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Stati Uniti d’Europa e Churchill

Oggi con una crisi sanitaria in atto e una economica imminente, occorre che i Capi di Stato e di Governo, che si riuniranno la prossima settimana, abbiano a mente il discorso di Churchill fatto più di tre quarti di secolo fa.

di Primo Mastrantoni | 5 Aprile 2020

Winston Churchill (1894-1965), è stato primo ministro del Regno Unito, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945.

Celebre fu il suo discorso alla Camera dei Comuni, il 4 giugno 1940, dopo la sconfitta delle truppe anglo-francesi, assediate a Dunkerque (Francia). “Combatteremo sui mari e gli oceani, combatteremo sulle spiagge, combatteremo nei campi e nelle strade. Non ci arrenderemo mai”.
Non si arresero e la guerra fu vinta.

Meno noto è il discorso che tenne a Zurigo, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Ne riportiamo alcuni passi.

“Vorrei parlarvi del dramma dell’Europa. Questo nobile continente, che comprende nel suo insieme le regioni più ricche e più favorite della Terra, gode di un clima temperato ed uniforme ed è culla di tutte le grandi etnie del mondo occidentale.
Qui è l’origine di gran parte delle culture, delle arti, della filosofia e della scienza, nell’antichità come nei tempi moderni. Se un giorno l’Europa si unisse per condividere questa eredità comune, allora tre o quattrocento milioni di persone godrebbero di felicità, prosperità e gloria in misura illimitata.”

Di fronte alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, appena trascorsa, Churchill proponeva il “rimedio” per evitare di ripetere gli errori del passato.

“Qual è questo rimedio sovrano?” Si chiedeva. “Esso consiste nella ricostruzione della famiglia dei popoli europei, o in quanto più di essa possiamo ricostituire, e nel dotarla di una struttura che le permetta di vivere in pace, in sicurezza e in libertà. Dobbiamo creare una specie di Stati Uniti d’Europa.”

Oggi con una crisi sanitaria in atto e una economica imminente, occorre che i Capi di Stato e di Governo, che si riuniranno la prossima settimana, abbiano a mente il discorso di Churchill fatto più di tre quarti di secolo fa.

Occorre non arrendersi, occorrono gli Stati Uniti d’Europa. Solo così vinceremo.


Primo Mastrantoni, segretario Aduc

Pubblicato in : #Pensalibero24Tag: aduc, crisi, discorso, europa, francia, governo, guerra mondiale, mondo, persone, seconda guerra mondiale, stati uniti

Info Primo Mastrantoni

Segretario ADUC

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Daniela Piesco

    5 Aprile 2020 alle 21:33

    “Dico al Parlamento come ho detto ai ministri di questo governo, che non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza.”
    “Voi chiedete: qual è il nostro obiettivo? Posso rispondere con una parola. E’ la vittoria. Vittoria a tutti i costi, vittoria malgrado qualunque terrore, vittoria per quanto lunga e dura possa essere la strada, perché senza vittoria non c’è sopravvivenza.”

    Alcuni storici sostengono che l’espressione “sangue, fatica, lacrime e sudore” sia ispirata a Garibaldi, del quale Churchill era uno studioso:
    “Nel 1940, nei giorni bui dopo la sconfitta britannica a Dunkerque, Churchill gli rese omaggio nel suo più ispirato discorso al parlamento e alla nazione, «rubando» le parole che Garibaldi aveva pronunciato nel 1849 davanti al Parlamento della Repubblica romana, quando ai suoi «pochi» 4700 uomini – che avrebbero dovuto fronteggiare gli 86 mila delle forze combinate francesi, spagnole, napoletane, toscane e austriache – disse: «Non ho null’altro da offrirvi se non sangue, fatica, lacrime e sudore.”

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