
Nonostante un leggero calo di venerdì mattina, ultimo giorno settimanale di apertura dei mercati finanziari, resta alta la tensione sui calori dello spread anche se i valori conosciuto nel 2011 sono per ora lontanissimi. In quel caso si superarono i 500 punti di differenziale ma il nostro paese, al tempo con Silvio Berlusconi al Governo, era sotto una forte pressione speculativa dei mercati finanziari. Lo spread oggi è poco sotto i 200 punti, a circa 190. Ora, a detta del presidente di Bankitalia Visco, questa pressione non c’è. Il livelli di spread non sono che il prodotto della bassa fiducia internazionale nei nostri confronti.
Secondo il Governo, il livello tuttavia è ancora lontano da far scattare l’allarme. Il sottosegretario all’Economia Federico Freni ha detto che la soglia di guardia per lo spread è 340-350 punti. Ma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco avvisa: “Gli interessi” sul debito pubblico “non sono il risultato di speculazione contro l’Italia, sono il risultato di un’attenzione sul fatto di tenere i nostri conti il più possibile in ordine. Questo è un impegno politico rilevante che va sottolineato continuamente”.
Il governatore si è poi soffermato sul tema dell’aumento dei prezzi. “Lo sviluppo dell’inflazione nell’anno – ha concluso Visco- è stato determinato da uno choc straordinario, di natura esterna. Avremmo potuto assorbirlo una tantum, con una tassa dall’esterno, ma c’è il rischio che questo si trasferisca tra i prezzi, i costi, i salari. Dobbiamo tenerlo sotto controllo”.
Ginevra Matiz

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