Dunque “siamo in guerra” come non si stancano di ripetere tutti quelli che vogliono affrontare il tema del momento, senza sapere cosa altro dire? E allora basta con giochetti e battutine: è il momento di tirare fuori quel poco o tanto di serietà di cui possiamo disporre.
Uomini e mezzi, da qui bisogna partire: poi tutto il resto.
Affrontiamo la situazione con le lacrime della Mogherini, spedita a Bruxelles addirittura a “guidare” la inesistente politica estera dell’Europa, o vogliamo fare qualcosa di meglio?
Caro Presidente Renzi, non c’è da perdere tempo. Ogni giorno di più, la squadra del Suo Governo, ma anche degli altri uomini e donne dislocati in decisivi posti di comando, appare inadeguata. Si sta diffondendo nostalgia dei suoi rottamati. Quando la Mogherini ha pianto, Massimo Bordin, nella rassegna stampa di Radio Radicale, ha chiesto se fosse possibile immaginare Wiston Churcill in lacrime in circostanze analoghe. No, e nemmeno Massimo D’Alema o altri della sua generazione. Dia retta Presidente: subito, non domani, occorre qualche innesto di personalità di spessore, tali da creare nel Paese fiducia circa l’adeguatezza di chi deve affrontare una situazione eccezionale. La Sua squadra, fatta di battutisti e piacioni è molto, troppo, al di sotto del compito.
E, assieme agli uomini, i mezzi. Per anni ci siamo sentiti dire che i tagli alla spesa hanno minato l’efficienza dei corpi di polizia e della citatissima Intelligence, per non parlare delle Forze Armate. Su Pensalibero, l’ottimo Angelo Giubileo, lo stesso giorno delle stragi di Bruxelles, ha scritto che è impossibile pretendere di mantenere lo stesso tenore di vita di fronte alla sfida del terrorismo globale. In simili condizioni, un Governo dovrebbe subito dire a quali sacrifici saremo chiamati per dotarci di mezzi adeguati a rendere i rischi il più vicini possibile allo zero. Basta, con la cantilena dei successi di cui solo il governo si accorge: più lavoro, meno tasse, più efficienza, spending review portata a termine, semplificazione, etc. Lacrime e sangue ci attendono. E le battutine del Capo del Governo, il sorriso stampato che porta a domandarci “di cosa mai abbia da ridere” il Presidente del Consiglio, il voler restare simpatico ad ogni costo, hanno stufato. Anche perché, poi, dobbiamo sorbirci pure la parodia di Alfano. E, a seguire, di tutti i renzini, renziani, alfanini e alfaniani!

Per qualche motivo non trovo particolarmente sorprendente che si sia in guerra, trovo terrificante, invece, constatare come nessuno si sia accorto che lo siamo effettivamente almeno dal 2008, l’anno in cui esplose la bolla finanziaria con il crollo della Lehmann & Brothers… Siamo stati oggetto di un attacco subdolo e ben organizzato, preparato forse addirittura dal 1981, l’anno in cui, con lettera interna, fu separata la Banca d’Italia dal controllo del Ministero del Tesoro. Nessuno nel nostro paese, era preparato a questo, tantevvero che così, semplicemente, fu aperta la porta ai banksters mondiali e nostrani, perché, è bene dirlo, una guerra può essere combattuta anche e soprattutto colpendo l’economia del nemico, niente armi, niente fucili, troppo “rumorosi”…
Ha ben ragione il sig. Direttore Cariglia a puntare il dito contro il governo Renzi ed i suoi “conburattini”, perché “quella” guerra l’abbiamo già perduta ed ora, come nazione sconfitta, siamo terra d’occupazione della falange delle varie multinazionali e banche, che hanno avuto, bontà loro, di lasciare almeno un’idea che il governo fosse nazionale, mentre non è che un governo fantoccio, di cui parleremo dopo, alla stregua, per intenderci, di quello che poteva essere il governo Petain nel 1941…
Siamo nazione sconfitta, come dicevo, e perciò tenuta ad obbedire a direttive che ci vengono imposte dall’esterno, grazie all’infiltrazione di agenti che a suo tempo hanno firmato ed accettato quei mostruosi artifici giuridici, che si chiamano trattati tout court europei, del tutto in contrasto con i dettami della nostra carta costituzionale, baluardo posto a garanzia della libertà e della sovranità del popolo italiano nonché del benessere e del progresso della Nazione a vantaggio di TUTTI i suoi cittadini, ma spudoratamente ignorato e tradito dal suo stesso garante, allorquando fece sì che s’insediasse, mediante un altro artificio giuridico, il governo tecnico, procuratore fallimentare per conto dei vincitori, ad esigere il pagamento del fio della nostra sconfitta… Sorge il dubbio che sia anche per questo che la Magistratura, malgrado le numerose denunce pervenutele da almeno cinque anni circa i gravissimi reati relativi alla violazione degli articoli cardine della NOSTRA costituzione, ancora non s’è attivata motu proprio!
