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Spagna: Sanchez chiama le donne al Governo

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha presentato il suo nuovo gabinetto e, oltre a molti volti noti, le donne ricoprono ora 12 dei 22 incarichi ministeriali.
Sanchez è stato riconfermato primo ministro il 16 novembre scorso ed il giorno successivo ha giurato davanti al Re di Spagna.

di Salvatore Rondello | 24 Novembre 2023

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha presentato il suo nuovo gabinetto e, oltre a molti volti noti, le donne ricoprono ora 12 dei 22 incarichi ministeriali.
Sanchez è stato riconfermato primo ministro il 16 novembre scorso ed il giorno successivo ha giurato davanti al Re di Spagna.
Dopo il controverso accordo di amnistia con gli indipendentisti del partito secessionista catalano, Pedro Sanchez ha dichiarato: “Il nuovo governo avrà un marcato accento femminista, con quattro vice primi ministri donna e un numero di ministri donna superiore a quello dei ministri uomini”. Nel governo ha mantenuto Nadia Calvino a capo degli Affari economici e Margarita Robles alla Difesa.
Nel 2021 Sanchez ha inserito 14 donne e otto uomini in posizioni ministeriali, portando la rappresentanza femminile al 63,6%. In questo modo, nel 2023 la Spagna sarà il terzo Paese al mondo con il maggior numero di donne in posizioni di governo.
Secondo UN Women (l’organizzazione per le donne delle Nazioni Unite), sono solo 13 i Paesi in cui le donne ricoprono il 50% o più delle posizioni di ministri di gabinetto a capo di aree politiche. A livello globale, meno di un ministro di gabinetto su quattro è donna (22,8%).
Il gabinetto includerà nove nuovi ministri, mentre i posti chiave rimarranno invariati,  una mossa sorprendente per un premier noto, per i rimpasti inaspettati. Sanchez ha dichiarato che la decisione è stata presa per negoziare più facilmente con gli alleati parlamentari, per approvare le leggi chiave.
Calvino, che è in lizza per diventare presidente della Banca europea per gli investimenti (BEI), manterrà anche la sua posizione di vice primo ministro. Attualmente sta conducendo i negoziati per un nuovo pacchetto di regole fiscali nella zona euro nell’ambito della presidenza spagnola del Consiglio europeo.
Anche il ministro dell’Energia Teresa Ribera, il ministro del Bilancio Maria Jesus Montero, il ministro degli Esteri Jose Manuel Albares e il ministro del Lavoro Yolanda Diaz, a capo di Sumar, partner minore della coalizione di estrema sinistra, hanno mantenuto il loro posto.
Sanchez ha spiegato: “È una squadra di alto profilo politico per una legislatura di alto profilo politico. Sono persone capaci di governare ma anche di trovare accordi”.
Il Psoe di Sánchez avrà 17 ministeri e il suo partner di coalizione Sumar (Unire le forze), di sinistra, avrà cinque portafogli. L’ex partner di coalizione di estrema sinistra del governo uscente, Unidas Podemos (Uniti si può), non avrà alcun ministero. L’ex stella del partito, il ministro dell’Uguaglianza Irene Montero, sarà sostituita da Ana Redondo del Partito socialista.
La rielezione di Sánchez la scorsa settimana è avvenuta con l’appoggio di 179 legislatori del Parlamento spagnolo, che conta 350 seggi.  Alla sua elezione si sono opposti 171 deputati del Partito Popolare, di centrodestra, e del partito di estrema destra Vox. I due partiti avevano indetto proteste di massa per la proposta di Sanchez di amnistia per centinaia di persone con problemi legali, per il fallito tentativo di secessione della Catalogna nel 2017. In realtà, Sanchez con l’amnistia ha aperto un dialogo inclusivo per scongiurare le spinte secessioniste della Catalogna.
Diverse proteste, organizzate da gruppi di estrema destra vicino alla sede del Partito socialista a Madrid, sono finite in scontri con la polizia. Fermo nei principi di unità nazionale, lunedì scorso, in un Suo discorso, Sánchez ha promesso di “dare priorità al dialogo e al negoziato in una legislatura che sarà fondamentale per la coesione sociale e territoriale della Spagna”.
Il nuovo governo di coalizione spagnolo presieduto da Pedro Sánchez si è riunito ieri per il primo Consiglio dei ministri, riunione preceduta dalla tradizionale foto di famiglia del nuovo gabinetto sulla scalinata della Moncloa. La prima riunione dell’Esecutivo avviene dopo il giuramento dei 22 ministri, tenutosi martedì scorso al Palazzo della Zarzuela alla presenza del re Felipe VI, e il relativo trasferimento dei portafogli. In apertura di riunione il presidente del Consiglio, Pedro Sánchez, ha consegnato una lettera ai ministri in cui ricorda che “sono parte di un governo di coalizione, che rientra nella normalità europea, dove la maggioranza degli esecutivi è composta da più di una forza politica”.
Poi ha dichiarato: “Svolgeremo il nostro lavoro con il massimo coordinamento tra tutti i dipartimenti ministeriali per operare con agilità, efficienza e determinazione. Lo dobbiamo a una cittadinanza che chiede risposte concrete a problemi concreti. Problemi che riguardano la vita quotidiana di milioni di persone”.
Nella lettera, Sánchez indica, inoltre, quali sono le priorità del governo. In ambito socio-economico, afferma che è necessario completare la modernizzazione e la trasformazione del tessuto produttivo, procedere verso la piena occupazione, migliorare l’accesso all’abitazione, rafforzare la coesione territoriale e progredire nell’“agenda di reincontro” tra Governo spagnolo e Generalità di Catalogna.
In un clima di grandi difficoltà e conflittualità politiche presenti in Spagna, Pedro Sanchez sta dimostrando di essere un valoroso socialista ed un grande statista.

Salvatore Rondello

(da “Avanti Online”)

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: banca europea, consiglio dei ministri, dichiarato, discorso, euro, governo, lavoro, legislatura, madrid, massa, mondo, nuovo governo, parlamento, partito socialista, persone, polizia, presidente del consiglio, scontri, spagna, unità nazionale, zona euro

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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