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S&P, Tap, Libia: la geopolitica del Mediterraneo passa per Melendugno

di Daniele Marchetti | 5 Novembre 2018

Sarà un caso. La solita inavvertita coincidenza. O, perfino, una maliziosa accozzaglia di fortuiti eventi. Sarà, ma quanto accaduto sul finire della scorsa settimana merita riguardo.

Che l’attenzione della Casa Bianca sul gasdotto trans-atlantico (TAP) fosse alquanto elevata lo aveva dimostrato, apertamente e senza giri di parole -come è suo stile- il Presidente Trump lo scorso luglio durante la visita ufficiale del Premier Conte negli USA quando chiese ufficialmente ed in maniera pressante all’Italia di non abbandonare il TAP ma anzi di operare affinché il progetto trovasse una conclusione positiva.

E che, parimenti, la situazione economica del Bel Paese rivesta una preoccupazione anche per lo staff presidenziale a stelle e strisce lo dimostrano le rassicurazioni (quasi un’assicurazione sulla vita del Governo “euroscettico”) sulla solidità ed affidabilità del “sistema Italia” offerte a piene mani dal Presidente Trump in persona.

Un’attenzione che per molti commentatori e politici d’opposizione si sarebbe concretizzata nel giudizio soft pronunciato dall’autorevolissima società di rating americana Standard & Poor’s (S&P) sulla solvibilità del debito italiano prontamente  “ripagato” dal Governo Conte-Di Maio-Salvini con il via libera al TAP.

Coincidenza? Convenienza? No, solo un abile tempismo!

Con il TAP, S&P non c’entra nulla.

Il TAP è questione di realpolitik. Di credibilità, di affidabilità, di consolidamento dell’asse Roma-Washington nella partita della sicurezza nel Mediterraneo.

Sul tavolo del Governo assieme alla manovra vi un più scottante e strategico dossier: la conferenza sulla Libia e sulla stabilità del Mediterraneo in programma a Palermo nel prossimo mese di Dicembre. Un appuntamento nel quale l’Italia si gioca moltissimo.

E la preannunciata assenza del Presidente Trump come del suo vice, che potrebbe essere letta come una preventiva sconfessione dell’iniziativa italiana, deve essere -in ogni modo- scongiurata. Quindi recuperare, per Roma, è un obbligo anche se ciò significa accettare, seppur a malincuore, il controverso gasdotto.

In politica, tutto si tiene. Vincere la sfida di Palermo per l’Italia significherebbe riconquistare il ruolo di nazione leader nel Mediterraneo, ridimensionare il ruolo della Francia e con ciò ottenere maggior prestigio in ambito comunitario per poter contrattare -da pari a pari- con la Commissione Europea scelte economiche altrimenti improbabili.

Macron, Merkel ed il primo ministro russo (se non Putin stesso) a Palermo ci saranno. Per un’autorevole, qualificata e credibile presenza USA saranno decisive le prossime settimane.

Ed il “Sì” del Governo al TAP potrà rivelarsi mossa assai utile.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: casa bianca, commissione, commissione europea, francia, governo, libia, manovra, merkel, nazione, opposizione, palermo, putin, roma, situazione economica, società di rating, usa

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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