Invocare serietà dal governo! Ma come pretenderla dal governo di una nazione, in cui lo stato di diritto si sta via via diluendo negli striscianti torrentelli dell’abuso e della corruzione, della prevaricazione e del terrorismo fiscale (e tant’altro ancora che non ci sarebbe spazio per scriverne), fino a non essere più stato, ma solo un’espressione geografica, come la definì il Metternich? Chi ha posto il paragone con Winston Churchill, e qui devo aprire una parentesi storica, forse ignora che nella prima guerra mondiale, in qualità di Lord dell’Ammiragliato, riuscì a perdere sette corazzate e migliaia di uomini, fra inglesi ed australiani, nel tentativo di forzare i Dardanelli, grazie alla sua arroganza ed incompetenza militare. Non avrebbe mai potuto piangere per delle vittime nemmeno se lo avesse voluto, perché perennemente obnubilato dalle abbondanti libagioni a base di whisky. Ma tant’è…
Qualcuno ha accennato al problema degli immigranti… Dovremmo domandarci come hanno potuto persone, seppur limitate, prendere in merito decisioni così demenziali da sfiorare il patetico, tanto da giustificarle con argomentazioni surreali come se chi dovesse recepirle, il popolo (quello degli elettori) fosse niente più che un’ameba idiota ed amorfa. La spiegazione è semplice: ci sono state imposte segretamente…
Ma non è tutto! Adesso qualcuno s’è inventato un nuovo nemico, ben messo in risalto dai media con una propaganda goebbelsiana… è il chiaro casus belli, preludio del passaggio ad una guerra armata! Ed una nazione occupata deve dare il suo contributo in vite alla nuova guerra cercata e voluta dai vincitori! Ha fatto specie l’acquisto degli F35, aerei da bombardamento, quindi d’attacco, un’aliquota dei quali con capacità di decollo da una portaerei, che, guarda caso, abbiamo costruito da qualche anno, malgrado la concezione puramente difensiva delle nostre Forze Armate e malgrado sia essa stessa un bersaglio “pagante” da difendere! Prima di allarmarsi, però, è bene considerare che molto probabilmente non sarà una guerra mondiale, ma solo globale a pelle di leopardo, cioè tutti contro tutti, per ora, almeno fino a quando qualche potere forte non pesterà i piedi di un altro equivalente.
Più che la serietà del genere di quella richiesta da Lei, Direttore, necessita quella del coraggio di dire:”No, signori! Questa guerra ve la combattete da soli, perché noi non ci stiamo e siamo disposti a combattere solo nel nostro territorio nazionale a sua difesa e per la difesa del popolo italiano!”
Rispettosamente.
Caro Nicola, riagganciandomi al tuo pezzo, penso che sarebbe utile una mobilitazione forte di tanta gente per il Referendum prossimo venturo, per vedere se l’Italia rimane quella della Mogherini in lacrime e che Renzi ha imposto, dei Maro’ che restano in India nonostante i miracoli promessi da Renzi, dei misteri che su Regeni sui quali lo stesso Renzi prometteva verità e giustizia (in quello l’Italia ha una lunga tradizione, basti pensare all’abbattimento del DC9 a Ustica).
Adesso che il Referendum, unica vera arma che resta al popolo, finirà probabilmente senza il quorum necessario visto che Renzi sta puntando all’astensione, perché non proporre di abolire questa schifezza del quorum oppure di far andare a votare e a dire un grande NO la maggioranza dei cittadini? Se questa battaglia è persa, sarà inutile continuare a discutere e criticare, completamente inutile.
Marzio, è solo questione di tempi e luoghi, gli omo sono lapidati oggi nel 2016 e spesso gettati dalla cima dei palazzi bendati (bada bene, parlo di ragazzi violentati dai piu anziani che poi se ne sbarazzano a questo modo) in Siria, in Iran e in tanta parte dell’Africa, quel che rischiano a Mosca, o in Cina e Turchia, meglio non immaginarlo. Condannati a morte anche in Arabia Saudita, e come risposta l’occidente conferisce a questa gente la legion d’onore, predicando bene e razzolando malissimo.
In Italia oggi, decine e decine di ragazzi sono semplicemente cacciati di casa, abbandonati al loro destino, spesso ce la fanno, altre volte si suicidano. Non solo in Sicilia. Il padre del ragazzo mentalmente instabile, assassino e sadico che ha fracassato a martellate un ragazzo, ha detto che si, ha fatto una cosa brutta, ma lui è un uomo vero, gli piacciono le donne. Cronaca dell’Italia nel 2016.
