
Primo maggio 2025 festa anche per i Cardinali di Santa Romana Chiesa che da mercoledì 7 maggio 2025 saranno chiamati, chiusi in Conclave anche digitale, a scegliere il Successore di Pietro, il nuovo Vescovo di Roma, il Romano Pontefice, il Servo dei Servi dei Poveri. Insomma il nuovo Papa. Ci sono anche altre definizioni e titoli per il Papa ma noi oggi ci accontentiamo di queste. Mica poco.
Giornata di festa anche per i Porporati, con gita fuori porta chi a Pompei, chi a Loreto chi a Firenze, perché le Congregazioni oggi son sospese, ritornano il 2 maggio, poi sospese di nuovo domenica e da lunedì rush finale prima della Sistina. Ore 16:30 del 7 maggio fuori tutti. Extra Omnes. Non proprio tutti, ma chi rimane ha giurato che non dirà nulla. Intanto in questi giorni possiamo assistere ad una bella rassegna di stili diversi tra cardinali. C’è chi corre, c’è chi scruta, c’è chi sa e ti fa capire che sa più di tanti altri e c’è chi sa e non te lo fa capire neanche a insistere pregando in latino.
Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, cammina svelto dalla piazza del Sant’Uffizio a via della Conciliazione augurando buon primo maggio e invitando a meditare sui problemi del lavoro. Il giovane cardinale Giovan Battista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, quasi corre quando vede microfoni e telecamere. Sono due italiani molto papabili come d’altronde il segretario di Stati Pietro Parolin che non si fa intercettare in strada passando dall’aula del Sinodo ai Palazzi Vaticani e alla Basilica per sentieri protetti. E poi il cardinale Pietro Parolin ha la capacità di gestire il tenue sorriso nel più denso silenzio. Un cardinale che sa.
Poi ci sono i cardinali che scrutano, a volte parlano, a volte accennano, a volte sospirano e a volte si annoiano: questa cose di curia romana. Ha fatto passare qualche ora di ilarità la notizia riportata da tutti ma proprio tutti di quel cardinale straniero che quella volta svuotò il frigobar della sua stanza di Santa Marta per offrire ai confratelli una sera quel che c’era da bere, parlando del più e del meno, del futuro e del passato della Chiesa. “Siamo tutti uomini -s’è sentito in giro- possiamo avere debolezze e commettere errori”. Tanto poi si paga sia il conto alla reception di Santa Marta sia altri tipi di conti più o meno salati con la storia o con la propria coscienza o con la magistratura.
Stile Cardinale nel passo e nello sguardo. L’emerito arcivescovo di Genova cardinale Angelo Bagnasco, ha lo sguardo sottile e anche l’eloquio decisamente elegante ma a ben guardare e sentire anche elegantemente deciso: non nasconde sotto la delicatezza della voce le tante cose da aggiustare. Un cardinale che scruta e che sa avendone viste e sentite tanta e tante anche da presidente dei Vescovi Italiani prima di Bassetti e di Zuppi. Parlano, parlano in tanti nelle Congregazioni. Decine e decine di interventi più o meno lunghi: le finanze e la carità, il Sinodo e la globalizzazione, le periferie, i poveri, i ricchi, noi e gli altri, e poi la figura di sintesi. E poi i Cardinali di Santa Romana Chiesa non italiani e anche non europei che però da anni lavorano e vivono a Roma e hanno capito gli stili d’ Italia e che hanno uno sguardo diverso e particolare, come i capi dei dicasteri Prevost, Artime, Fernandez, Mendoza.
Mi dicono che in queste ore il maltese Mario Grech stia facendo gruppo, ma forse anche altri che non lo dicono, ma c’è attenzione anche Jean Paul Hollerich, dal Lussemburgo. Molto attivo con dichiarazioni e interviste il cardinale considerato più tradizionalista e conservatore il tedesco Muller che proprio in queste ore ha ricordato al collega Francesco Grana vaticanista del Fatto le posizioni non negoziabili: un papa che non sia schiavo delle lobby e che non sia la copia del suo immediato predecessore. “È ciò che si augura il cardinale Gerhard Ludwig Müller, 77 anni, prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede e curatore dell’Opera Omnia di Benedetto XVI. Chiamato a Roma proprio da Joseph Ratzinger, nel 2012”. Stile Cardinale, anche negli sguardi.
Fabrizio Binacchi

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