Non è possibile non osservare la differenza di prospettiva politica e strategica tra il PSI e quei socialisti greci che, guidati da Ghiorghios Papandreu, hanno dato vita a “Kinema”.
Non è possibile non osservare la differenza di prospettiva politica e strategica tra il PSI e quei socialisti greci che, guidati da Ghiorghios Papandreu, hanno dato vita a “Kinema” (Movimento dei socialisti democratici) ed annunciato la loro disponibiità a costituire, se i numeri lo consentiranno, un governo di coalizione con Syriza.
Da una parte, si è al governo, come subordinati ad un partito in cui l’europeismo viene interpretato come la subordinazione alle concezioni oggi dominanti in Europa, senza sapere od intendere mettere in discussione indirizzi di politica economica imposti da Berlino, e che ormai tutti gli osservatori indipendenti giudicano come insostenibili e tali da conseguire risultati addirittura antitetici agli obbiettivi dichiarati di risanamento finanziario (vedi gli ultimi dati sul debito). E che ribalta la tradizione del costituzionalismo democratico, che vede le costituzioni come strumento che definisca i poteri dei governanti sui governati, per affermare invece la limitazione dei diritti dei cittadini. Con ciò contribuendo a rendere un pessimo servizio non solo all’Italia, ma anche ad un processo di costruzione europea che avrebbe urgente bisogno di un nuovo slancio democratico.
Dall’altra parte del Canale d’Otranto, invece, Papandreu annuncia l’alleanza con una formazione politica non meno europeista, ma che oltre ad identificare l’interesse nazionale nella rinegoziazione del debito, restando nell’area-Euro, lo individua anche con chiarezza come strettamente legato a quello comunitario, nella democratizzazione e nell’apertura dei processi decisionali europei e dell’Eurozona.

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