“si può, far politica coi sondaggi” cantava l’indimenticato Gaber. Così, nell’estate già effettiva per il calendario solare e ormai prossima per il calendario politico, mentre le notizie da commentare scivolano pigre tra un summit internazionale e le reazioni alla condanna di Dell’Utri, non resta che chiamare i cittadini a esprimere la loro opinione attraverso lo strumento simbolo della seconda Repubblica: il sondaggio. Certo, bisogna diffidare dei sondaggi balneari, quelli fatti sul bagnasciuga o nelle discoteche di Riccione, ma altri, come quelli sportivi (da chi deve ripartire la nazionale? serve la moviola in campo? chi tiferete in caso di finalissima Paraguay-Ghana?) hanno un margine di attendibilità maggiore. Quelli di cui ci occupiamo oggi sono, però, sondaggi politici. Forse gli ultimi della stagione, prima di affidarci ai test dei rotocalchi sull’anima gemella o sulla dieta. Partiamo da Crespi Ricerche, che vede Berlusconi in caduta libera di ben dieci punti rispetto a Febbraio di quest’anno, dal 60,3% di fiducia al 49,8%. Poco più di un italiano su due inizia a nutrire delle perplessità sull’operato del governo, che peraltro si assesta su indici inferiori al premier (47%). Nel primo semestre del 2010 il Pdl avrebbe perso per strada 5 punti percentuale, mentre la Lega ne avrebbe guadagnati 3. Il saldo è comunque passivo. Così come è passivo (-1) il saldo per l’Italia dei Valori (ricordate l’antipatico striscione laziale? Ohhh nooo!!). Sale invece l’Udc (+1) arrivando al 7,7% complessivo. Vendola, partito da poco più dell’1% sfrutta l’onda lunga delle regionali pugliesi per agganciare il 4%, bel balzo in avanti, bisognerà vedere se si confermerà a questi livelli. Va peggio ai Radicali, anche loro forse per l’onda lunga delle regionali (che li hanno travolti) da 2,5% a 1,5%, -1% in 6 mesi. Ma si sa che i Radicali hanno forze e energie per rialzarsi presto, non mi farei scoraggiare. Rifondazione ha complessivamente guadagnato qualche frazione negli ultimi 6 mesi, ma rispetto al 2,2% dei sondaggi di Maggio è scesa al 1,8%. New entry i Verdi, neppure quantificati sei mesi fa, all’1% oggi. Chiudiamo con il Pd che, nonostante il saldo negativo delle forze di maggioranza, in sei mesi ha perso un punto percentuale. Prima che qualcuno si lamenti dell’assenza del PSI di Nencini, mi affretto ad attribuirgli quel 1,7% che va sotto la voce “altri”. Sapendo che molto probabilmente non è così. Grillo? Non pervenuto nonostante il sorprendente risultato delle regionali, ma si sa, questi sondaggi hanno un valore indicativo. Chi non è d’accordo vada i rivedersi le quote di Maggio dei bookmakers per Inghilterra, Italia e Francia ai mondiali.
In chiusura un altro sondaggio, che affossa la Padania. Secondo ISPO, in un sondaggio pubblicato dal Corriere della Sera, solo il 2% degli intervistati vorrebbe la secessione. Il 46% (il 55% tra i leghisti) vorrebbe più autonomia per le Regioni, mentre il 48% lascerebbe tutto invariato, pensando a far funzionare meglio quello che già c’è.
Tomaso Greco www.leragioni.it

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