Sono soprattutto stanco di chiedermi ogni giorno quanta parte, seppur piccola, di questo schifo, sia anche per colpa mia.
Sono stanco! Sono stanco di aprire il giornale, qualsiasi giornale, e affogare in un diluvio di scandali, per lo più denunciati da figure la cui virtù, nel migliore dei casi, è quella delle vergini dai candidi manti. Non ne posso più di una magistratura impunita e incombente che si sente custode della morale pubblica e invece è solo una corporazione fra le tante che lucra potere e ruolo sulle macerie dei partiti. Stanco di alzarmi la mattina e dovermi preoccupare per il livello dello spread della giornata, ben sapendo di non avere strumento alcuno per incidere nel suo andamento. Stanco di guardare mio figlio e di sentirmi in colpa perché dovrà vivere in un Paese peggiore di quanto non l’abbia trovato io. Stanco anche d’incazzarmi perché mio figlio non è incazzato nero contro questa situazione. Sono stanco di gente che parla per stereotipi, che usa ancora come insulti “fascista” e “comunista”. Di buffoni di professione che fanno gli statisti, di uomini di stato che fanno i buffoni. Sono stanco dell’Unione Europea dove ormai impazza la sindrome del Palio di Siena (più importante fottere il rivale che vincere). Di manager falliti che continuano a dare lezioni di economia dall’alto delle lucrose liquidazioni autoassegnatesi. Sono soprattutto stanco di chiedermi ogni giorno quanta parte, seppur piccola, di questo schifo, sia anche per colpa mia.
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