Dunque a sei settimane dallo scoccar del 4 dicembre data che rimarrà memorabile più di quella dell’Unità d’Italia che pochi, pochissimi ricordano se non per la ricorrenza del 150enario di qualche anno fa.
Si diceva che a sei settimane dalla fatidica meta, la metà degli italiani pare ancora indecisa.
Ora, siamo abituati per atavica consuetudine a star divisi come recita perfino il nostro inno, insomma il Canto degli Italiani. E nihil novi.
Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popoli, perché siam divisi….Uniamoci, uniamoci, l’unione e l’amore rivelano ai popoli le vie del Signore. Giuriamo far libero il suolo natio: uniti, per Dio, chi vincer ci può?
Ma non eravamo abituati a trovare un partito o poco più da una parte e tutti gli altri, quasi tutti, contro. E anche qualcuno come baffino che il partito se lo è fatto da solo mangiando gli agnolotti., insomma mandandoli all’aria.
Piccola digressione.
Brutta roba assistere alla scenata deprimente di un comunista ex comunista paracomunista pseudocomunista, che dovrebbe amare e proteggere la classe lavoratrice e star vicino alla medesima, che, di contro, sollecita in malo modo il giornalista a fare anticamera dai suoi sodali giannizzeri, al suo ufficio stampa per fare una semplice domandina…Sì, è vero, poi ha chiesto scusa. E pensare che gli paghiamo la scorta. Sì, noi, tutti i cittadini. Giusto, vero è che la scorta è decisa dal Ministro Angelino capetto del Ministero dell’inferno ops, dell’Interno , questo lo sanno tutti. Ma a noi pagar la scorta al barbiere di quel di Gallipoli ci secca assai assai. Non solo a lui ehh.
Anche se a giudicare dagli strali che gli stanno arrivando ne ha un gran bisogno.
E, aggiunge lo stolto, i vecchi voteranno SI. Ha parlato quello di primopelo.
Si diceva dello snobismo del comunista conclamatissimo , si dai del Faustino, quello con gli occhiali appendolati al collo.. ma anche lui, il baffino, gli sta parecchio accosto.
E gli amici Liberali? In sordina ma non troppo… chissà ma esiste ancora il PLI? Per il NO conclamato.
Poi, pare, voteranno NO anche tanti non appartenenti a nessuna delle suddette sigle.
Che si sono letti approfonditamente gli articoli modificati, quelli soppressi e quelli nuovi.
“Bastaunsi per cambiare l’Italia dalla vecchia politica”. E in risposta a tamburo battente
“e trovarsi sotto sempre più schiavi della nuova politica”.
Qualcuno afferma che se la sinistra, il centro, la destra, l’anpi, costituzionalisti e studiosi vari, con motivazioni diverse e talvolta opposte si ritrovano sotto il medesimo simbolo NO, magari vuol dire qualcosa. Alcuni, fra coloro che esprimono questo parere non ne avrebbero alcun vantaggio, almeno apparente. E invitano tutti a meditare per il ripristino dei diritti di un popolo estromesso. E affermano che Presidente della repubblica, Primo ministro ed altre cariche istituzionali devono essere espressione di una scelta popolare e non di intrallazzi nella stanze del potere.
Sto qui ad arrovellarmi per decidere, magari sul SI per onorare baffino, dato che sono vecchia, quando vengo a sapere che c’è una norma, inserita un po’ subdolamente come le cosine scritte a margine con caratteri illeggibili nei contratti dei gestori, delle banche delle assicurazioni e compagnia, fra le disposizioni transitorie della riforma, che è una bomba.
Le norme transitorie transitano,questa si abbarbica, pare. Come per incanto la riforma dello Stato genera cinque superStati: le Regioni speciali.
Vabbè, è dura da capire. Ma è ancora più dura da spiegare, ed è durissima da concepire. Anche perché la concezione del concetto è una e trina. Come l’Ente Supremo.
“Aumenta il gap tra Regioni ordinarie e speciali, nonostante in partenza l’idea fosse quella di parificarle.
Gli statuti speciali sono più garantiti della Costituzione medesima, giacché nel loro caso occorre un passaggio in più (l’intesa), con un procedimento ultrarafforzato.
L’autonomia delle Regioni speciali non verrà mai più ridimensionata, a meno che esse stesse decidano di fare harakiri.
Ci si sbarazza del Senato, per liberarci dai suoi poteri di veto. E lo sostituiamo con cinque veto players, le Regioni- Stato. Evviva”.
Comitati del si
Sinistra per il sì, comitato di caratura più politica, formato da vari membri del PD, tra cui Fassino, Orfini, Orlando e Zingaretti;
Liberi sì, di Pera con ex militanti di Forza Italia e ora in ALA, creatura del Denis da Campi.
Moderati e centristi Insieme per il sì, di Adornato con membri del gruppo parlamentare di Area Popolare, tra cui Angelino , Lupi e Cicchitto.
Centristi per il sì, di D’Alia e composto con esponenti dell’UdC, partito che si è schierato tuttavia contro la riforma.
Insieme si cambia, di Ornaghi con Guzzetta, Debenedetti Franco, Ferrara Giuliano e Panebianco Angelo.
Non si garantisce che siano tutti.
Nonostante i sondaggi premino il NO si inizia a notare una deriva verso il SI, il male minore ma conosciuto abbastanza. E la speranza di un cambiamento per iniziare a uscire dal pantano. Infatti, Incredibile e paradossale, da molti il NO sarebbe visto come un salto nel buio.
Frattanto negli ultimi tempi Matteo prende le distanze dalla Mariele e porta alla ribalta l’Agnese, donna riservata dagli occhi brillanti e il sorriso accattivante. E più la insultano e più il consorte acquista credibilità.
Se poi si ascolta Gelmini, affetta da eterno e conlamato maldipancia, difendere le ragioni del NO, con il suo mantra del Senato come albergo dalle porta girevoli, viene davvero voglia di cambiamento.. qualunque sia.
Si, pezzo caotico. In perfetta linea con il caos che ci circonda.
Nota a margine
Cito in chiusura un bel pensiero tranchant dell’amico Franco Luceri.
“La democrazia è come un giubbotto antiproiettile, serve solo se salva la vita a chi la indossa. In Italia la democrazia è formalmente a protezione degli onesti, ma salva solo farabutti. Allora dobbiamo stabilire se la riforma boschi-renzi serve a conservare in vita gli onesti o ad accopparli continuando a proteggerli con un giubbotto caricatura”.
Carla Ceretelli

Pezzo non chiaro, non comico, non istruttivo e assolutamente caotico e inutile.
D’alema “baffino” ha subito un’odiosa e antipatica aggressione da parte di una stupida e invadente pesudo giornalista, che voleva fare la comica senza averne il talento né la finezza.
Non si cpaisce come si possa, in realtà, avere dubbi su una scelta che appare talmente logica e evidente visti i personaggi che ci vorrebbero obbligare a ingoiare questo obbrobrio del nulla. Il resto sono inutili discorsi.