Purtroppo bisogna anche accettare il fatto che non cambieremo nel nostro piccolo le cose sulla politica italiana, europea o mondiale, ma ovvio, se siamo qui a denunicare e esprimere il malcontento, speriamo almeno che non cada a vuoto.
Questi politici sono inadeguati a tutto, e non solo in Italia, penso che solo spazzando via questo sistema di democrazia dittatoriale, dando il potere al popolo, facendolo votare con referendum continui come in Svizzera dopo ampi dibattiti su tutto e togliendo il potere ai pochi, si potrebbe avere una società migliore, non perfetta, ma migliore.
Finché non si arriverà quello, sarà tutto inutile.
Caro Paolo, l’idea che fra qualche anno non ci saremo più potrà forse alleggerirci il nostro quotidiano, ma se applicata dalla notte dei tempi aspetteremmo sempre l’invenzione della ruota, e gli omo, stanne certo, sarebbero ancora fritti in padella, e per di più con olio usato.
Le cose andranno come devono andare, la storia è in fondo sempre la stessa da sempre! Le profetie sui Papi dicono che questo Papa sarà l’ultimo, o il penultimo, prima della distruzione di Roma (ma già è messa abbastanza malino!). Qualcuno qui si straccia le vesti se nel 2072 ci saranno solo islamici, se l’Europa non esisterà piu, se ci saranno 30 gradi in inverno? Saremo tutti gia crepati, amen!
Viene alla luce un lunghissimo periodo di politica estera in cui l’Italia è stata un ectoplasma, ripiegata e involuta per settant’anni sul trattato di pace del 1946 che alla fine non ha conservato in ciascuno di noi la naturale reazione a un diktat ma è stato assorbito e metabolizzato come un bene grazie al cattolicesimo politico capace di farci digerire tutto. Eppure qualcuno come i tristissimi inquilini del Quirinale e Palazzo Chigi ancora spera che il paese possa tirare avanti nell’ignavia verniciata di battute, buonismo e accortezza. Non solo Bergoglio, vero presidente della repubblica col suo vice Mattarella, ma i tanti Renzi, Alfano, Gentiloni o le tante asfissianti e inutili Mogherini e Boschi, insomma tutto il corteo di figurette vuote messe su dal parlamento bollito nel mercato, non sono che gli iceberg del problema, la cui soluzione si avvia soltanto guardando più in là del cortile di casa con occhi nostri e smettendo di crederci furbi perché ridiamo del “politically correct” mentre lo scimmiottiamo. Mi sembra però che i giochi siano già fatti. L’Italia veleggia davvero verso il proprio annullamento demografico, culturale e storico I fautori del meticciato planetario osannano la distruzione di tutto per nascondere le proprie frustrazioni appellandosi a un cristianesimo nichilista ed equivoco di cui Bergoglio è il portabandiera nella retorica dell’umanità fatta di fratelli e sorelle. E nemmeno credo che si sia in guerra come urlano le oche dell’informazione per coprire il proprio parassitismo e giustificare le proprie esistenze disinvolte. Credo invece che la fine della strategia USA iniziata nel 1945 apra una voragine di coesistenza che prima o poi si risolverà in una guerra vera e molto tradizionale da cui saremo spazzati via senza se e senza ma perché nessun soccorso alla civiltà verrà per salvarci dalla ridefinizione geopolitica globale. Ormai è troppo tardi anche per armarsi se manca all’appello un’intera generazione di venti trentenni, mentre gli scampati all’aborto di massa dei decenni passati giocano al cosmopolitismo aeroportuale, quello dell’Erasmus o della pizzeria londinese o pechinese, twittando da ebeti tra ebeti nella convinzione di vivere un’epoca eccezionale che alla fine ci farà scampare ogni guaio grazie al miracolismo del futuro. Un popolo sano e vitale non avrebbe mai dovuto ridursi ad essere rappresentato e guidato da chi attualmente ci rappresenta e ci guida. Unica consolazione è sapere che se in tanto squallore tante nazioni europee ci fanno compagnia, noi siamo gli unici piantati sull’altura da cui si può seguire bene la dissoluzione senza farci le illusioni tardive di chi sguinzaglia droni a destra e a manca..
l’Italia produce le migliori armi , ma non li può dare in dotazione al nostro esercito che non deve dotarsi di mezzi offensivi – per cui , visto il suo prestigio acquisito nelle missioni di pace , è stata chiamata solo ad assumere il comando delle operazioni in Libia coordinando le azioni militari dei francesi nel Fezan, degli egiziani nella Cirenaica degli inglesi per la logistica e gli americani per la copertura aerea ed armare ed addestrare le milizie tripolitane , ma sul campo l’isis ha armi pesanti e ottimi carri armati con i finanziamenti di al qaeda