Qualità della politica. “Il punto non è tanto – a mio modestissimo parere – quello del rumore della politica (che, sia chiaro, c’è ed è spesso molto sgradevole) ma quello, assai più serio, della qualità della politica che quel rumore sottende. Una qualità che porta oggi gli italiani non già all’irritazione e all’invettiva ma all’indifferenza”.
I partiti. “Chi scrive pensa non solo, come si dice con una punta di retorica, che i partiti sono uno strumento essenziale della democrazia, ma che la politica si fa, in primis, dentro e con i partiti. Comprendendone il ruolo, interpretandone i rituali, rispettandone le forme, ricordandone la storia, percorrendone tutte le articolazioni”.
Dire e fare. “Allentatosi il vincolo della ideologia, la politica è oggi più di tante altre cose, credibilità. Credibilità della classe politica nel suo insieme e credibilità dei singoli che fanno politica. E una politica credibile è quella che crede in quello che dice ed in quello che fa, o che cerca di fare. E’ tutto qui il dibattito sul riformismo che andiamo facendo da qualche tempo o, meglio, da qualche anno”.
Coerenza. “Cosa pensereste di un grande manager che oggi indica nel mercato cinese una opportunità da non mancare e promette, di lì a qualche tempo, di sbarcarci in forze e poi, qualche tempo dopo, vi dice che sì, poi, in fondo, il mercato cinese non è così importante? E cosa pensereste di un leader politico che a novembre annuncia urbi et orbi che per marzo il paese avrà messo un punto fermo sui temi della riforma previdenziale e poi a gennaio conclude che, in fondo, la cosa non è poi così urgente?”
A che serve la politica. “La politica – mi si perdoni la franchezza – non è pagata per raccontare ai cittadini gli ostacoli che incontra giorno dopo giorno ma per superarli. Se ne è capace. E se non ne è, per lasciare ad altri la possibilità di provarci”.
Credibilità. “Una politica credibile è una politica che rischia e che si assume responsabilità. Che si espone al pericolo di perdere perché solo così si vince”.
“Se il Partito democratico fallirà … sarà a causa della mancanza di coraggio di chi pensa che il rischio sia pane quotidiano per le famiglie e per le imprese ma non per la politica”.
Regole. “ce n’è una, in molti paesi e soprattutto in quelli che il maggioritario ce lo hanno da tempo, che non è nemmeno scritta: chi perde abbandona il campo. Definitivamente (salvo straordinarie eccezioni). Sia che perda elettoralmente, sia che perda politicamente (chiedere, per ulteriori dettagli, a Margaret Thatcher).”
Due leadership sconfitte. “La politica italiana – credo di averlo detto e scritto in tempi non sospetti – è oggi guidata (al di là dei meriti o dei demeriti dei singoli) da due leadership entrambe sconfitte. E quindi automaticamente, inevitabilmente, al di là della loro volontà e delle loro capacità, non più credibili….Si può fare politica per una vita intera senza mai farla veramente e farla per un giorno solo mettendoci la passione di una intera vita.
Nicola Rossi (letto e sottoscritto dalla Direzione di Pensalibero)

Coerenza. Bella parola . Basta pensare alle speranze sollevate dall’onorevole che afferma “mi dimetto se non…” ,ed alla delusione generale susseguente , per capire che in politica non sia una parola semanticamente valida . E perché una persona normalmente presente a se stessa dovrebbe comportarsi così? Ma perché l’elettorato dimostra storicamente di seguire la squadra ,in casa ed in trasferta. Con il buono ed il cattivo tempo.
“Io sono sempre stato di sinistra ! ( o di destra)” . Complimenti per la coerenza ! Che se non è curata dal corpo elettorale,perché dovrebbe esserlo da parte degli eletti ?
Ed ora che i partiti non sono più fucina di idee e di progetti ,ma consorteria di famigliari e famigli ,tutelati dall’assenza di voto di preferenza ,l’unica coerenza possibile sta nel mantenimento dello status quo . Osservate le grida sulla rifoma del sisstema elettorale . L’unica attenzione diffusa sta nel “mantenimento del sistema bipolare “. Di un artfizio coattivo della libera scelta.O come mai….?
L’uscita di Nicola Rossi conforta politica e iniziative del M.i.l.l.e., che rappresento, e di tutte le altre aggregazioni liberali del paese.
Riforma (auspicata) della legge elettorale e politica quotidiana dei partiti dovrebbero tenerne conto.
Ugo Scuro
Penso che non si possa che essere d’accordo, la politica è idee, inventiva, impegno personale e collettivo, sacrificio, senso dello stato e rispetto per i cittadini.
Il rispetto dei cittadini è anche sapersi mettere da parte quando si è sconfitti.
Solo il continuo ricambio della classe dirigente, in politica, può dare quella dinamicità di idee e di comportamenti che mancano ai nostri politici, statici, sedentari e prevaricatori.
Largo ai giovani, dunque, mettiamo sotto salamoia tutti questi “soloni” riciclati e ripescati , apriamo le finestre, aria nuova, non può che farci bene.
L’ alternativa ?
L’ alternativa è il tran tran quotidiano e la perdita di consenso.
E’ evidentissima l’esigenza di creare un soggetto politico che si faccia realmente promotore di una profonda riforma laica e liberale della società italiana.
Bosognerà fondarlo subito, immediatamente oserei dire, perchè sia pronto per le prossime elezioni.
Con chi farlo?
Come?
Queste sono le risposte che dobbiamo a noi stessi ed al Paese.
Nicola Rossi non è un “novellino”.
Ha certamente fatto un grande passo. però è un eletto al Parlamento perché in posizione ottimale nella lista dell’ulivo (non per preferenze individuali ovviamente).
A questo punto, scoperto che chi lo aveva “intruppato” ha mentito sulle reali intenzioni della coalizione vincente, dovrebbe proporsi per attuarle “con altri che ci stanno”.
Io non sono d’accordo su moltissime cose dette in campagna elettorale e scritte in quelle oltre 280 pagine di programma”succinto”, però sono disponibilissimo a confrontarmi con l’on prof. Rossi per sostenerne alcuni sulle quali credi lui sarebbe convinto.
Vedo che a Pensalibero anche l’editriale conclude cosi. Perché non viene e prova con noi allora?