In Polonia, Stanislaw Wielgus, per 48 ore arcivescovo di Varsavia, ha dovuto cedere alle polemiche esplose dopo che si è conosciuto il suo passato di collaboratore con il KGB.
E’ vero, era difficile sottrarsi alle pressioni dei servizi segreti della superpotenza sovietica, che non era solo uno stato “fratello”. Era in realtà una nazione amica che non disdegnava di intromettersi direttamente nella vita interna dei paesi dell’est europeo, talvolta di occuparli, con la quale si era costretti a trovare un “modus vivendi”. E così, come tanti compatrioti ha fatto Wielgus.
Ma le ferite sono troppo recenti, e vivo è il ricordo delle feroci persecuzioni. Che l’Arcivescovo di Varsavia sia stato costretto ad andarsene lo possiamo capire.
In Italia, sotto l’ombrello della protezione del Patto atlantico, molti collaborarono con il medesimo KGB, servizio segreto di una potenza straniera che rivolgeva i suoi formidabili arsenali contro di noi. Lo fecero in vario modo, e mai sotto costrizione. Chi prese i soldi è stato amnistiato. Molti si sono adoprati per volgere in burletta una commissione parlamentare che doveva indagare. Chi ha “spiato” è stato dimenticato o sbanchettato. Nessuno ha pagato.
E tutto questo non lo possiamo capire.
SPIE POLACCHE E SPIE ITALIANE
In Polonia, Stanislaw Wielgus, per 48 ore arcivescovo di Varsavia, ha dovuto cedere alle polemiche esplose dopo che si è conosciuto il suo passato di collaboratore con il KGB.
E’ vero, era difficile sottrarsi alle pressioni dei servizi segreti della superpotenza sovietica, che non era solo uno stato “fratello”. Era in realtà una nazione amica che non disdegnava di intromettersi direttamente nella vita interna dei paesi dell’est europeo, talvolta di occuparli, con la quale si era costretti a trovare un “modus vivendi”. E così, come tanti compatrioti ha fatto Wielgus.
Ma le ferite sono troppo recenti, e vivo è il ricordo delle feroci persecuzioni. Che l’Arcivescovo di Varsavia sia stato costretto ad andarsene lo possiamo capire.
In Italia, sotto l’ombrello della protezione del Patto atlantico, molti collaborarono con il medesimo KGB, servizio segreto di una potenza straniera che rivolgeva i suoi formidabili arsenali contro di noi. Lo fecero in vario modo, e mai sotto costrizione. Chi prese i soldi è stato amnistiato. Molti si sono adoprati per volgere in burletta una commissione parlamentare che doveva indagare. Chi ha “spiato” è stato dimenticato o sbanchettato. Nessuno ha pagato.
E tutto questo non lo possiamo capire.

Giustissimo quanto afferma Cattani, specie per quanto riguarda la DDR, che nei miserabili festival dell’Unità anni sessanta e settanta era portata quasi a modello invidiabile, con la benedizione d’un miserabile come Enrico Berlinguer che a Mosca recitava la sceneggiata della via nazionale al socialismo e in Italia teorizzava il clientelismo cattocomunista oggi al potere. Strano che dopo tanta passione e studio l’egemonia gramsciana si sia accontentata dell’incontro tra comunisti e cattolici, ossia del popolino sacro custude della verità storica, adagiandosi nella stessa retorica che fu del fascismo. E infatti nel cattocomunismo germina la nuova destraccia. Ecco la risultante dell’identità storica e sociale italiana scoperta dalla grande mente di Gramsci. E c’è ancora chi a pronunciarne il nome s’impasta la bocca. Antonio Dani
il fatto è che in Polonia si comportano da persone serie, perchè sanno con quale tipo di regime criminale hanno avuto a che fare per più di 40anni. Qui in Italia, invece, i comunisti hanno sempre raccontato la balla che con loro al governo non sarebbe mai successo quanto accaduto nell’est europeo. E tanti ci hanno creduto e ancora ci credono, per cui anche se hanno fatto le spie contro la nostra democrazia non ha nessuna importanza. Ciò che ora conta è che siano amici dei confidustriali, dei grandi banchieri e della grade stampa, quella che che dichiara di essere indipendente. Io, però vorrei fa presernte i tanti che sono ora al governo e che a suo tempo sono stati amici degli assassini e dei criminali di stato che governavano i paesi dell’est europeo. Basti ricordare che quei regimi “fratelli”i erano invitati tutti gli anni alle feste nazionali dell’Unità. In particolare veniva esaltata la Germania dell’est, che per far vincere i propri ateli ed atlete ricorrerva alla droga di stato :tutto questo credo sia ancora peggio dello spionaggio.
Saluti
Quello che più mi sconcerta è vedere certe facce ,dichiaratamente al soldo dei mandanti oltrecortina, sedute impunite,anzi munite di nuova verginità politica , nelle oltrecomode poltrone parlamentari…
Se penso che grazie a loro sono state effettuate ” purghe” e attentati continui alla giovane, semplicistica, ingenua democrazia e che tuttora bisogna vigilare perchè si sa che il lupo perde il pelo, ma non il vizio ,mi verrebbe comodo pensare che l’ombrello atlantico sia come la fascia dell’ozono: fornito di grandi buchi. Il difficile è credere ancora che si possa sistemare qualche cosa.