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Sono passati quindici anni…..

Si dice che il mondo sia cambiato l’11 settembre del 2001, ma i segnali di cambiamento erano visibili già da molto tempo prima solo che molti non hanno voluto vedere e soprattutto chi era al vertici non ha voluto farcelo vedere.

di Oscar Bartoli | 11 Settembre 2016

” Papa’, sto andando al campus della AOL a lavorare. La radio dice che un aereo si e’ schiantato su una delle Torri Gemelle a New York. Forse e’ un Cesna..Ne sai nulla tu?”

Questa la telefonata ricevuta quella mattina (11 settembre 2001) da mio figlio Marco.

Ho acceso la televisione ed e’ iniziato un orribile spettacolo.

Ero incapace di metabolizzare completamente che quello che stavo assistendo non era un film della serie disastri ma una realta’  vissuta da migliaia di uomini e donne che avevano avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

E vissuta da  milioni di altre persone incollate sul piccolo schermo che si sentivano straziate dentro da quell’atroce snocciolarsi di immagini terribili.

Tra quelli che seguivano sui loro teleschermi quanto stava succedendo a Manhattan vi erano i 190 del Pentagono che di li’ a qualche minuto sarebbero stati polverizzati dall’aereo che sarebbe caduto su di loro con il suo carico di passeggeri.

Mentre poco lontano, nei cieli della Pennsylvania, altri passeggeri riuscivano con il proprio sacrificio a a dirottare il velivolo che era diretto sulla Casa Bianca.

Restano nella memoria collettiva le immagini che si commentano da sole di quel George W. Bush che con la sua faccia da ebete ascolta un assistente che lo informa mentre partecipa ad una riunione in una scuola elementare.

Resta il ricordo del blocco totale dei voli decretato dal vicepresidente Dick Cheney con l’esclusione scandalosa dell’aereo che portava piu’ di un centinaio di membri della famiglia reale saudita, a conferma che, anche di fronte ad una tragedia di immani proporzioni come quella, il business petrolifero dei gangsters asseragliati alla White House e dintorni  per anni doveva essere salvaguardato.

Gli storici dicono che da quel giorno e’ cambiato il mondo.

Ma il mondo era gia’ cambiato e l’America che soffre di congenita miopia non se n’era accorta.

Oscar Bartoli

flight_paths_of_hijacked_planes-september_11_attacks

Pubblicato in : Primo pianoTag: 11 settembre 2001, Alkaeida, anni, bush, casa bianca, crollo Torri Gemelle, Dick Cheney, figlio, Geroge Bush, Mahanattan, mondo, New York, osama bin laden, persone, scuola, White House, World Trade Center, WTO

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Armando Stavole

    18 Settembre 2016 alle 19:47

    Consiglierei di approfondire visitando il sito http://www.ae911truth.org/ e chiedendosi che ci stanno a fare nel mondo gruppi come Trilateral e Bilderberg(che si fanno sentire anche per questa campagna elettorale negli USA)…poi torniamo a fare delle analisi. Bush era da poco presidente e quindi, a meno che non sia un abile attore, doveva per forza essere sorpreso. Non si dimentichi che per preparare un’operazione del genere, sia come si vede nella dinamica sia come fa presagire il succitato sito, ci sono voluti dei mesi se non qualche anno. Inoltre, mentre noi guardiamo con spirito di parte a come reagiva e reagisce la dx e/o la sx, probabilmente c’e’ un partito trasversale con interessi trasversali che manovra tutti gli operatori in gioco e noi ci scanniamo ora per questo ed ora per quello. Concludo la mia elocubrazione richiamando l’articolo di Mannucci che si riferisce alla strategia della tensione. I manovratori anche durante la guerra fredda avevano interessi multinazionali. Siamo semplicemente oggetto di giochi geopolitici di cui noi possiamo solo avere un barlume ed ecco perche’ spesso e volentieri veniamo giocati facendoci intravvedere ora la carota ora il bastone. Buon approfondimento.

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