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SINK OR SWIM, LEGGE NON SCRITTA DEL GIORNALISMO

di Oscar Bartoli

di Oscar Bartoli | 18 Luglio 2011

Tutto questo accanimento contro Rupert Murdoch puzza da lontano di farisaico. Che i tabloid fossero giornali dedicati al pettegolezzo e’ cosa risaputa da tempo. Che si sia scoperto nel caso dei giornali inglesi del magnate australiano-americano che pur di fare una storia si seguivano procedure non ortodosse, corrompendo poliziotti, invadendo la privacy di migliaia di famiglie alcune delle quali colpite da eventi drammatici, bene: anche questo era noto negli ambienti giornalistici di tutto il mondo. Perche’ questa e’ la prassi che vige in certe redazioni da sempre. Al punto che sono entrate nella storia le definizioni su cui si incardina il rapporto tra nuovo assunto e il suo boss: “Sink or Swim,” e “If it bleeds it leads”. Le anime belle che oggi discettano sul demonio Murdoch, tralasciano di ricordare che anche nelle news rooms delle corazzate della stampa mondiale la competizione con le altre testate ed all’interno della stessa azienda porta spesso a comportamenti che potrebbero essere oggetto di riprovazione etica. Ma il giornale deve conquistare o mantenere spazi perche’ si tratta di un’industria che vende storie molte delle quali sono dopate per titillare le peggiori tendenze del pubblico che deve acquistare copie e tenere alta la pubblicita’.Esiste una infinita casistica letteraria e cinematografica sulle scorciatoie, gli espedienti, le finzioni del giornalista che, pur di avere una notizia, ricorre a qualsiasi mezzo. Meravigliarsi oggi che il giornalismo estremista da supermarket sconfini nel reato pur di raggiungere lo scoop e’ negare la realta’ dei fatti. Il nostro, sia ben chiaro non e’ un atteggiamento assolutorio, ma la semplice constatazione di uno stato di fatto conosciuto da tutti. Lettori compresi che acquistano ad esempio i tabloid sapendo che si tratta di informazioni artefatte, pompate, spesso non vere perche’ prefabbricate. Ma qualche volta il peggiodelpeggiodellastampa riesce a mettere a segno dei successi su personaggi che gli altri aristocratici quotidiani o periodici si guarderebbero bene dall’affrontare. E’ il caso, lo ricordiamo, del National Enquirer che scopri’ il senatore John Edwards in un albergo di Santa Monica con la sua amante. Il famoso politico, noto per il suo ciuffo da 500 dollari al taglio e per essere uno dei piu’ accesi difensori delle virtu’ maritali, cerco’ di attribuire la paternita’ della figlia nata dal rapporto con l’amante ad uno dei suoi piu’ stretti collaboratori che ha accettato su compenso per poi denunciarlo. E si aggiunga che la moglie, grande supporter politico del marito e ammalata terminale di cancro, e’ deceduta dopo qualche mese. John Edwards e’ scomparso, la sua vita politica e’ stata distrutta, ogni amico e conoscente gli ha voltato le spalle. Citiamo questo caso tra i vari scoop della stampa scandalistica e dozzinale. E quanto alle testate che si ammantano di gloria puritana sono numerosi gli scandali che le coinvolgono a causa di giornalisti che si inventano le notizie e magari ci vincono qualche premio Pulitzer. Basta andare su Internet per avere l’elenco completo da 150 anni a questa parte.
Posted by Oscar Bartoli 0 comments Links to this post
Ma si’: tagliamoglielo, cosi’ impara

Quarantotto anni e’ un’eta’ difficile per una donna. Specialmente quando il marito ha deciso di divorziare. Chiaramente perche’ ha altri intrallazzi ed e’ stanco dei tormenti della moglie in menopausa. Nella Orange County un’area di Los Angeles verso sud, Catherine Kieu Becker ha preparato per il marito un pranzetto appetitoso. Solo che l’ha condito con un potente sonnifero. E, complice una bottiglia di vino, lo sposo e’ piombato in un sonno profondo.L’intrepida mogliettina lo ha trascinato in camera da letto. E perfidia delle perfidie, ha atteso che si svegliasse annunciandogli che stava per tagliargli il pisello. Cosa che ha fatto servendosi di un coltello da cucina molto affilato.Il marito e’ riuscito a chiamare il 911 e agli esterrefatti poliziotti la donna ha dichiarato che il marito si meritava la punizione. Gli agenti sono andati a ripescare nel bidone della monnezza le parti del ‘penis’ tagliate. Non si sa quale esito abbia avuto l’operazione chirurgica.
La signora Kieu Becker rischia l’ergastolo. Nel 1993 Lorena Bobbit divento’ famosa in America e nel mondo perche’ esegui’ la stessa operazione sugli attributi del marito. Lorena fu poi assolta da una giuria perche’ giudicata non punibile in quanto oppressa psicologicamente dai tradimenti del marito.
Se la pratica fosse stata adottata dalle consorti di molti parlamentari italiani, forse non ci troveremmo nella palude in cui ci dibattiamo. Assoluzione assicurata.

Oscar Bartoli

Pubblicato in : Primo piano

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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