
…dal numero delle città immaginabili occorre escludere quelle i cui elementi si sommano senza un filo che li connetta, senza una regola interna, una prospettiva, un discorso. È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio, oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure…
Italo Calvino Le città invisibili
Si può immaginare il futuro di Firenze nel segno di una modernità in cui ci sia una regola interna, una prospettiva, un discorso di progresso che tenga in conto i bisogni dei cittadini, dei loro desideri e anche delle loro paure?
Dai fatti di cronaca di questi giorni questo futuro è ancora lontano in merito ai temi della sicurezza, della quiete pubblica e del decoro urbano, come dimostrano alcuni episodi che allarmano e impauriscono i residenti:
In un pomeriggio di fine estate un cittadino mentre prendeva un aperitivo in un bar di via Martelli ha visto un giovane fiorentino di 32 anni — che scagliava una bottiglia di vetro contro il portone della chiesa di San Giovannino dei padri scolopi, quella che si trova a due passi dalla prefettura. Poi ha rovesciato due cestini dei rifiuti in strada e infine ha aggredito lo stesso cittadino con una sedia mentre stava chiamando il 112.
La polizia lo ha denunciato a piede libero per lesioni, minacce e danneggiamento. Ma «dopo nemmeno un’ora» il presunto aggressore «era nuovamente in via Martelli a godersi il primo frescolino autunnale mentre l’aggredito era a passare la nottata
al pronto soccorso di Santa Maria Nuova con una forte contusione al gomito.
Certamente non siamo nel Far West dell’America dell’Ottocento, ma lì almeno c’erano gli sceriffi a cercare di imporre la legge, a Firenze mancano perfino i vigili di quartiere oltre le forze dell’ordine quando tra l’altro erano stati proposti da alcune forze politiche di maggioranza e di opposizione nella recente campagna elettorale per il Sindaco e il Consiglio Comunale.
Per chi abita in Indipendenzae nel dedalo di vie che da lì si dipana, da maggio a inizio ottobre, tenere le finestre aperte è impossibile. Come anche dormire. Per una volta passi, per due anche, ma quando il fracasso diventa una costante, allora si rischia l’esaurimento nervoso per troppo rumore e musica a palla fino alle 4 del mattino.
I residenti hanno deciso di passare al contrattacco e a finire nel mirino degli abitanti di quella zona di Firenzeè la discoteca di Villa Vittoria che “oltre a disturbare la quiete pubblica non rispetterebbe le regole” come hanno scritto al presidente di Firenze Fiera, l’ente di piazza Adua, che infatti è proprietaria dell’immobile dato in concessione ad una associazione culturale. Alla fine di luglio è stato pure inviato un appello alla sindaca Funaro su questo grave episodio di inquinamento acustico: la sindaca avrebbe promesso di fare un sopraluogo con i vigili, che non è ancora avvenuto e già precedentemente era stato fatto un sopraluogo in una casa di un residente per verificare il livello dei decibel, che non ha avuto seguito.
A oggi alla fine dell’estate tutto tace su Villa Vittoria e i residenti temono che l’estate prossima tutto resti come negli anni precedenti: musica a palla fino all’alba e impossibilità a dormire e le cose non vanno meglio in altre zone del centro storico, dove impazza la mala movida.
A dicembre del 2024 la Fondazione CR Firenze aveva lanciato il progetto ‘Recreos’: un percorso di rigenerazione umana e urbana in chiave solidale e partecipativa pensato per via Palazzuolo, una delle zone più complesse della città di Firenze. Per l’area di via Palazzuolo, nel cuore del centro storico aveva pensato a un percorso fatto di azioni concrete per creare un’economia di prossimità che si concentra su tre assi portanti: le persone, i servizi e gli spazi. Ma il perno centrale del progetto era il ripristino della vecchia vocazione creativa e artigianale alla via coinvolgendo giovani artisti, artigiani e imprenditori sociali e culturali mediante l’utilizzo dei tanti locali oggi abbandonati.
Ad oggi purtroppo il progetto Recreos, ambizioso programma di riqualificazione di via Palazzuolo lanciato per riportare artigiani e bottegai nella strada, stenta ancora a decollare.
Infatti come ammette il direttore generale della Fondazione Gabriele Gori per il momento ciò che più è mancato non è tanto l’interesse da parte di artigiani o bottegai, quanto piuttosto l’apertura da parte dei proprietari dei fondi, che in diversi casi non si sono mostrati collaborativi o interessati alla proposta: in via Palazzuolo, al momento, molte attività hanno a che fare con l’ospitalità, dal deposito bagagli o biancheria fino ai negozi di souvenir o di vendita di prodotti alimentari date ovviamente le richieste del turismo di massa. Nonostante le difficoltà, però, la Fondazione non si tira indietro, ribadendo di credere molto nel progetto di riqualificazione e di decoro della strada: per portarlo a termine, però, è necessario che tutti gli attori coinvolti, dalle istituzioni fino ai commercianti e i proprietari, remino nella stessa direzione.
Ma le istituzioni, i commercianti, i proprietari e le imprese immobiliari remano nella stessa direzione?
Dagli esempi paradigmatici, che sono stati fatti sulla situazione di degrado in cui versa Firenze non sembrerebbe e negli ultimi tempi la sfiducia nei cittadini nei confronti delle istituzioni non solo quelle locali è aumentata, vedi la disaffezione alle urne nelle ultime
tornate elettorali.
Di fronte invece a questa afasia istituzionale la società civile nelle sue molteplici articolazioni culturali e politiche deve far sentire la sua voce non solo nelle campagne elettorali ma tutti giorni quando sono in gioco le regole della convivenza civile.
E il volontariato sociale, molto presente nella nostra regione, può essere uno dei volani per una partecipazione attiva dei cittadini
CORRI LA VITA per esempio è la più importante manifestazione benefica in Italia che coniuga sport, cultura e solidarietà e attraversa le vie di Firenze l’ultima domenica di settembre offrendo a tutti i partecipanti l’apertura gratuita di decine di musei e palazzi portando con sé un forte messaggio di solidarietà per la lotta contro il tumore al seno.
Nata nel 2003 a Firenze, organizzata da Associazione CORRI LA VITA Onlus, l’appuntamento sportivo non competitivo aiuta le donne colpite da tumore al seno e finanzia progetti che riguardano la prevenzione, la diagnosi precoce e la cura di questa malattia.
A questa gara di solidarietà partecipano non solo donne, ma anche uomini, giovani e anziani che, come si è visto in questa ultima domenica di settembre, hanno percorso, ben 40.000 persone, con gioia ed entusiasmo le vie cittadine dal parco delle Cascine fino a piazza della Signoria, manifestando non solo in primis il sostegno alla lotta contro il tumore al seno, ma anche per la difesa della salute pubblica.
E la sicurezza dei cittadini, la quiete pubblica per il diritto al riposo la notte e il decoro urbano nelle strade e nelle piazze non rientrano a pieno titolo nell’ambito della salute pubblica?
Sergio Casprini

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