Esaminando la situazione di miseria in cui è sprofondata la Grecia, e le gravi difficoltà di Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, viene spontaneo mettere in relazione le responsabilità delle plutocrazie di alcuni stati europei.
Qualche giorno fa ho ascoltato su Radio Radicale, l’intervento di un deputato di Sel. Non ricordo il nome del parlamentare; ciò che ricordo molto bene è la chiarezza di esposizione e il contenuto del discorso. Analizzando la situazione economica del momento, l’esponente di Sel mette in relazione i nomi di Mario Monti, Mario Draghi e Romano Prodi, con la Goldman Sachs, la grande banca americana che a parere degli esperti, sarebbe all’origine della crisi economica mondiale, a causa dell’immissione sul mercato di titoli tossici e mutui spazzatura.
Dopo aver ascoltato Radio Radicale, mi sono affrettato a verificare le affermazioni del deputato di Sel; con mia grande sorpresa si sono rivelate fondate. Mario Monti, Mario Draghi e Romano Prodi, sono stati (magari qualcuno di loro lo è ancora) consulenti superpagati da Goldman Sachs.
Il “fiscal compact” farà sprofondare l’Europa nel baratro; di frasi come queste sono pieni i giornali e la rete di Internet. I nostri statisti hanno fatto parte della banca che ha causato i guai, e sono sempre loro che hanno ordinato la cura da cavallo alle famiglie, decretandone l’impoverimento.
Mario Monti, con il suo governo si è impegnato al rientro parziale del debito pubblico italiano al ritmo di 50 miliardi di euro all’anno; in un Paese come l’Italia che non cresce, vuol dire 50miliardi di nuove tasse. è una vera follia, mentre è fin troppo chiaro che la scuola economica del fiscal compact è perdente, di fronte all’esempio del Giappone, che ha il 260% di debito del Pil (il doppio del nostro). Si tratta di titoli di Stato collocati presso i propri cittadini; questo è il segreto, che sottrae i nipponici alla speculazione dei mercati. Negli Stati Uniti, il presidente Obama ha fatto una politica esattamente contraria alla nostra, immettendo sul mercato una massa notevole di dollari freschi di stampa e finanziando banche e industrie (vedi Fiat-Crysler).
Esaminando la situazione di miseria in cui è sprofondata la Grecia, e le gravi difficoltà di Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, viene spontaneo mettere in relazione le responsabilità delle plutocrazie di alcuni stati europei capeggiati da Angela Merkel, che stanno distruggendo lo stato sociale del vecchio continente. Uno stato sociale conquistato in cento anni di lotte, in nome di un neo liberismo senza senso viene progressivamente azzerato.
Nel 1930, in Germania (dati riportati nel libro di William Sheridan Allen da titolo “Come si diventa nazisti”) di fronte alla numerosa crescita dei fallimenti, veniva corrisposto un sussidio anche a negozianti e artigiani che chiudevano l’attività. Agli operai e impiegati veniva corrisposto un anno di disoccupazione, più un successivo aiuto chiamato di “emergenza” per 35 settimane. Quando la disoccupazione si prolungava nel tempo, la famiglia passava in carico all’ufficio comunale di assistenza, che per invalidi e anziani provvedeva alla loro sussistenza a tempo indeterminato.
Il ripristino e il mantenimento dello stato sociale, dev’essere il vero obiettivo da perseguire nei prossimi anni. E non dobbiamo sperare che ci venga dato dai plutocrati; da sempre le conquiste sociali sono state il frutto delle rivendicazioni popolari.

Lascia un commento