Farsi ascoltare dai figli senza urlare…
Nel recente passato, come sovente anche attualmente purtroppo, è frequente notare che i genitori, nei loro interventi sull’educazione dei figli, non attuano, sconoscendolo, alcun processo educativo chiaro e si rifanno ai vecchi sistemi, secondo i quali essi stessi sono stati educati ed in cui, per lo più, la trasmissione era “urlata”, credendo di conferirle autorità e renderla così convincente.
Come dimostra Daniele Novara, seguito da altri ricercatori americani, in particolare Ming Te Wang e Sarah Kenny, le urla non migliorano il comportamento, anzi lo peggiorano, abbassando l’autostima ed inducendo stati depressivi e antisociali.
Questo modello è stato abbandonato, fortunatamente, ma permangono nel nuovo difetti da analizzare con attenzione! Cosa c’è che non funziona?
Oggigiorno madri e padri sono più morbidi con i propri figli, tendendo a viziarli, per cui spesso si domandano: ” Perchè faccio tanto e non si capisce?”
Alla base di disfunzionamento c’è un eccesso di accudimento, un eccesso di protezione ed un eccesso di coinvolgimento, che viene erroneamente condiviso col bambino, confondendo i ruoli.
Per educare bisogna pensare ad un aspetto organizzativo, facendo attenzione che non prevalga quello emotivo, quindi servono innanzitutto regole chiare e precise!
1) Coesione, cioè regole stabilite da entrambi i genitori, quando ciò non avviene, regna la confusione.
2) Chiarezza. Ogni regola deve essere chiara, ben comprensibile al bambino e impersonale. Ad esempio, è più efficace dire: “a tavola si sta seduti e si resta fin quando non è finito il pranzo” anziché dire: “seduto e fermo, alzarsi o muoversi è da maleducati!”
3) Regola realistica ed adeguata. Il bambino deve essere in grado di attuarla, compatibilmente con la sua età.
4) Sotenibilità. Evitare prescrizioni assurde, come ” Gioca ma non sudare”. Queste creano disorientamento nel sistema organizzativo stesso.
5) Ragionevolezza. E’ necessario che dietro ogni regola ci sia una motivazione educativa e pedagogica, chiedersi in merito ad ogni regola se questa migliora lo sviluppo del bambino…
Cosa fare se e quando le regole non sono rispettate?
In una tale evenienza, un genitore morbido e poco autoritario potrebbe andare in crisi, urlando e/o spazientendosi. Questo è assolutamente da evitare!
In caso non vengano rispettate le regole, meglio attuare una diversa possibile correzione: la sanzione educativa.
Essa parte dal presupposto che il bambino non abbia capito e deve imparare meglio ciò che non gli è chiaro, allora inteviene il genitore che sotto forma di colloquio, suggerisce come superare un problema.
Secondo il Novara il ruolo del padre è fondamentale nell’educazione.
Esistono quelli che io chiamo “papà peluche”, sempre più simili emotivamente alle madri…
Ma i bambini non hanno bisogno di due figure genitoriali uguali !!!!!!!
Là dove il ruolo della madre è quello di dare dolcezza, calore e protezione affettiva, quello del padre deve essere spingere il figlio fuori dal guscio, di abituarlo al coraggio di correre rischi per affrontare difficoltà!
Infine un suggerimento per insegnare al bambino a gestire le emozioni…
Un’idea è il cestino della rabbia. Ogni volta che il bambino avrà rabbia, potrà fare un disegno o appallottolare un foglio e gettarlo nel cestino. Si constaterà facilmente come esso serve per gestire meglio l’emotività infantile e consente ai genitori di affrontare meglio i conflitti con i propri figli. Col tempo diventerà un rituale, utile a controllare pressoché tutte le emozioni negative.


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