insediamenti di Solodke e Rivnopillia, secondo quanto riferito dal comandante delle forze d’assalto delle Forze armate ucraine Valentin Manko in un video sui social, citato dal sito della
radiotelevisione pubblica ucraina, Suspilne. La situazione nel sistema energetico dell’Ucraina dopo il grande attacco della Russia nella notte tra venerdì e sabato rimane difficile, poiché questo attacco è stato uno dei più gravi per il settore energetico dall’inizio della guerra su vasta scala. Lo si legge sul canale Telegram del ministero dell’Energia ucraino, che cita dichiarazioni televisive del viceministro Artem Nekrasov. Attualmente nella maggior parte delle regioni dell’Ucraina sono state imposte interruzioni orarie per tutte le categorie di consumatori. Né la Russia né la Cina “stanno conducendo test su armi nucleari”: lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Il presidente Vladmir Putin, “non ha ordinato di iniziarli”, sul tavolo c’è “all’esame solo l’opportunità di avviare dei preparativi dei test e la loro praticabilità” nel caso che altri Paesi decidano di condurli, ha detto Peskov confermando quanto affermato nei giorni scorsi da Mosca.
“Il ritmo dell’avanzata russa in direzione di Pokrovsk ha subito un temporaneo rallentamento, ma è probabile che nei prossimi giorni riprenderà a crescere, man mano che le forze russe amplieranno la logistica e porteranno rinforzi nella zona. Le immagini geolocalizzate pubblicate il 6 novembre indicano che le forze russe hanno recentemente compiuto una marginale avanzata nella zona settentrionale di Myrnohrad (a est di Pokrovsk), un avanzamento relativamente modesto in termini di entità e area rispetto a quelli registrati nei giorni scorsi in direzione di Pokrovsk”.
Lo scrive il centro studi americano Institute for the Study of War nel suo aggiornamento quotidiano sul conflitto. Il Regno Unito ha inviato in Belgio personale e attrezzature militari per aiutare il Paese a rafforzare le sue difese dopo le incursioni di droni nel suo spazio aereo, dietro le quali ci sarebbe la Russia. Lo ha riferito il nuovo capo delle forze armate britanniche, Sir Richard Knighton, durante un’intervista alla Bbc spiegando che il suo omologo belga ha chiesto assistenza all’inizio di questa settimana e che le attrezzature e il personale sono in arrivo. Diversi gli episodi in Belgio negli ultimi giorni. Giovedì sera il principale aeroporto belga di Zavantem è stato costretto a chiudere temporaneamente dopo che alcuni droni sono stati avvistati nelle vicinanze. Ma da cosa le viene questo amore pazzo per un paese come l’Ucraina che le appartiene, d’accordo, ma che in fondo le ha dato tanti dolori presidente Vladimir Vladimirovič Putin?
Giuseppe Basilico

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