“Nella
Corea del Sud sono riusciti a controllare meglio la diffusione del
Coronavirus”, mi dicono alcuni amici.
Vero è che in Sud Corea si è puntato sui tamponi
(si facevano anche agli automobilisti in transito), ma, soprattutto la Corea
del Sud è la patria di Samsung. Per individuare e controllare i soggetti a
rischio infezione è stato predisposto un programma (app) per i telefoni
portatili (smartphone) che consente di tenere sotto controllo le persone.
L’Italia non è la patria di una industria di
cellulari e non lo è l’Europa.
Il sistema sanitario italiano è buono ma
costoso, con dispersioni consistenti. Occorre razionalizzare e un modo per
farlo è la digitalizzazione della sanità.
Secondo una stima della società di consulenza
McKinsey, l’investimento in informatizzazione si tradurrebbe in un risparmio
economico di circa il 15% della spesa sanitaria, con un consistente vantaggio
nell’offrire una migliore pianificazione, una più efficiente gestione delle
malattie, attraverso l’eliminazione di una grande quantità di errori nella
pratica clinica e una maggiore capacità di valutare performance.
La spesa sanitaria in Italia (2018) è di 116
miliardi di euro, quindi, con l’informatizzazione, si otterrebbe un risparmio
di ben 17 miliardi!
L’informatizzazione della sanità potrebbe essere
attuata anche in sede comunitaria, con la interconnessione e la
standardizzazione delle procedure.
Si risparmierebbe e, soprattutto, si
attuerebbero comuni politiche per la salute.
L’esperienza degli Stati europei, a proposito
delle misure sanitarie relative al Coronavirus, ha dimostrato, se ce ne fosse
ancora bisogno, l’inadeguatezza delle risposte: ognuno ha fatto per sé.
Occorre un punto di riferimento comune a tutti
gli Stati europei e questo si chiama Servizio sanitario europeo, a capo del
quale ci vuole un ministro della Salute europeo.
Ci vogliono, insomma, gli Stati Uniti d’Europa.
Se qualcuno non lo ha capito, occorre che se ne
faccia una ragione. O aspettiamo la prossima pandemia?
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Stati Uniti d’Europa. Interconnettere e digitalizzare la sanità europea
Secondo una stima della società di consulenza McKinsey, l’investimento in informatizzazione si tradurrebbe in un risparmio economico, solo in Italia, di circa il 15% della spesa sanitaria: 17 miliardi all’anno oltre a migliorare pianificazione e gestione.

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