Ed è finalmente arrivato il giorno tanto atteso dalle schiere dei potteriani convinti. Siamo giunti all’ultimo episodio della saga iniziata tanti anni fa con protagonista un maghetto, allievo appena arrivato alla prestigiosa scuola di Hogward diretta da Albus Silente; saga che si concluderà con lo scontro diretto tra Lord Vordemort, il Signore Oscuro e un Harry Potter, cresciuto, ormai in grado di contrastarlo.
Fuggiti rocambolescamente dalla dimora da palazzo Malfoy, eletta a sua residenza da Lord Voldemort, in cui Draco, il padre e la madre, pur proprietari, sono tenuti quasi prigionieri da colui che non si fida più completamente della loro lealtà, alla fine della prima parte, ritroviamo in” Harry Potter e i doni della morte Parte II” la compagnia a Villa Conchiglia mentre progetta un’irruzione alla Gringott, la banca che costudisce, tra le altre, la camera segreta di BELLATRIX, alla ricerca della Coppa di Tassorosso, un altro degli Horcrux, frammenti dell’anima di Voldemort, che dovranno essere distrutti per distruggere il signore oscuro
Una fotografia plumbea, in perfetto stile Yats, accompagna l’ultimo capitolo della saga, che essendo però nata come libro per bambini, deve necessariamente avere un finale adatto ai fruitori primi della saga stessa..
Harry (Daniel Radcliffe), Ron (Rupert Grint) e Hermione (Emma Watson)sono giunti, non senza difficoltà, al termine del loro cammino. L’ultima battaglia si svolgerà ad Howgard , palcoscenico ideale di effetti speciali e di lotte fino alla fine tra mangiamorte, malandrini e il popolo dei mezzosangue e i maghi favorevoli a Harry Potter e non stupisce, se in questo contesto livido Bellatrix, crudele alleata e sostenitrice di Lord Voldemort , soccomberà scomponendosi, come se fosse l’ennesimo Horcrux sotto la bacchetta di Molly Weasley (Julie Walters) “mia figlia no, brutta carogna” .
L’amore, l’unica cosa che Voldemort e le sue schiere non hanno trionfa fin dall’inizio ; è l’amore di Lily che sacrifica se stessa per il figlio Harry a dare inizio alla saga e sarà l’amore che Harry ha in sé che gli permetterà di uccidere il lato oscuro di Voldemort che alberga in lui
Ottimo l’uso del 3D in alcuni momenti particolari del film, nella stanza segreta di Bellatrix alla Gringot (gli oggetti che si moltiplicano avvolgono e sommergono lo spettatore insieme ad Harry Potter), nel volo verso l’aperto e quindi verso la libertà, del drago albino rinchiuso nei sotterranei della banca. Sprecato nel resto della pellicola.
“Come osi sedere dove stava lui, racconta come hai guardato negli occhi un uomo che si fidava di te, un amico e lo hai ucciso”, grida Harry Potter al nero Severius Piton, una volta tornato a Hogwart , ma sarà solo nel pieno della battaglia, una volta recatosi nel pensatoio di Silente e versati nel bacile le lacrime e i ricordi di Piton che finalmente Harry Potter capirà il vero ruolo di Piton, vedrà finalmente che fra il bianco Silente e il nero Piton esisteva un accordo che riguardava la sua salvezza.
Poco spazio per i tanti protagonisti minori; tutta l’attenzione è consacrata alla lotta tra Voldemort e Harry Potter, fino allo scontro finale in cui, secondo la profezia, “Harry Potter dovrà morire”. Consapevole di questo destino Harry richiama a sé gli spettri di James e Lily Potter, Sirius Black (Gary Oldman) e Remus Lupin (David Thewlis), coloro che resteranno con lui “fino alla fine”.
Lo scontro fisico tra l’eroe e l’Oscuro signore, è complicato dalla realtà: non sono l’uno contro l’altro ma l’uno nell’altro. Harry Potter deve morire nel senso che deve uccidere quella scheggia dell’animo di Voldemort che ha in sé ed è lo scontro più difficile, più pericoloso.
Lord Voldemort vuole la netta distinzione tra Maghi e Babbani, due razze che non devono incrociarsi fra di loro, la razza superiore dei Maghi ha il solo compito di farsi ubbidire e servire dalla razza sottomessa dei babbani, i mezzosangue devono essere sterminati e i sopravvissuti devono vivere nella clandestinità.
Ricordando che Lord Voldemort è un mezzosangue e, proprio di questi vuole l’annientamento, viene da pensare ad un Hitler piccolo e scuro che agognava il trionfo della razza pura (alti e biondi)
Al Signore Oscuro si oppone Harry Potter che ha in sé ciò contro cui combatte, perché nel momento in cui Lord Voldemort tenta di ucciderlo, quando è ancora bambino, una scheggia della sua anima entra nell’unico essere umano presente: lo stesso Potter che sarà quindi Il portatore sano dell’ ideologia opposta: la capacità di amare e riconoscere l’altro come suo pari, pur nella sua singolarità, l’impegno nella costruzione di una società giusta e aperta.
Tanti i riferimenti ad altri film dall’immancabile “Il Signore degli anelli” (i guardiani di pietra, simili agli orchetti, che si animano per partecipare alla battaglia, alla scena finale dell’ultimo “Alien”
Notevoli le prove degli attori: su tutti Alan Rickman, signore nel rendere la sofferenza di Piton con una sola lacrima rivelatrice della lotta continua dentro di lui tra bene e male. Helena Bonham Carter superba nella sua interpretazione di Hermione/Bellatrix : truccata come quando deve interpretare Bellatrix riesce a dare una versione “hermionesca” del suo personaggio.
A mio parere il finale del film è veramente deludente e penoso. Tutto doveva finire sulla ripresa delle macerie di Hogward: Harry Potter e i sopravvissuti che si stagliano sullo sfondo plumbeo di un castello che non esiste più. Nel libro l’ultimo capitolo è dedicato a “19 anni dopo” come pure il finale del film.
Vedere il maghetto padre è stato un grosso shock per i babbani ma, ascoltare le parole della Rowling che, dopo l’anteprima a Londra, ha aperto uno spiraglio ad un eventuale ultimissimo nuovo capitolo, ci riempie di terrore… per favore risparmiateci un Harry Potter nonno, una Hermione con la crocchia grigia, un Ron stempiato. Anche se babbani non sopporteremmo questa ennesima trasformazione.
Maria Rita Monaco

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