
Venerdì, dopo una apertura in netto ribasso, le borsa americana si è ripresa dalle perdite iniziali, chiudendo per lo più in rialzo, sulla scia delle speranze che i membri del Congresso stessero facendo progressi per arrivare ad un accordo sullo shutdown. L’S&P 500 e il Dow Jones hanno chiuso in rialzo dello 0,3%, mentre il Nasdaq, fortemente orientato al settore tecnologico, ha chiuso vicino alla linea dello zero, con i titoli legati all’intelligenza artificiale ancora sotto pressione. I repubblicani del Senato hanno respinto l’offerta dei democratici, ma rimangono intatte le speranze di un accordo in arrivo, che hanno ridotto l’avversione al rischio prima della chiusura. Sul fronte dati, segnaliamo quelli relativi alla fiducia dei consumatori misurata dall’indagine dell’Università del Michigan, che ha registrato il secondo peggior dato mai registrato a novembre. Le aziende del settore consumer difensivo e dell’energia hanno guidato i guadagni, con Exxon Mobil, T-Mobile e Coca-Cola che hanno guadagnato oltre il 2%. A loro volta, i timori che le valutazioni delle aziende di intelligenza artificiale siano eccessivamente elevate, restano intatti, e hanno continuato a mettere sotto pressione il settore tecnologico, con Tesla in calo del 4% e Meta e Oracle del 2%.
VALUTE.
Sui cambi, il dollaro ha ripiegato contro Euro, con il test di 1.1590 dai minimi d i inizio novembre a 1.1467, mentre il Cable ha recuperato di più, tornando a 1.3170 dai minimi di 1.3007 dell’inizio del mese. EurGbp per contro, dopo aver testato area 0.8830, è sceso tornando vicino ai supporti di 0.8785, con possibilità di breakout ribassista e obiettivi posizionati a 0.8760. In piena decorrelazione il dollaro, sceso contro le majors, ha invece guadagnato sullo Jpy, dai minimi di 152.90 a 153.45 area. Il trend rimane ben definito e rialzista, anche dopo le correzioni viste i giorni scorsi. Oceaniche sempre sotto pressione, incapaci di reagire, anche in ragione dei dati non proprio brillanti che escono dalla Cina. AudUsd sotto la prima resistenza chiave di 0.6515, mentre NzdUsd rimane vicino ai minimi di 0.5606.
.
FIDUCIA DEI CONSUMATORI.
L’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso a 50,3 a novembre, in calo rispetto al 53,6 di ottobre e al di sotto delle aspettative di 53,2. Il dato ha segnato il secondo minimo storico, appena sopra il minimo di giugno 2022, poiché sono cresciute le preoccupazioni per le potenziali ricadute economiche del più lungo shutdown governativo della storia degli Stati Uniti. L’indice delle condizioni economiche attuali è sceso al minimo storico di 52,3, mentre l’indice delle aspettative dei consumatori è scivolato al minimo semestrale di 49,0, riflettendo un calo dell’11% nelle aspettative aziendali per l’anno a venire. Le aspettative di inflazione sono state contrastanti: l’inflazione per l’anno successivo è salita al 4,7% dal 4,6%, mentre le aspettative a lungo termine sono scese al 3,6% dal 3,9%.
SALE L’INFLAZIONE IN CINA.
I prezzi al consumo in Cina sono aumentati dello 0,2% su base annua a ottobre 2025, sfidando le aspettative di invarianza e riprendendosi dal calo dello 0,3% del mese precedente. Si è trattato del primo aumento dell’inflazione al consumo da giugno e della misura più alta dal mese di gennaio. L’inflazione non alimentare ha accelerato (0,9% contro lo 0,7% di settembre), con domanda interna in crescita. I prezzi hanno continuato a crescere per l’edilizia abitativa, abbigliamento assistenza sanitaria e istruzione. Per quanto riguarda i prodotti alimentari, i prezzi hanno registrato il calo più contenuto in tre mesi. L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è aumentata dell’1,2% su base annua, il livello più alto degli ultimi 20 mesi, dopo la crescita dell’1,0% di settembre. Su base mensile, anche i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,2%, dopo l’aumento dello 0,1% di settembre, raggiungendo il livello più alto degli ultimi tre mesi.
SETTIMANA ENTRANTE.
L’attuale blocco del governo statunitense, ora il più lungo della storia, probabilmente estenderà la sospensione della pubblicazione dei dati economici statunitensi. Questo significa che sotto la lente, rimarranno i dati del settore privato, con i dati settimanali sull’occupazione e l’indice di ottimismo per le piccole imprese NFIB. In Europa, invece è atteso il dato sul Pil, mentre nel Regno Unito verranno pubblicati i dati sul mercato del lavoro. Attenzione anche al dato sulla produzione industriale per Uk ed Eu, mentre in Asia, attesa per la produzione industriale e per le vendite al dettaglio relativi alla Cina. Anche il Giappone pubblicherà le sue nuove stime del PIL. Infine, ancora trimestrali sotto la lente con Cisco, Disney e Applied Materials negli Stati Uniti, mentre tra i principali report altrove figurano Tencent, Alibaba, Softbank, Sony, Siemens, Munich Re e Allianz.
Saverio Berlinzani

Lascia un commento