Presi
dalle vicende epidemiche da Coronavirus, l’Unione europea sta trascurando
quanto succede nel vicino Oriente, fra Turchia e Siria. La zona contesa è
quella di Idlib; la conseguenza è la guerra e un milione di sfollati che si
aggiungono ai milioni già presenti in Turchia.
A sostegno della Siria c’è la Russia, dietro la
Turchia non c’è nessuno. La Turchia fa parte della Nato, quindi dovrebbe essere
sostenuta dai Paesi occidentali che ne fanno parte, ma non è così.
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan,
memore della mancata solidarietà occidentale, quando fu oggetto di un colpo di
Stato nel 2016, ha avviato una collaborazione con la Russia che, come noto, è
sul fronte opposto alla Nato. Una collaborazione che si è tradotta in un
impegno russo per la costruzione di un impianto nucleare e un gasdotto verso
l’Europa. Inoltre, la Turchia ha acquistato il sistema missilistico russo
S-400, che è in grado di acquisire le informazioni di aerei Nato in vicinanza;
a chi trasmetta le informazioni… è intuibile.
Il presidente Erdogan tiene sotto pressione
l’Europa con la minaccia di aprire le frontiere turche, con relativo afflusso
di milioni di migranti, e chiede, contemporaneamente, finanziamenti alla Ue e
assistenza militare agli Usa.
Insomma, gioca su più fronti per ottenere il
massimo possibile, ma sarà il perdente.
La Turchia non è una grande potenza: l’impero
Ottomano si è sbriciolato un secolo fa, dopo la Prima Guerra mondiale. Ha
problemi economici e con l’etnia curda.
Il presidente Erdogan sa che non può vincere una
guerra con la Sira, che è appoggiata dalla Russia, né può sperare in un
sostegno della Nato, così è costretto a negoziati con il presidente russo
Vladimir Putin.
Ieri, Putin e Erdogan si sono incontrati per
definire un accordo sulla questione siriana, dopo averlo fatto su quella
libica.
Il pallino del gioco, però, lo ha Putin, che
tiene in scacco Erdogan, sulla faccenda siriana e lo utilizza in funzione
antieuropea.
In tutto questo l’Unione europea è assente.
Dopo avere definito la Grecia scudo dell’Europa,
in versione antimigranti, non riesce a definire una politica comune sulle
questioni che pure la interessano da vicino.
Ci vorrebbe una Europa federale con una propria
politica estera, come ci vorrebbe una propria politica in materia sanitaria.
Ci vorrebbero gli Stati Uniti d’Europa. Non è
difficile capirlo.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Stati Uniti d’Europa. Unione europea, Turchia e Russia
In tutto questo l’Unione europea è assente. Dopo avere definito la Grecia scudo dell’Europa, in versione antimigranti, non riesce a definire una politica comune sulle questioni che pure la interessano da vicino.

Io iper europeista mi sto convincendo ogni giorno di più che o si esce da questo letargo o questa Europa è sempre più inutile.Questo status quo fa comodo a Francia e Germania che si arrogano il diritto di rappresentare tutto e tutti ,ma rappresentano solo i loro interessi.Ci vorrebbe un’Italia forte,un ministro degli esteri altrettanto forte,un presidente del consiglio forte,che facessero dell’Italia la capofila di un fronte comune con tutti gli altri e costringessero i due a rivedere tante cose ,azzerandole.O mangiano questa minestra o la UE zompa dalla finestra..La realtà purtroppo la
conosciamo e non ci rimane che elemosinare da camerieri provetti.