• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Siamo sempre garantisti

Il magistrato non ha di per sé la patente di moralità.

di Carla Ceretelli | 17 Giugno 2019

Tutto ciò premesso mi sovviene il pensiero di un’amica che, persona molto devota,  giudica il prete pedofilo con lo stesso metro e lo considera alla stessa  stregua  dell’uomo qualunque. Delitto orribile comunque, ma se c’è qualcuno peggiore del pedofilo è, appunto,  il prete pedofilo. A lui si affidano i bambini.  Si mandano all’oratorio o a catechismo identificati come  luoghi di moralità sicura. Anzi dove si sale sul pulpito, simbolo primario  della stessa moralità   e da dove  la si predica. Ecco, a livello personale vedo e sento  il predicatore come individuo insopportabile. Questo è  certamente un mio limite. Ma ritengo che,   se c’è qualcuno peggiore del pedofilo è il prete che  commette questo atto,  sempre e comunque,  ignobile e abominevole.

Ma che c’entrano i preti? Già, ma insieme a loro si possono indicare gli insegnanti che hanno in mano la fragilità dei piccoli uomini in formazione, durante l’età evolutiva. E che non sempre sono idonei a trattare con delle piccole menti.  ma, piuttosto, a  maltrattare coloro che poi devono anche giudicare, attraverso il voto ed esaminarli. Sì, no, forse.   Senza incriminare  naturalmente tutta la categoria.

Ma tutte queste fazioni professionali  che si occupano e preoccupano  di proclamare, esortare   e giudicare dovrebbero avere un valore aggiunto sicuro, di moralità oltre che di competenza.

Ma veniamo a noi.

Il magistrato.

Il simbolo della Giustizia, dunque della moralità. Il problema dei rapporti tra diritto e morale è, senza esagerazione alcuna, il problema fondamentale della filosofia del diritto. Dunque  il magistrato  ha  o no di per sé la patente di moralità?

Naturalmente da incompetente  non ho risposte. Ma da cittadino ce l’ho eccome. E pretendo che il magistrato che indaga sul comportamento della gente e la  giudica  sia moralmente ineccepibile. Se non si attiene e  non  ce la fa,  dia le dimissioni. Se sbaglia paghi, almeno come e quanto un semplice cittadino.

Invece sono talmente arroganti e certi dell’immunità che  aleggia loro  intorno che fanno cose che noi umani non conosciamo. Sempre con le debite e necessarie  eccezioni che in questo caso costituiscono   senza dubbio la regola. Insomma,  vanno a cena insieme, ma non si cibano e libano e basta, ma  parlano  di tutto e di più, vis a vis,  ma in luoghi pubblici,  o al telefono. In alternativa, insieme ai politici,   si riuniscono di notte come i  carbonari di una volta.

Ciò che perfino noi comuni mortali ci asteniamo dal fare e preferiamo, magari, parlarne a voce anche se abbiamo poco o nulla da nascondere. Oltre che malviventi, moralmente e, pare, giuridicamente, sono anche tonti.

Qualcuno, da garantista conclamato giudica le intercettazioni carpite non idonee ad una indagine pubblica, sbattute in cronaca al ludibrio delle genti. E ritiene che sarebbe giusto, eventualmente, farle conoscere dopo una sentenza di colpevolezza. Magari  dopo decenni, dati i tempi della giustizia.

Mentre Adriano Sofri  ebbe a dire “Non esistono magistrati onesti. Esistono solo magistrati non ancora intercettati”  in  contrappasso Piercamillo Davigo  esternava il suo noto motto in piena Mani pulite, “Non esistono politici innocenti, ma colpevoli su cui non sono state raccolte le prove”. E ora chi se le deve lavare le mani?

E così  la separazione antropologica e aprioristica dei buoni dai cattivi, va a farsi benedire. Con questa drammatica crisi di credibilità dell’unico potere  che finora e  nonostante tutto, era rimasto impregiudicato. 

Se da un lato   c’è da essere soddifatti, dall’altro  non si può nascondere un senso di scoraggiamento demoralizzante.

Intanto il Capo dello Stato, riferiscono fonti del Quirinale, indice elezioni suppletive,  nel   Csm per la sostituzione  dei due membri che hanno lasciato l’incarico in seguito alla bufera Procure,  per il 6 e 7 ottobre e  le considera  come un primo passo per “voltare pagina” e restituire alla magistratura “il prestigio e la fiducia che le note vicende hanno incrinato”

Vedremo.

L’autonomia

La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente, secondo quanto sancito dall’art. 104 della Costituzione. Ciascun magistrato, sia giudicante sia requirente, è inoltre per legge inamovibile.

L’organo di autogoverno della magistratura è il Consiglio superiore della magistratura, organo di rilievo costituzionale, presieduto dal Presidente della Repubblica. A tale organo spettano, ai sensi dell’art. 105 della Costituzione, al fine di garantire l’autonomia e indipendenza della magistratura, le assunzioni, le assegnazioni e i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

L’indipendenza

Il principio di indipendenza, imparzialità e terzietà del giudice è consacrato nell’art. 104 Cost.: se ne desume che la Costituzione garantisce all’ordine giudiziario indipendenza e tutela, in relazione alle pressioni ed alle coercizioni dei vari altri poteri dello Stato.

Ulteriore corollario dell’indipendenza della magistratura è, altresì, la regola della inamovibilità dei magistrati, i quali non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni, se non a seguito di decisioni assunte dal Consiglio superiore della magistratura. Conseguenza di tale principio è che nessuno può scegliersi il giudice da cui venire giudicato (“nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge”), né il giudice può scegliere i soggetti da giudicare.

Carla Ceretelli

Pubblicato in : EditorialeTag: assunzioni, capo dello stato, costituzione, crisi, dimissioni, elezioni, intercettazioni, magistratura, mani pulite, presidente della repubblica, provvedimenti, repubblica, separazione

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. carla ceretelli

    24 Giugno 2019 alle 14:49

    Se non lo è mai stata, secondo il dettato costituzionale dovrebbe esserlo. E, dato che il giudice giudica, deve essere onesto, più del comune cittadino, come il prete che predica e l’insegnante che infonde istruzionee, forse, cultura.. Il ditino alzato è insostenibile per chi ha potere diretto sulla vita di altri essere umani. A onor di cronaca io negli anni cinquanta ero infanta ;)

    Rispondi
  2. Franco Guerrazzi

    24 Giugno 2019 alle 09:43

    La magistratura non è mai stata indipendente, chi come me ha seguito alcuno processi degli anni 50,dovrà affermare che anche in quegli anni ci sono state sentenze politiche e di comodo, che il potere di allora gestiva coma voleva….ora il meravigliarsi di ciò che è sempre esistito mi sembra abbastanza comico….il problema vero è un’altro, della giustizia verso il cittadino non interessa a nessuno, il problema non è scaturito da un fatto di malagiustizia, ma da un fatto di carriere, cosa che riguarda il loro sistema, non la garanzia del cittadino……Perciò se un giorno dovessimo incappare nelle grinfie della giustizia, speriamo che a giudicarci sia un giudice che nella testa e nel cuore abbia un barlume di onestà…….

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti