La domanda di Mazzoni della Stella: se fossimo stati noi socialisti a combinare tutto questo? Intanto le inchieste si moltiplicano.

Vittorio Mazzoni della Stella, ex sindaco di Siena e vicepresidente MPS negli anni ’80 e ’90, l’uomo assieme al quale abbiamo deciso di addentrarci nel labirinto di questa storiaccia che ogni giorno monta e si sfrangia in decine di rivoli, si fa portavoce dello sconcerto che scuote la città. Non solo per le rivelazioni che quotidianamente “arricchiscono” la vicenda, ma anche per le modalità con cui si procede sul fronte giudiziario. “Cautela e riserbo sono giustissimi, ma, francamente, non ci eravamo abituati. In altre circostanze e con altri retroscena politici abbiamo visto usare l’accetta e suonare la grancassa. Speriamo che il metodo MPS, per quanto riguarda le inchieste in Italia, diventi la nuova regola per tutti”.
Non si tratta soltanto delle inchieste e delle responsabilità penali. Oggi come oggi, Siena è una città nella quale tutte le principali istituzioni sono terremotate. Sulla Banca, o su vicende legate alla Banca, indagano almeno sei procure: Siena, Firenze, Milano, Roma, Salerno, Prato. Il Comune rischia il dissesto ed è aperta una procedura della Corte dei Conti dalla quale si attendono sviluppi altrettanto clamorosi. Nella ASL è stato scoperto un buco che, fino a questo momento viene prudentemente valutato 50 milioni. L’Università, una delle più antiche e prestigiose di Italia è squassata da veleni e inchieste, tanto che il collegio sindacale ha sollecitato la dichiarazione dello stato di dissesto.
“Fuori di Siena – osserva Mazzoni – tutti guardano alla crisi ed alle malefatte di MPS. Ma in città si agitano sentimenti di rabbia, indignazione, sgomento per tutto quanto sta accadendo, non solo al Monte. Sul Comune la Corte dei Conti si appresta a dare nome e cognome ai responsabili del danno erariale che sarà individuato, salvo l’esistenza di responsabilità anche penali. Diventano così aleatorie le elezioni comunali che si dovrebbero tenere a Maggio. La Corte dei Conti potrebbe chiedere al Ministro per l’Interno il decreto di commissariamento biennale per rimettere ordine nelle casse e nella amministrazione comunali. E comunque c’è una classe dirigente e politica, appartenente al PD, il partito al centro di questa tempesta, che si sente braccata. E nessuno sa cosa possa accadere. L’altro giorno si è riunito il comitato comunale del PD sensese: su oltre 40 aventi diritto si sono presentati in quindici. Qualcosa vorrà dire…”
L’epicentro, ovviamente, continua ad essere la Banca, che i senesi sentono come propria da secoli. Ma che sta inesorabilmente sfuggendo loro di mano.
“Basta l’evidenza dei numeri a rendere ineluttabile il passaggio di mano” conferma Vittorio Mazzoni della Stella. “ I quattro miliardi di Monti bond sottoscritti da MPS ad un tasso dell’8,5% comportano 340 milioni di interessi annui. Ognuno può vedere se sia possibile, nelle condizioni attuali, generare profitti pari agli interessi ed al capitale da restituire entro il 2015. Lo Stato si rivarrà sulle azioni della Banca e, secondo i calcoli fatti, ne potrebbe diventare proprietario fin o alla misura dell’82% calcolando capitale da restituire ed interessi. In ogni caso lo Stato sarà l’azionista di riferimento. A quel punto, anche se io penso che ci sarebbe un bisogno drammatico di un ritorno del pubblico quanto meno negli istituti di credito strategici, potrebbe esserci un governo che la pensa in maniera opposta. In tal caso MPS sarebbe ceduto al miglior offerente. Il danno non sarebbe per i senesi scialacquoni, come banalmente si è detto e scritto. Il danno colpirebbe l’economia di una vasta area, interregionale, e istituzioni culturali di assoluto interesse nazionale quali l’Accademia Chigiana e Santa Maria della Scala, solo per fare due nomi”.
Scenari foschi, mentre ogni giorno ciò che viene scoperto supera di gran lunga ogni immaginazione.
“ Anche chi, come me, ha sempre denunciato e documentato le scelleratezze compiute resta senza parole. Il sommarsi delle inchieste porta a delineare ogni giorno di più una vasta associazione criminale, secondo quanto indicato dagli inquirenti. E bisogna stare attenti a cosa dire, per non violare i sacri principi delle garanzie, ai quali desidero comunque attenermi. Certo, abbiamo sentito Beppe Grillo dichiarare che non intende allearsi col PD perché – sono parole sue – quando emergerà tutto ciò che deve emergere sul Monte dei Paschi di quel partito non resteranno che le macerie. E abbiamo preso atto che da parte del PD non c’è stata nessuna risposta. Un silenzio di tomba…”.
Grillo, appunto. La soluzione Parma della profonda crisi senese. Qualche settimana fa Mazzoni la aveva evocata e sembrava un visionario. Dopo il voto del 24 e 25 febbraio e alla luce dei colpi di maglio portati ogni giorno all’ultracinquantennale sistema di potere rosso dalle procure e dagli eventi, nessuno mette più in discussione la previsione.

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