“Questo fine settimana chiamiamo tutti al primo appello di una manifestazione in difesa della Giustizia e dello Stato di diritto e contro le procedure barbariche di prevaricazione nei confronti dei magistrati che fanno il proprio dovere. Prima che sia troppo tardi”. Avremmo già abbastanza da dire se questo virgolettato avesse per autore un comune cittadino: non ci è mai piaciuta e continua a non piacerci una giustizia a “furor di popolo”.
A maggior ragione queste parole ci inquietano perché si trovano scritte nel blog di un ministro, per giunta ex magistrato, il torbido Antonio Di Pietro. Siamo arrivati a tal punto di degenerazione, che un ministro della Repubblica invita a scendere in piazza contro il provvedimento di un procuratore generale della Repubblica. Si pensi a cosa sottintende quanto scrive Di Pietro: che il procuratore generale si sia messo al servizio di potentati politici. E, siccome le indagini del PM De Magistris che sono all’origine dell’avocazione riguardano, fra i più noti, esponenti della maggioranza di centro-sinistra, a cominciare da Prodi, Di Pietro ha voluto dire che ci sono magistrati al servizio del centro sinistra. Proprio lui che è stato il braccio armato di una operazione ancora oscura che ha travolto un’intera classe politica risparmiando il PCI.
Qui non siamo più ad una situazione ingovernabile; come direbbe Flaiano, siamo ad una situazione assai grave ma non seria!
SITUAZIONE GRAVE MA NON SERIA
“Questo fine settimana chiamiamo tutti al primo appello di una manifestazione in difesa della Giustizia e dello Stato di diritto e contro le procedure barbariche di prevaricazione nei confronti dei magistrati che fanno il proprio dovere. Prima che sia troppo tardi”. Avremmo già abbastanza da dire se questo virgolettato avesse per autore un comune cittadino: non ci è mai piaciuta e continua a non piacerci una giustizia a “furor di popolo”.
A maggior ragione queste parole ci inquietano perché si trovano scritte nel blog di un ministro, per giunta ex magistrato, il torbido Antonio Di Pietro. Siamo arrivati a tal punto di degenerazione, che un ministro della Repubblica invita a scendere in piazza contro il provvedimento di un procuratore generale della Repubblica. Si pensi a cosa sottintende quanto scrive Di Pietro: che il procuratore generale si sia messo al servizio di potentati politici. E, siccome le indagini del PM De Magistris che sono all’origine dell’avocazione riguardano, fra i più noti, esponenti della maggioranza di centro-sinistra, a cominciare da Prodi, Di Pietro ha voluto dire che ci sono magistrati al servizio del centro sinistra. Proprio lui che è stato il braccio armato di una operazione ancora oscura che ha travolto un’intera classe politica risparmiando il PCI.
Qui non siamo più ad una situazione ingovernabile; come direbbe Flaiano, siamo ad una situazione assai grave ma non seria!

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