
(fonte sito internet dell’ex presidente del Consiglio)
Matteo Renzi ieri ha scritto:
“..Sarà che alla soglia dei cinquant’anni sento di potermi permettere il lusso della libertà e della verità, ma non trovo sfida più affascinante di quella di chi investe sulla formazione, sull’educazione, sull’approfondimento…”
Queste parole di Matteo Renzi mi hanno colpito perché mi è effettivamente capitato – proprio alla soglia dei 50 anni – di dedicarmi per la prima volta – alla ricerca e al libero insegnamento universitario.
Prima dell’ anno accademico 2002/03 avevo cambiato spesso lavoro con esiti altalenanti; negli ultimi 20 anni, invece, ho scoperto che insegnare all’ università era per me l’ attività professionale di maggiore soddisfazione.
Per usare le parole di Renzi la sfida è “affascinante” proprio perché – pur entro certi limiti – negli atenei ci si può permettere il lusso della libertà di insegnamento e della ricerca della verità con maggiore facilità di altre professioni.
Renzi che conosco da molti anni (da quando era il mio giovanisimo segretario della Margherita fiorentina) ha annunciato in questo giorni la sua intenzione di scendere in campo per le elezioni europee del 2024 con il nuovo logo “Centro” all’ insegna dei valori di libertà e verità, le parole d’ordine della Scuola di Politica che ha organizzato in Sicilia.
La sfida è di quelle difficilissime perché – 10 anni dopo il grande successo delle Europee del 2014 – Matteo Renzi ha perso la fiducia di milioni di elettori.
Che fare?
Per il leader di IV la condizione sine qua non è ricostruire l’ immagine di personalita’ pubblica affidabile, impresa difficilissima per chiunque.
Per fare un solo esempio Renzi ha ragione quando si lamenta del fatto che la Pubblica Accusa ha considerato solo la sua fondazione alla stregua di un partito politico, mentre tantissime altre fondazioni politiche continuano in tante città italiane le loro attività indisturbate dalle locali Procure.
Ma si sa – anche se uno ha ragione – fare la vittima non paga più di tanto.
Il primo passo che mi aspetto è che si permetta davvero “il lusso della libertà e della verità” compiendo passi concreti per promuovere questi valori fondamentali.
Il modo più efficace di comunicare non è predicare o propagandare valori, ma dare l’ esempio. L’ esempio pratico è la comunicazione politica che può davvero coinvolgere e mobiltare i cittadini.
Nei panni di Renzi la prima cosa che farei è quella di lasciare la co-direzione de Il Riformista perché la democrazia si basa sulla divisione dei poteri.
Chi aspira a conquistare il potere legislativo ed esecutivo non può contemporaneamente dirigere un giornale.
Il “quarto potere” è uno dei pilastri delle libertà fondamentali e non è giusto mescolarlo con nessuno degli altri tre.
La prima mossa di Renzi è informare il suo editore (uno dei colossi delle forniture pubbliche ndr) che intende mettersi in aspettativa da Il Riformista fino a giugno 2024, poi si vedrà…
Nei suoi panni per “dare l’ esempio” allontanando da se l’ idea di una qualsiasi ambivalenza mi dimetterei anche dal board della fondazione saudita promossa da BSM, il discusso principe saudita.
Metto da parte il tema dei finanziamenti arabi che pure non giovano all’ immagine di Renzi.
Il punto vero è che in atto una politica di riavvicinamento dell’ Arabia Saudita all’ Iran: due regimi autoritari che si muovono nella direzione opposta dei diritti umani drll’ Unione Europea. https://www.spa.gov.sa/en/b51fb6c3d7g
Lasciamo da parte – e non è certamente facile farlo a cuor leggero – l’ assassinio del giornalista Washington Post, Jamal Kashoggi.
Il punto cruciale è che non puoi dire ai ragazzi “sto con Mahsa Amini” e nello stesso tempo promuovere la visione 2030 del Regno Saudita e ancora peggio legittimare le terribili violazioni dei diritti umani dei due paesi: https://www.washingtonpost.com/opinions/2023/08/29/saudi-arabia-treatment-ethiopian-migrants/
https://www.osservatoreromano.va/it/news/2023-09/quo-204/arrestato-un-parente-di-mahsa-amini.html
e
Il terzo punto che mi permetto di suggerire a Matteo Renzi è che in alcune occasioni dovrebbe contare sino a dieci prima di parlare, non si può parlare di tutto serve il tempo di informarsi, soprattutto quando non hai uno staff di collaboratori qualificati.
Renzi si è detto amareggiato perché su Ustica Giuliano Amato si sarebbe svegliato solo ora. Si tratta di una affermazione palesemente falsa.
Basta cliccare su Google per verificare che la questione di Ustica è stata affrontata con continuità da Amato (all’ epoca insieme a Craxi) sin dal 1986. Basti qui ricordare le richieste su Ustica formulate da Amato ai Presidenti Clinton e Chirac nel 2001, concordate con il magistrato Rosario Priore.
Ma Amato o non Amato – non si capisce perché Matteo Renzi, Sandro Gozi e Renew Europe non abbiano approfittato del dibattito per chiedere al leader in cui di riconoscono- Emanuel Macron – se fosse possibile venire incontro alle richieste di maggiori informazioni da parte delle famiglie delle vittime. L’ ideale sarebbe la declassificazione delle informazioni di Solenzara e le comunicazioni e i tracciati dei veivoli dell’ Arme dell’ Air del 27 giugno 1980.
In vista delle elezioni europee Macron aumenterebbe il suo prestigio se di sua iniziativa seguisse l’ esempio di Matteo Renzi e Marco Minniti che hanno declasssificato i materiali su Ustica. Lo stesso ha fatto Xavier Solana in qualita’ di segretario generale della NATO per alcune registrazioni radar su richiesta di Prodi nel 1996.
Valuto encomiabile il tentativo di Renzi di convincere Antonio Tajani e Forza Italia a presentarsi insieme con lui alle Europee per dividere il fronte del CDX separando FI sia da Salvini (e dai suoi amici di Alternative fur Deutschland) sia da Giorgia Meloni e dalla sua ECR.
Tuttavia per quanto encomiabile questo tentativo può avere successo solo se Matteo Renzi con gesti forti ( tipo quelli che ho indicato) avra’ l’ umiltà e il coraggio di aprire – alla soglia dei 50 anni – una pagina veramente nuova nella sua erratica esperienza politica.
Se non ora quando?
Marco Mayer

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