‘Stile libero’ è una rubrica che racconta il cambiamento dei tempi e lo spartiacque tra generazioni. Gli argomenti sono vari e spaziano dai massimi sistemi delle relazioni sentimentali ai quesiti spiccioli che assediano il nostro quotidiano: cosa indosserò oggi?!
Con una particolarità: i contenuti del cambiamento e le differenze generazionali si specchiano nella trasformazione del linguaggio e dei suoi codici espressivi, e questo non ci è passato inosservato.
Attendiamo trepidanti commenti e suggerimenti dei lettori!
Stare insieme
Gli adolescenti di oggi dicono: ‘ci mettiamo insieme?’, ‘stiamo insieme?’. E in queste rapida fraseologia è contenuta la predisposizione o l’intenzionalità di costruire un rapporto, di avviare una relazione a due, di diventare una coppia.
Mettersi insieme e basta; non aggiungono perché, per fare che cosa, o dove. Finisce lì. Una frasetta che fa arrossire perché svela un interesse che non si comunicano mai direttamente. In genere è l’amica fidata di lei e l’amico complice di lui che intervengono, moderni sensali dell’amore, a sondare il terreno per capire se la questione è praticabile.
‘Senti: a Gabrile piace Elena. Ci si vorrebbe mettere insieme. Ma a Elena gli piace lui?’ (in genere usano una certa ridondanza pronominale…!! ndr)
‘Te lo faccio sapere’.
‘Guarda Elena che a Gabriele gli piaci. Me lo ha detto Marco.
Risatine, urlettino di gioia.
‘Digli di sì, ma deve venire lui da me. Io non ci vado’.
‘Ha detto Elena che va bene, ma deve andarci lui’.
Gabriele si avvicina ad Elena e cominciano a passeggiare insieme. Tutto fatto.
Ricordo la mia compagna di banco delle scuole medie che si ‘mise insieme’ ad un compagno di classe e da quel momento iniziò a passeggiare insieme a lui, mano nella mano, la mattina prima delle lezioni e il pomeriggio, nel giardino sotto casa di lei.
A volte si fermavano e si baciavano.
Certo il rapporto tra adolescenti non è fatto solo di passeggiate e bacetti.
A volte con un po’ di fortuna e una casa vuota per qualche ora, si prova anche a concretizzare la relazione con baci e abbracci più arditi fino alla scoperta del sesso, che però non è mai completamente libero finché non si raggiunge la maggiore età, e, ottenuta la tanto sospirata patente di guida, non si dispone di una macchinetta in cui potersi appartare con tranquillità.
Oggi ci si ‘mette insieme’; una volta, quando era giovane mia nonna, ci si ‘fidanzava’.
Oggi ci si mette insieme da ragazzini, ci si lascia, ci si mette insieme in un turbinio di inizio e fine, fine e inizio, poi, se si è fortunati ci si innamora e finisce il turbinio, almeno per un po’.
Una volta ci si fidanzava, una volta per tutte. Una volta sola.
Anche una volta c’erano le passeggiate, per incontrarsi.
Mia nonna incontrò mio nonno per la prima volta passeggiando lungo la via centrale del paese, le ragazze da un alto della strada, i giovanotti dall’altro.
‘Signorina permette?’. La frase ricorrente: senza intermediari, lui si rivolgeva direttamente a lei per chiederle la disponibilità a stabilire una conoscenza. E lei sapeva, seguendo le regole tacitamente accettate del primo incontro, che, rispondergli ‘sì’, avrebbe significato accettare il suo corteggiamento.
A mio nonno, mia nonna, allora diciottenne, rispose ‘sì’.
Lui allora le dette la mano, si presentò e iniziarono a passeggiare insieme…
Si incontravano solo la domenica e passeggiavano lungo il corso.
Le regole del ‘fidanzamento’ erano queste, quasi per tutti.
E dopo un certo numero di passeggiate, lui conosceva i genitori di lei e viceversa; i rispettivi genitori si conoscevano e iniziavano le visite di lui a casa di lei e viceversa, perlopiù sotto lo sguardo attento e scrutatore di qualche familiare…
Poi si sposavano ed erano allora completamente liberi di amarsi.
Oggi si è completamente liberi, per fare tutto, senza riuscire, spesso, ad amarsi.
I fidanzati possono dormire insieme?
La questione di dormire insieme fuori casa tra fidanzati è tuttora una questione dibattuta e controversa.
Fino a qualche decennio fa, i fidanzati potevano frequentarsi solo sotto lo sguardo attento e vigile di qualche familiare di fiducia.
Oggi i fidanzati sono legittimati a frequentarsi liberamente senza sguardi attenti, ma non tutti i fidanzati hanno il permesso di dormire insieme fuori casa.
Mio cugino di venticinque anni, per esempio, è fidanzato da circa due anni con una ragazza ventiduenne a cui i genitori non permettevano di dormire fuori casa insieme a lui. Poteva uscire liberamente a qualsiasi ora e rientrare anche nel cuore della notte o in prossimità del giorno; ma le era assolutamente proibito trattenersi a dormire a casa di lui o invitare lui a dormire a casa di lei.
Tutto questo fino a pochi mesi fa. Da quando, precisamente, lei sta aspettando un bambino dal fidanzato con cui non poteva dormire insieme la notte per timore che facessero sesso e magari rimanesse incinta!! Il trionfo dell’ipocrisia si celebra secondo varie declinazioni…
Giulio, 51 anni, medico oculista.
‘A 18 anni andammo in campeggio con i genitori. Io, Susanna, mia fidanzata di allora, Marco, Sofia, sua fidanzata di allora, e i miei genitori. Le tende erano scrupolosamente distinte e separate. A parte quella dei genitori, io e Marco avevamo la nostra; Susanna e Sofia, la loro. Per i miei genitori era un modo per salvare le apparenze, o comunque per assolvere al proprio dovere. Ovviamente, durante la notte, gli equilibri meticolosamente prestabiliti venivano scompaginati: io andavo a ‘dormire’ da Susanna e Marco rimaneva a ‘dormire’ con Sofia!’.
Rosita Bimbi

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