Nel caos della politica nazionale c’è una figura che sembra, più di tutte le altre, molto più vicina alla gente. Quella gggente, con tre g iniziali, che piaceva tanto al compianto Sandro Curzi. Il sindaco. Di destra o di sinistra, al sud come al nord, di città grandi o di piccoli centro della provincia, è il sindaco che fa la differenza nel rapporto tra popolazione e istituzione. Meno male. Leggo sulla Voce che il sindaco di Mantova, Nicola Sodano, il primo del PDL dopo generazioni, si appresta ad imboccare un anno di cambiamenti e di supposti probabili rimpasti per caratterizzare più incisivamente la svolta. L’ho visto e sentito parlare di persona una sola volta in questi mesi ad una cerimonia di Maestri del lavoro: grande saggezza e buon senso. Già mi pare un buon programma, in epoche di anatemi e annunci pirotecnici. Come parla, anche solo di strade, fa notizia quello di Firenze, il sindaco Matteo Renzi, che non guarda in faccia nessuno, o quasi, e invoca cambiamenti e buon senso nella gestione delle città e delle istituzioni pubbliche. Non male. Fa notizia anche quello di Napoli, il sindaco Rosa Russo Iervolino, ma più per il caos rifiuti che per monumenti o rilancio turistico. Non fa ancora notizia nazionale ma è super apprezzata a livello locale Irene Priolo, la sindaca di Calderara di Reno, grosso comune alla porte di Bologna, il territorio -tanto per intenderci- su cui insiste come direbbero gli urbanisti l’aeroporto Marconi di Bologna. Delibere per una nuova vivibilità della città e attenzione ai bambini e ai giovani. Non male. Quello di Torino, Sergio Chiamparino, chiaro e coraggioso, ha fatto la differenza in questi lustri non solo nella gestione del capoluogo piemontese ma anche nella saggia e ricca di buon senso preparazione delle celebrazioni del 150simo anniversario dell’Unità d’Italia. Così i sindaci di Vicenza e di Padova hanno fatto al differenza, nel caos degli annunci e dei provvedimenti idonei, nell’emergenza alluvione del mese scorso. Non a caso nei prossimi mesi ci sarà battaglia per i grossi comuni in palio a cominciare da quello di Milano e di Torino dove competono nomi blasonati e illustri come la Moratti e Pisapia, sotto la madunina, e Fassino sotto la Mole. Politica e sindaci: rapporto sempre più stretto. Ci sono stati sindaci che hanno dato la vita per la loro attività, come il sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, 57 anni. In un periodo speriamo finalmente cruciale per la riforma e l’ammodernamento del sistema istituzionale deve essere guardata e valorizzata questa funzione soprattutto per dare contenuti a quel processo di federalismo che tutti invocano e che pochi concepiscono come vera svolta politica. Mai come nel caso dei sindaci è proprio la qualità della persona che fa al differenza, intesa come qualità non solo di preparazione e propensione ma anche di capacità di ascolto e tolleranza, di mediazione e di decisione. E’ il primo tricolore che incontriamo nella vita, la fascia del sindaco: che celebra matrimoni e che smaltisce i rifiuti, che decide per i nidi e per le luminarie, per le bancarelle e per le tramvie. Una onesta celebrazione dei 150 anni dell’Unità non potrà far a meno di considerare come centrali e vitali per la democrazia i sindaci d’Italia. E non a caso lo garantisce quell’istituzione che secondo tutti i sondaggi è a primo posto del consenso degli italiani e cioè il presidente della Repubblica. E al presidente Giorgio Napolitano, primo cittadino, non dispiace sentirsi anche un po’ il primo sindaco d’Italia.
Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

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