
Mentre si prepara l’offensiva delle forze siriane agli ordini del leader Ahmad Sharaa contro le forze curde a est di Aleppo, centinaia di civili sono fuggiti ieri verso Aleppo città dalla zona di Deir Hafer, enclave controllata dai curdi sulla riva occidentale dell’Eufrate. Lo riferiscono media locali e l’Osservatorio per i diritti umani in Siria. Nella serata di ieri i miliziani siriani anti-curdi hanno dichiarato “zona militare” le aree di Deir Hafar e Maskana, fino al fiume Eufrate, aprendo quello che hanno definito come un “corridoio umanitario” verso Aleppo. L’esercito siriano ha concesso ai civili un termine per evacuare una zona nel nord del Paese di cui vuole riprendere il controllo dalle forze curde, dopo averle cacciate dalla città di Aleppo. Le forze siriane hanno ammassato importanti rinforzi a Deir Hafer, a circa cinquanta chilometri a est di Aleppo, di fronte alle posizioni delle Forze democratiche siriane (Sdf). Martedì l’esercito aveva intimato alle Sdf di evacuare una zona compresa tra questa regione e l’Eufrate, più a est, e i curdi accusano le autorità di preparare un attacco. Domenica il regime islamista siriano ha preso il controllo di tutta Aleppo, la principale città del nord della Siria, dopo aver cacciato i combattenti curdi da due quartieri che controllavano.
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato giovedì che il processo di pace con il gruppo militante fuorilegge del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) non dovrebbe diventare un’occasione persa, aggiungendo che Ankara spera che il processo continui.
Diversi cittadini palestinesi sono stati uccisi e altri feriti ieri sera in una serie di attacchi aerei condotti da aerei da guerra israeliani contro il campo profughi di Al-Nuseirat e la città di Gaza. Lo scrive l’agenzia palestinese Wafa. Fonti mediche hanno riferito che tre palestinesi sono stati uccisi e altri hanno riportato ferite di varia natura dopo che un drone israeliano ha colpito un’abitazione appartenente alla famiglia Al-Khatib nel campo profughi di Al-Nuseirat, nella zona centrale di Gaza. L’Autorità nazionale palestinese vuole essere coinvolta nelle decisioni che riguardano Gaza, non accetterà mai una separazione politica dalla Cisgiordania e si attende che la comunità internazionale, o almeno i Paesi firmatari dell’accordo sulla fase 2 del piano Trump, garantiscano che Israele rispetti i propri impegni. Lo ha detto la ministra degli Esteri palestinese Varsen Aghabekian al media egiziano Al Qahera. La ricostruzione di Gaza è urgente, ma non deve essere usata come una leva. Per attuare la seconda fase dell’accordo di Gaza, l’autorità dello Stato deve essere estesa sul territorio. Abbiamo bisogno che il Comitato Amministrativo di Gaza inizi i suoi lavori il prima possibile. L’attività di insediamento dei coloni si è intensificata, ma abbiamo fiducia nella determinazione del nostro popolo”, ha concluso. L’esercito israeliano (Idf) riferisce di aver eliminato un terrorista che aveva attraversato la Linea Gialla a Gaza e si era avvicinato alle truppe. Il portavoce militare ha aggiunto che ieri “in diversi incidenti nel sud e nel nord della Striscia, l’Idf ha eliminato altri terroristi che avevano attraversato la Linea Gialla e si erano avvicinati alle forze israeliane schierate nella zona”. L’esercito israeliano ha annunciato di aver condotto givedì attacchi contro obiettivi di Hezbollah in diverse zone del Libano, dopo aver invitato gli abitanti di un villaggio nel sud-est a evacuare la zona. “In risposta alle ripetute violazioni degli accordi di cessate il fuoco da parte di Hezbollah, (“Partito di Dio”, è un movimento politico-religioso-islamico libanese, oltre che uno dei principali attori coinvolti nell’attuale crisi in Medio Oriente) l’esercito israeliano sta colpendo obiettivi” del movimento “in diverse regioni del Libano”, ha indicato un comunicato militare. Ha scritto su X il portavoce arabo dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee. “L’esercito israeliano attaccherà nel prossimo futuro le infrastrutture militari terroristiche di Hezbollah per contrastare i tentativi vietati di ricostruire le sue attività nella regione”, ha aggiunto.
Secondo l’agenzia palestinese Wafa, due cittadini palestinesi sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliane nella città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro i civili nei pressi dell’incrocio di Al-Alam, a sud della zona di Mawasi a Rafah, uccidendo due persone. Il corrispondente di Wafa ha dichiarato che gli sforzi per recuperare i due corpi sono stati ostacolati dalla complessa situazione nella zona. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas visiterà Mosca il 21 e 22 gennaio, secondo quanto riportato giovedì dall’agenzia di stampa russa TASS, citando l’ambasciata palestinese. Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato giovedì che la fine della presenza degli Emirati Arabi Uniti nello Yemen e il ritiro del sostegno ai gruppi da essi appoggiati hanno in gran parte risolto la questione nel Paese. Fidan ha parlato durante una conferenza stampa a Istanbul, aggiungendo che la crisi nello Yemen, che ha causato una frattura tra gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita, non era una situazione auspicabile per Ankara.
Giuseppe Basilico

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