
L’ ipotesi Mario Draghi Presidente del Consiglio Europeo sarebbe, a mio avviso, preziosa per gli interessi nazionali dell’ Italia e favorirebbe la grande svolta politica di cui l’ Unione Europea ha assoluto bisogno per far fronte ad una situazione mondiale piena incognite, come quella in cui stiamo vivendo.
Perché la candidatura di Draghi si concretizzi ed abbia successo, tuttavia sarebbe bene che essa si configuri come una espressione trasversale, la più unitaria possibile della politica italiana.
Per questo non ho capito perché Matteo Renzi si sia mosso oggi “in solitario” con le sue dichiarazioni a Politico. https://www.politico.eu/article/mario-draghi-matteo-renzi-eu-council-chief-italys-renzi-says/
Probabilmente il leader di Italia Viva ha comunicato il suo endorsement a favore di Draghi sul quotidiano di A. Springer perché
gli piace arrivare prima degli altri, ma forse questa volta anche per dare l’ impressione di essere sempre lui il registra delle grandi occasioni, colui che da le carte.
Vedremo se l’ ipotesi lanciata dal Financial Times si concretizzerà o meno. Nel frattempo – proposito di Renzi – approfitto dell’ occasione per riproporre quanto gli ho suggerito di fare quando nell’ ottobre scorso ha lanciato la sua candidatura alle elezioni europee.https://www.pensalibero.it/matteo-e-la-saggezza-brizzolata-dei-50-anni/
ll primo suggerimento e’ stato quello di lasciare – prima dell’ inizio della campagna elettorale – la direzione de Il Riformista. Il motivo è semplice; per non mescolare il quarto potere (la libera informazione) con il potere legislativo;
Il secondo consiglio di dimettersi (o quanto meno autosospendersi) dal board della fondazione saudita FII, https://fii-institute.org/team-member/senator-matteo-renzi/.
Forse ho un carattere troppo intransigente,
ma a me non sta bene che un candidato al Parlamento Europeo sia coinvolto in attività di paesi stranieri, soprattutto quando si tratta di regimi illiberali caratterizzati da relazioni ambivalenti con la Federazione Russa di Vladimir Putin.
https://www.startmag.it/mondo/matteo-renzi-arabia-saudita-russia-putin/
In ambedue due i casi non parlo di incompatibilità formali, ma di opportunità politiche. Sbaglio? Sono molto curioso di sapere cosa ne pensano i lettori di Pensalibero.
Marco Mayer

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