Il cittadino della Unione Europea sente continuamente parlare di posizioni politiche oppure di partiti di destra e di sinistra, di centro-destra, di centro-sinistra e di centro.
Però nessuno (uomini politici, organi d’informazione della T.V. e della carta stampata…..eccetera) spiega ai cittadini elettori che cosa vuol dire oggi essere di destra o di sinistra, cioè quali siano le
principali differenze fra destra e sinistra politica. Prima delle elezioni i propagandisti di sinistra lanciano appelli come : “bisogna fermare la destra” e viceversa fanno quelli della destra. Attualmente
tutti ritengono di conoscere la differenza fra un partito di sinistra ed uno di destra. Le ragioni perché un partito si dichiara di destra o di sinistra possono essere molteplici: principalmente sono ragioni
storiche, ideologiche ed economiche. A me appare che nelle dichiarazioni degli uomini politici italiani, cioè di un paese appartenente alla Unione Europea, quando questi arrivano a definirsi di sinistra
o di destra prevalgono le scelte ideologiche di schieramento e vengono trascurate quelle economiche. La differenza fra sinistra e destra dal punto di vista economico nella realtà attuale dell’Unione
Europea è molto labile, perché tutti i partiti quando arrivano a governare si devono muovere in una economia di mercato. Con questo scritto intendo fermarmi ad illustrare solo l’aspetto economico
della differenza fra sinistra e destra. La nostra costituzione regola con l’art. 41 e 47 il mercato in generale e quella finanziario in particolare. Quale è il modello economico delineato dalla costituzione
italiana ? E’ un sistema ad economia mista, nel quale l’iniziativa economica privata convive con la presenza dello stato imprenditore. Lo Stato non si limita a controllare l’attività economica, ma
spesso opera direttamente attraverso la costituzione di imprese pubbliche o mediante il controllo di imprese private (le cosiddette aziende a partecipazione statale). Questo sistema è stato di fatto
modificato dai trattati europei di Roma (1957) e di Maastricht (1992) che come fonti di diritto superiori alla costituzione hanno di fatto modificato gli articoli 41 (libertà di iniziativa economica ) e 47
( tutela del risparmio ) della nostra costituzione. I trattati della Unione Europea senza dare una definizione di mercato dicono che” il modello economico è quello di una economia aperta di mercato
In libera concorrenza”. Pertanto gli aiuti statali alle imprese non sono più possibili : e di conseguenza lo stato non può più pianificare l’economia. Tutti gli stati appartenenti alla Unione Europea
devono quindi operare in una economia aperta di mercato in libera concorrenza. Avendo stabilito questo tipo di economia i margini di manovra che lo Stato ha,e quindi i partiti
sono molto ristretti. Il miglior governo è quello che, rendendo più efficiente l’amministrazione dello Stato, aumenta il grado di benessere di tutti i cittadini e rende più serena la loro vita. Concludendo
si può affermare che ricondurre la lotta politica principalmente a problemi di schieramento fra destra e sinistra, come avviene prevalentemente attualmente, si privilegia una interpretazione storico-ideologica.
Tutti possono osservare che spesso i leaders politici quando affermano la necessità di un cambiamento della realtà economica si limitano ad affermare questa necessità senza, quasi mai, indicare
come cambiare l’economia, perché ormai il 90% delle decisioni economiche sono prese in campo comunitario.
SINISTRA O DESTRA ?
La differenza fra sinistra e destra nella realtà attuale dell’Unione Europea è molto labile, perché tutti i partiti quando arrivano a governare si devono muovere in una economia dimercato. Di Gianfranco Orsini

Lascia un commento