Winston Churchill (1894-1965), è stato primo ministro del Regno Unito, nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, dal 1940 al 1945.
Celebre fu il suo discorso alla Camera dei Comuni, il 4 giugno 1940, dopo la sconfitta delle truppe anglo-francesi, assediate a Dunkerque (Francia). “Combatteremo sui mari e gli oceani, combatteremo sulle spiagge, combatteremo nei campi e nelle strade. Non ci arrenderemo mai”.
Non si arresero e la guerra fu vinta.
Meno noto è il discorso che tenne a Zurigo, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Ne riportiamo alcuni passi.
“Vorrei parlarvi del dramma dell’Europa. Questo nobile continente, che comprende nel suo insieme le regioni più ricche e più favorite della Terra, gode di un clima temperato ed uniforme ed è culla di tutte le grandi etnie del mondo occidentale.
Qui è l’origine di gran parte delle culture, delle arti, della filosofia e della scienza, nell’antichità come nei tempi moderni. Se un giorno l’Europa si unisse per condividere questa eredità comune, allora tre o quattrocento milioni di persone godrebbero di felicità, prosperità e gloria in misura illimitata.”
Di fronte alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, appena trascorsa, Churchill proponeva il “rimedio” per evitare di ripetere gli errori del passato.
“Qual è questo rimedio sovrano?” Si chiedeva. “Esso consiste nella ricostruzione della famiglia dei popoli europei, o in quanto più di essa possiamo ricostituire, e nel dotarla di una struttura che le permetta di vivere in pace, in sicurezza e in libertà. Dobbiamo creare una specie di Stati Uniti d’Europa.”
Oggi con una crisi sanitaria in atto e una economica imminente, occorre che i Capi di Stato e di Governo, che si riuniranno la prossima settimana, abbiano a mente il discorso di Churchill fatto più di tre quarti di secolo fa.
Occorre non arrendersi, occorrono gli Stati Uniti d’Europa. Solo così vinceremo.
Primo Mastrantoni, segretario Aduc
Stati Uniti d’Europa e Churchill
Oggi con una crisi sanitaria in atto e una economica imminente, occorre che i Capi di Stato e di Governo, che si riuniranno la prossima settimana, abbiano a mente il discorso di Churchill fatto più di tre quarti di secolo fa.

“Dico al Parlamento come ho detto ai ministri di questo governo, che non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore. Abbiamo di fronte a noi la più terribile delle ordalìe. Abbiamo davanti a noi molti, molti mesi di lotta e sofferenza.”
“Voi chiedete: qual è il nostro obiettivo? Posso rispondere con una parola. E’ la vittoria. Vittoria a tutti i costi, vittoria malgrado qualunque terrore, vittoria per quanto lunga e dura possa essere la strada, perché senza vittoria non c’è sopravvivenza.”
Alcuni storici sostengono che l’espressione “sangue, fatica, lacrime e sudore” sia ispirata a Garibaldi, del quale Churchill era uno studioso:
“Nel 1940, nei giorni bui dopo la sconfitta britannica a Dunkerque, Churchill gli rese omaggio nel suo più ispirato discorso al parlamento e alla nazione, «rubando» le parole che Garibaldi aveva pronunciato nel 1849 davanti al Parlamento della Repubblica romana, quando ai suoi «pochi» 4700 uomini – che avrebbero dovuto fronteggiare gli 86 mila delle forze combinate francesi, spagnole, napoletane, toscane e austriache – disse: «Non ho null’altro da offrirvi se non sangue, fatica, lacrime e sudore.”