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Signor ministro fermi i motori della riforma del processo civile…

di Redazione Pensalibero.it | 25 Agosto 2014

In nessun campo si sono succedute così tante riforme come nel processo civile. Ma la lentezza della giustizia civile non è problema di norme codicistiche. Piuttosto si affidi a qualche manager per riorganizzare la macchina giudiziaria.

Magari qualcuno, ancora una volta, dirà che si è messa in moto la macchina per sabotare le riforme. Ma per quanto riguarda il processo civile, di cui si dovrebbe discutere nei prossimi giorni nel Consiglio dei Ministri dove il ministro Orlando renderà nota la sua proposta, nessuno potrà affermare che si tratta di una riforma attesa da decenni. Perché le norme che regolano il processo civile sono cambiate spessissimo senza che la situazione migliorasse. Ecco perché sei professori universitari titolari della cattedra di procedura civile in altrettante prestigiose università hanno inviato una lettera aperta al ministro Orlando scongiurandolo di imboccare una via diversa da quelle dei suoi predecessori. Ampi stralci sono stati pubblicati da Quotidiano Nazionale ed hanno già innescato un dibattito. Pensalibero la pubblica per intero. La speranza è che considerazioni tanto sensate non restino senza risposta positiva. (n.c.)

“Sig. Ministro della Giustizia,
la crisi del Paese è sotto gli occhi di tutti, non certo da ora né in riferimento solo a singoli settori. Crisi di senso e di identità dicono in molti, realtà con la quale è, così, molto difficile interagire. Ma, se ogni singola persona, anche nell’ambito della sua piccola sfera di incidenza, ha oggi il dovere e forse anche l’opportunità di dare il suo contributo personale, s’impone anche a noi c.d. intellettuali l’obbligo di cercare di offrire suggerimenti costruttivi e, se necessario, coraggiosi.
In vari comparti le parole “crisi” e “riforme” rappresentano un binomio inscindibile. Senza avere la presunzione di scendere nei particolari, è di immediata evidenza come l’economia, il lavoro, l’istruzione e la gestione politico-amministrativa della cosa pubblica abbiano bisogno di ripensamenti strutturali. Non rientra nelle nostre competenze indicare in quali direzioni.
Parzialmente diverso è il discorso relativo alla giustizia civile, ambito in riferimento al quale ci permettiamo di rivolgerLe queste brevi riflessioni. Si tratta quantomeno di distinguere i piani: quello delle norme che disciplinano i processi civili e quello dell’organizzazione della macchina giudiziaria. Sul primo piano molto e incessantemente è stato fatto negli ultimi venti anni. Poco e molto timidamente si è invece compiuto sul secondo piano.
Ci rendiamo conto del fatto che oggi urgano riforme di impatto immediato e che forse siano possibili solo interventi c.d. a costo zero. Come siamo del tutto rispettosi del lavoro, duro e a volte non riconosciuto, di tutti coloro che in passato e nel tempo presente hanno e stanno lavorando alla messa a punto di nuove norme codicistiche. Ma in questi venti anni tutte queste riforme non hanno portato alcun beneficio all’efficienza dei processi. La cosa è provata, senza timore di smentita, dall’esperienza.
La verità è che non vi sono norme processuali che possano velocizzare i tempi della giustizia! E continuare a percorrere questa strada è tanto facile quanto inutile. Al punto che aprire un nuovo cantiere sul codice di procedura civile sarebbe gesto, non di riformismo, ma di conservatorismo, ripercorrendo solo strade già ampiamente e ripetutamente battute. Ciò con gravi e non certo positive ripercussioni sul lavoro quotidiano dei professionisti che, con umiltà e fatica, devono affrontare i problemi concreti delle persone.
La preghiamo Sig. Ministro di arrestare una nuova, incipiente valanga di norme processuali e di concentrare l’attenzione esclusivamente sui problemi organizzativi della macchina giudiziaria. Problemi che i professori di diritto processuale civile poco possono alleviare, per i quali, piuttosto, dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere come ottimi consigli possano venire da soggetti con formazione culturale manageriale”

Prof. Mauro Bove (Ordinario di diritto processuale civile Università di Perugia)

Prof. Augusto Chizzini (Ordinario di diritto processuale civile Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)

Prof. Marco De Cristofaro (Ordinario di diritto processuale civile Università di Padova)

Prof. Sergio Menchini (Ordinario di diritto processuale civile Università di Pisa)

Prof. Elena Merlin (Ordinario di diritto processuale civile Università Statale di Milano)

Prof. Giuseppe Miccolis (Ordinario di diritto processuale civile Università del Salento)

Pubblicato in : Editoriale

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