In Italia la vittoria del No è la vittoria di Grillo e Salvini, che insieme sono vicini alla maggioranza assoluta dei votanti, e non è la vittoria delle mosche cocchiere delle minoranze della sinistra tradizionale e dei cani sciolti del berlusconismo ormai sprofondato nella frantumazione e nel ridicolo. Grillo e Salvini, checchè ne pensino i giovani grillini che si identificano in un giovane gruppo dirigente che sembra tratto dal “grande fratello”, come livello culturale, mancanza di informazione e obbedienza alla regia, sono molto vicini nel loro posizionamento al parlamento europeo, e concordi nella tendenza a sfasciare Europa e Euro.
Sullo sfascio dell’ Europa, oggi esiste un vasto consenso, che parte da Trump e Putin, uniti in una visione del mondo totalmente diversa da quella della tradizionale politica estera USA, che tenevano in piedi il loro sistema economico anzichè con le opere pubbliche di roosveltiana memoria, con almeno un fronte di guerra sempre aperto e sempre più costoso, e con il mandato alla NATO di tenere sempre accerchiata l’Unione Sovietica e cercare di impedirne la presenza nel Mediterraneo. Quest’ultima strategia sta incontrando il suo Vietnam in Siria, e per quanto riguarda la NATO, con il sostanziale rifiuto dei paesi europei di darsi carico dell’Ucraina e dei suoi corrotti governanti per tenere altre basi missilistiche più vicine alla Russia. Aggiungiamo che Trump sta mandando a monte il programma degli F.35, che servivano a ovviare all’inferiore gittata dei missili USA rispetto a quelli russi, e si vede che prossimamente anche i più servili sudditi del protettorato USA in Europa e in Italia dovranno rivedere le loro posizioni. Magari cominciando a chiedersi cosa ci stiamo a fare in Afghanistan, e quanto ci costa (forse con quei soldi noi poveri italiani potremmo sistemare le carenze del nostro sistema sanitario, o quanto meno placare i rimproveri della Commissione UE i cui arroganti burocrati lavorano molto per l’autodistruzione mediatica ).
Poi c’è il problema dei migranti economici, un fenomeno permanente che ci arriva dall’Africa, dove l’instabilità e la voracità dei regimi installatisi nelle ex colonia europee, quasi sempre con l’aiuto degli europei, e in particolare dei francesi, non consente di impiantare le fabbriche dello sfruttamento che ci sono in America Latina, Cina e estremo oriente, che consentono di fornire prodotti tessili e elettronici a bassissimo costo di produzione, sui quali l’occidente aggiunge design e pubblicità e tiene in piedi un mercato adatto a reggere all’impoverimento dei giovani e dei lavoratori dell’Occidente. I quali reagiscono politicamente con lo spostamento antisistema con cui ho cominciato queste note, e qui si chiude il cerchio in cui ci dibattiamo. cerchio che, per quel che riguarda noi di storia e tradizione socialista, sta portando alla nostra estinzione. Qualcuno ha più sentito parlare dell’Internazionale Socialista dopo il 2008? non si parla neanche di una spedizione di salvataggio per sapere chi ne è il presidente (l’ultimo che ricordo faceva parte di una dinastia greca cancellata dal locale parlamento)
Buona parte dei destinatari di queste note non fa più parte di nessun partito, anche perchè non riesce più a capire come funzionino. E qui ci sarebbe da prendere esempio dall’organizzazione digitale dei grillini, che non dispongono di fumose sedi in nessun posto, ma si fidano di chi gestisce le loro votazioni senza controllo: per l’appunto, come quelle del Grande Fratello. Beh, non è che con le iscrizioni all’ultimo minuto i partiti tradizionali funzionino meglio: l’unico dato serio da cui si potrebbe partire è la destinazione del 2 per mille, che ben 500.000 italiani han destinato al PD e quasi nessuno agli altri. Ma fissata questa base bisogna anche fissare regole di funzionamento realmente democratiche e partecipative e non ispirate al caudillismo delle primarie aperte ai passanti.
Claudio Bellavita

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