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Stati Uniti d’Europa. L’ottimismo del presidente Ursula von der Leyen dovrebbe evitare ogni sovranismo ed affermare il benessere nel rispetto della logica

di Vincenzo Donvito | 24 Febbraio 2020

E’ su tutti i media più importanti europei un intervento (ottimistico come sempre) della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che spiega come l’impegno alla digitalizzazione (con notevole rilievo sull’intelligenza artificiale) del governo europeo debba essere improntato nel rispetto e affermazione dei diritti dei cittadini. L’Ue, secondo la presidente, vuole affrontare le sfide poste da questa tecnologia creando un “mercato unico” sul quale verrà inquadrato l’accesso ai dati e incoraggiando gli Stati membri e i produttori a investire nello sviluppo delle infrastrutture necessarie.

Ci sono due aspetti su cui intendiamo stimolare la riflessione:
– Questa politica, per la nostra presidente, può essere riassunta con l’espressione “sovranità tecnologica”, le capacità dell’Europa per compiere le scelte sulla base dei propri valori e nel rispetto delle proprie regole. L’uso del termine “sovranità” è per noi inappropriato, ché la terminologia ha una sua importanza per spiegare le proprie intenzioni, soprattutto a livello politico. Dove anche le virgole e le enfasi sono produttrici di impegno o meno. E parlare di “sovranità” in un mondo dove ciò che conta è il mercato globale e i valori globali, forse per intenderci sarebbe stato meglio parlare di “specificità” e “qualità” europea. Noi lo intendiamo così, non vorremmo sbagliarci e magari ritrovarci, dopo le continue battaglie per scongiurare qualunque tipo di “sovranismo nazionale”, a dover contrastare un “sovranismo europeo”. Che, oltre l’aspetto politico, ci pare perdente, anche da un punto di vista tecnologico ed economico.
– Dice la nostra presidente: “Non vogliamo nuove normative, ma salvaguardie pratiche, responsabilità e la possibilità di intervento umano in caso di pericolo o controversie”. Così come accaduto, per esempio, in ambito alimentare e automobilistico, faremo altrettanto nella “nuova economia agile basata sui dati”.

Oggi viviamo nel mondo dell’algoritmo. Anche se in Europa non lo stiamo ancora sperimentando (come in Usa) per l’applicazione della giustizia, l’uso dell’algoritmo (e spesso anche la logica dell’algoritmo) è notevolmente diffuso. L’algoritmo può essere applicato al caso singolo con il “modo della correlazione”, sostituendosi al “modo logico”. “Correlazione”, cioé, visto il numero di casi simili, anche il tuo è considerato nello stesso modo in cui sono stati trattati gli altri; per esempio: le tue caratteristiche (anche etniche e di genere) sono tali per cui, se la maggior parte dei casi risultano dannosi al mio interesse, in questa dannosità ci rientri anche tu. “Logico”, invece, significa che ogni caso viene trattato a sé; l’algoritmo viene usato solo per raggruppare e confrontare velocemente i casi simili (invece di ore ed ore di ricerca in archivio), che poi servono per meglio capire cosa accade ed è accaduto, ma il giudizio finale spetta
all’elaborazione di un cervello umano.

Il “modo logico” sembra ciò che auspica la presidente von der Leyen. Noi crediamo che questo auspicio si debba, anche duramente, confrontare, per molto limitarlo se non debellarlo, col “modo della correlazione”, oggi molto diffuso. Noi siamo oggi attori di un’economia dei servizi (si pensi a banche, telecomunicazioni, energia, pubblica amministrazione e altro) in cui chi offre fa strage del “modo logico”, anche sconfinando nella parte penale dei nostri codici. E siccome la nostra presidente ha posto al centro del suo programma la soddisfazione e il governo dei cittadini (tutti utenti e consumatori), ci aspettiamo azioni conseguenziali. Le politiche verso l’industria sono determinanti, ma solo nella misura in cui queste industrie agiscano creando opportunità e ricchezze che rispondano al “modo logico” e non esclusivamente al “modo della correlazione”.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Pubblicato in : Tutela e diritti - A cura di ADUCTag: aduc, amministrazione, banche, commissione, commissione europea, consumatori, europa, governo, importanza, mercato, mercato unico, mondo, presidente della commissione europea, punto di vista, stati membri, stati uniti, sviluppo, usa

Info Vincenzo Donvito

Vincenzo Donvito, giornalista classe 1953, è fondatore ed animatore di Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori), della quale è Presidente.

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