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Sollevarsi dalle macerie

di Sergio Casprini | 11 Giugno 2012

Gli italiani, benché qualcuno pensi il contrario, vogliono stare insieme, commuoversi ed essere felici insieme, vogliono appartenere ad una nazione.

Le immagini del terremoto, che sta mettendo a dura prova le genti dell’Emilia, sono state viste da alcuni media come metafora della condizione politica-economica dell’Italia. Le macerie delle case, dei capannoni, delle chiese e dei monumenti rappresenterebbero in chiave simbolica le macerie dell’Italia degli scandali, del discredito dei partiti, del degrado morale del ceto politico ed industriale, di un paese insomma senza futuro. Senza voler negare la situazione drammatica dei terremotati, senza casa, senza lavoro e in più sotto la spada di Damocle di scosse sismiche che non cessano, ci sembra azzardato e  non pertinente fare confronti tra cataclismi naturali , in cui l’uomo misura tutta la sua impotenza a prevenirli, e la crisi della società italiana, che invece, seppure non in breve tempo, può essere invece risolta.

Anzi nel dramma, nel dolore gli italiani hanno mostrato come in altre emergenze tragiche di sentirsi una comunità nazionale solidale: a partire dai vigili del fuoco e dagli uomini della Protezione civile fino alla capillare rete di volontariato presente in tutte le regioni italiane si è messa in moto una gara di solidarietà reale per sostenere materialmente la popolazione emiliana e condividere la fatica della ricostruzione. Un esempio tra i tanti: il giovane dell’Aquila che è accorso nei luoghi del sisma, dichiarando che era il minimo che poteva fare a fronte dell’aiuto ricevuto dai volontari emiliani l’anno del terremoto in Abruzzo.

A maggior ragione è pretestuosa, ipocrita e demagogica la polemica sulla Festa della Repubblica il 2 giugno ed ha fatto bene il presidente Napolitano a dichiarare che la celebrazione del 2 Giugno non era una cerimonia esteriore, ma un segnale importante di coesione nazionale e che più che mai in questi giorni di lutto doveva esser dato.

Gli italiani, benché qualcuno pensi il contrario, vogliono stare insieme, commuoversi ed essere felici insieme, vogliono appartenere ad una nazione che, nonostante le macerie simboliche o reali del loro Paese, amano profondamente, rassicurati dalle giuste  parole del loro presidente.

Pubblicato in : Primo piano

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alessandra Campagnano

    13 Giugno 2012 alle 16:42

    Purtroppo si sta diffondendo un qualunquismo di bassa lega anche se le motivazioni di certe polemiche (festa del 2 giugno per esempio) hanno – o dicono di avere – origine in buone intenzioni. E’ vero, anche questa volta un cataclisma ha fatto emergere valori positivi di tutto un popolo ed è da questa constatazione che bisogna ripartire per ridare al Paese dignità e benessere.

    Rispondi

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