• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Per una pena “ad personam”

di Paolo Marini | 2 Febbraio 2014

Ciò che ha ispirato “Sulla pena al di là del carcere” (Liberilibri 2013, pp. 188, € 16,00) è l’approccio vòlto al superamento della pena carceraria non soltanto per una “crisi di efficacia” ma anche “di significato, di senso e di legittimazione”.
sullapenaSi inaugura come di rito l’anno giudiziario e come in un rito si deplora la situazione delle carceri. Nel gorgo insulso e inconcludente di questi decenni la politica non ha risolto – naturalmente – neanche questo problema. Ciò che ha ispirato “Sulla pena al di là del carcere” (Liberilibri 2013, pp. 188, € 16,00) è l’approccio vòlto al superamento della pena carceraria non soltanto per una “crisi di efficacia” – come scrive il prof. Giovanni Fiandaca nell’introduzione – ma anche “di significato, di senso e di legittimazione”. Il testo si articola in quattro contributi (Silvia Cecchi: “Verso una penalità oltre la pena carceraria” / Giovanna Di Rosa: “Il sistema penale della vittima” / Paolo Bonetti: “Per un pluralismo delle pene” / Mario Della Dora: “Dalla parte di Isacco”) e parte dalla espansione del diritto penale contemporaneo, che sta “occupando settori di condotte umane, di fattori di rischio, di beni offesi o minacciati, prima d’ora inediti”, cui corrisponde “la necessità di una sanzione che sposti (…) l’accento dal rimprovero ‘morale’ mosso al reo (…) ad una più plausibile responsabilità da violazione dei doveri di relazione (Cecchi)”. Da questo crocevia prende forma l’idea che “il reo dovrà essere considerato in uno con la persona offesa e valutando le conseguenze prodotte”. Se i limiti del processo penale si annidano nella concezione “imputatocentrica” dello stesso, allora bisogna cominciare a porsi delle domande: che cosa è dovuto alla vittima, che cosa chiede la vittima al reo, alla comunità, allo Stato?
La parte offesa è centrale nel ragionamento di tutti gli Autori perché “il processo, in Italia, costruito sul reo, estrania la vittima” (Di Rosa), non la considera – centrato com’è sul “gioco competitivo tra accusa e difesa” (Della Dora), dominato da una preoccupazione che sovrasta ogni altra: giungere alla sentenza. Dopo la sentenza, poi, è anche peggio.
Dal lato del reo, il carcere “sembra a molti la pena più giusta, quella che è meglio in grado di risarcire, infliggendo dolore, la sofferenza delle vittime. Ma il legislatore deve piuttosto chiedersi (…) se il carcere contribuisce davvero ad evitare che ci siano altre vittime, che la violenza e l’inganno divengano sempre più la normalità della vita sociale” (Bonetti). Mi sento di tranquillizzare, chi dovesse temere dal testo la vieta minestra ‘buonista’, che nessuno degli Autori ritiene che una società, anche la più liberale, possa prescindere dal porre il reo di fronte alle conseguenze negative del gesto compiuto. La critica è rivolta all’eccessivo ricorso al carcere, che livella e confonde ciò che non è uguale, uniforme. Non mancano riferimenti alle origini e all’evoluzione degli istituti della giustizia riparativa e della mediazione penale, alla evoluzione dell’ordinamento giuridico nella inevitabile cornice internazionale e comunitaria – oltre che ad alcune decisioni giurisprudenziali.
Le soluzioni proposte, offerte all’attenzione del lettore professionale come del cittadino, puntano ad un sistema personalistico della sanzione penale, alternativo al modello totalitario (che pone in primo piano le esigenze dello Stato e della collettività) e con ciò diversificato e selettivo, capace di graduare qualitativamente – oltre che quantitativamente – la pena e quindi di dare compimento al precetto costituzionale. Una domanda-obiezione, fuori dal testo, potrà sovvenire al lettore disincantato: avremo mai un legislatore e un potere esecutivo in grado di rispondere a sollecitazioni come queste?

Pubblicato in : Primo piano

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Salvini Giancarlo

    3 Febbraio 2014 alle 12:21

    Quando la pena diventa vendetta siamo fuori dalla giustizia, il legislatore intese la reclusione come possibilità di espiazione e di riabilitazione,ma il nostro carcere non è luogo rieducativo ragion per cui esce dalla volontà del legislatore per diventre mero atto di controviolenza quando non anche diretto atto di violenza esso stesso. Trattando il ricorso alla carcerazione come estremo arazio e dando al condannato la dignità di uomo con il lavoro raggiungeremo due traguardi, riduzione delle spese e più soggetti attivi da restituire alla vita civile.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti