Nella seduta consigliare scorsa, la consigliera comunale di Milano Anita Pirovano ha portato in aula la bimba di otto mesi, Viola. Problemi di nido, di baby sitter, di nonni. La Pirovano oltre a ricoprire un ruolo istituzionale è anche mamma. In europarlamento si tratta di un fatto normale. In Provincia di Milano l’ assessore Cristina Stancari ha allattato in aula. Ma la Lega non ci sta e chiede alla Pirovano di evitare per il futuro la presenza di Viola. Incredibile. Quando vengo a conoscenza della vicenda, stento a crederla vera. Poi con lucidità rifletto. E mi schiero subito dalla parte della bimba. Ma se Viola scambiasse, e non ci vuole molto, Basilio Rizzo per il nonno e lui severo non ci volesse giocare, se sentisse un discorso apocalittico di Salvini, se al primo ghè ghè venisse zittita dal presidente del consiglio Bertolè che con quella barba incute un po di paura, se il vicesindaco Anna Scavuzzo volesse vestirla da coccinella ed insegnarle ad accendere un fuoco con due bastoncini, se il consigliere Corrado accarezzandola le sussurrasse onestà onestà, se l’ onorevole Gelmini la ninnasse in dialetto bresciano stretto, se avvenisse tutto questo Viola rischierebbe di uscirne fortemente traumatizzata. I miei esami di psicologia mi suggeriscono che lo shock potrebbe essere per sempre. Cara consigliera Pirovano attenta, il pericolo è in agguato. Salviamo il soldato Viola.
Io sto dalla parte di Viola senza se senza ma!
Scoppia la polemica in aula a Palazzo Marino. La consigliera comunale milanese, di Sel Anita Pirovano porta con se la figlia piccola tra i banchi della maggioranza, la Lega le chiede di non farlo più dalle successive sedute.
Roberto Caputo

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