O Muse, o alto ingegno, or m’aiutate;
o mente che scrivesti ciò ch’io vidi,
qui si parrà la tua nobilitate.
OGNI UOMO HA DIRITTO ALLE SUE RADICI
“Sono contrario, perché credo spalanchi le porte ad un numero infinito di sbarchi e di donne gravide africane che verranno a partorire sul nostro territorio per avere un figlio italiano. Nel quadro di una sostituzione etnica in atto credo che questo sia un elemento decisivo. La cittadinanza non è un fatto geografico o genetico, è un fatto valoriale e culturale e con questa legge temo andremo ad assestare un altro duro colpo alla nostra identità. Anzi, alla nostra civiltà” sostiene , fra gli altri, lo psichiatra Alessandro Meluzzi.
“Se c’è un paese che non dovrebbe introdurre lo ius soli automatico (previsto per i nati in Italia da un genitore che abbia un permesso di soggiorno da almeno 5 anni) è l’Italia, terra di sbarco. Molti miei amici la pensano diversamente, lo so. Ma il cosiddetto ius culturae, riservato a chi abbia completato almeno un ciclo di studi e, quindi, almeno frequentato quel minimo di cultura italiana che vi si può ricevere, mi sembrerebbe la soluzione insieme più giusta e più prudente”.
Marco Taradash dixit.
Gazzarra invereconda in Madama. La Rossa , la dottoressa dicesi ormai, medicata per qualche graffio, mentre fuori si manganellano leghisti e casapoundiani. Non sono simpatici, anzi le fanno scappare dalle mani, ma siamo rinculati di mezzo secolo alle vecchie ideologie. E la cosa non ci garba affatto.
Perchè in questi 50 anni le cose son cambiate alla grande. E non vogliamo più acquiescere alle ideologie mentre il Paese va in malora, insomma, pare che ci stia andando. Perchè il lamento di Federico e di Arianna ci hanno già rotto i maroni, ops Marroni…
In Italia i bambini, figli di immigrati, non vengono affatto trattati in maniera diversa dai coetanei italiani. Ci si accorge che sono stranieri proprio quando si inizia a parlare di Ius soli.. ma guarda te. E strumentalizzare le creature è davvero immondo. Non è e non può essere un pezzo di carta a far sentire italiani i figli degli immigrati. A 18 anni, chi è nato qui, da qualunque paese provengano i genitori può decidere se essere italiano o meno. Lo Ius soli obbliga invece, senza rispettarne i diritti, i figli nati qui da immigrati, a diventare italiani quando, in ipotesi, giunti all’età della ragione non vorrebbero esserlo affatto, avendo nella crescita personale riscoperto le proprie radici etniche, culturali e religiose. Perchè ogni essere umano ha diritto alle proprie radici, alternative a quelle tradizioni che potrebbe scoprire di non gradire. Infatti scopriamo che alcuni, non pochi sembra, non vogliono essere affatto italiani, avendo toccato con mano che ne hanno tutti i diritti senza, magari, doverne subire i doveri.
Costringere i figli degli immigrati ad accettare la cittadinanza a tutti i costi non è tanto un ideale di sinistra quanto pura e semplice escamotage demagogica, ancora non del tutto chiara, in verità.
“Inizia il Ramadan, quindi bisogna posticipare gli esami di maturità”. Il segretario generale del Sisa ha richiesto che le prove d’esame previste a partire dal 21 giugno slittino a dopo la fine del digiuno dei musulmani, che termina il 24 giugno. Adeguare il calendario scolastico a quello islamico sarebbe dunque, secondo questo sindacato, un segno del “rispetto delle festività religiose e dell’impossibilità di tenere esami di Stato durante le stesse”, un tentativo di rendere la scuola “automaticamente inclusiva, come la normativa vigente la invita a essere” e, più in generale, una mano tesa verso “studenti oggetto di discriminazione nelle scuole in ragione della loro appartenenza religiosa”.
Questa solfa inizia nel 2014 da parte Sisa con tale cocciutaggine da far pensare a un sindacato confessionale anzichè al Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente. Mentre le autorità religiose islamiche e moderate prevedono specifiche dispense dal digiuno durante il Ramadan in situazioni eccezionali, come i calciatori durante gli ultimi Mondiali, p persone fisicamente deboli o i lavoratori di fatica. Fra queste possono rientrare anche gli studenti durante un esame.
Insomma i laici aperturisti rischiano di diventare più integralisti di un Imam.
Senza dire di un personaggio che dovrebbe astenersi dal prendere posizioni di parte, come la seconda carica dello Stato per non dire della terza. Entrambi potrebbero infatti ritrovarsi a fare quel che facevano prima nelle prorie specificità. Magari.
E la difesa della C.E.I. di fronte alle proteste, di Lega e penta non è certo quello che ci si potrebbe e dovrebbe attendere da un giurista che appare approssimativo se non addirittura confuso pur di stare dalla parte che lui ritiene giusta. Sì, per se stesso.
La cittadinanza, asseriscono alcuni competenti certo non venuti dal monte con la piena, non può e non deve scaturire da una mielosa benevolenza, dello spirito di carità e di generica solidarietà umana verso i migranti. E’ un problema relativo al fondamento della Repubblica, all’identità giuridica e, di conseguenza storica e culturale del suo Popolo.
E carico di implicazioni che non possono essere espletate in momenti come quello che stiamo vivendo nel belpaese in cui la residenza degli stranieri è totalmente fuori controllo, mentre l’Europa lascia che il nostro territorio sia non solo il tappeto rosso di passaggio dato che un numero esorbitante e a momenti insostenibile di migranti, di tutte le tipologie, vi stanzia come in un’area di parcheggio in cui si ammassano, insieme ai legittimi richiedenti asilo, veri e propri clandestini, persone cui l’asilo è negato, e altre in attesa di trovare uno spiraglio nelle frontiere con altri Paesi Comunitari. Per non dire della doppia cittadinanza, da sempre considerata da evitare dalle leggi del nostro e di altri Paesi. E a ragione.
“Di tutti i criteri per l’attribuzione della cittadinanza, quello dello jus soli, ancorchè temperato, è certamente quello che comporta maggiori probabilità di casualità e più frequenti inconvenienti ed incertezze”.
Come sostiene il saggio saggista Mauro Mellini. Giurista editorialista già radicale, autore fra gli altri de “Il partito dei magistrati”.
Note a margine
Un terzo degli aventi diritto ha votato ai ballottaggi. Debacle governativa. Quanto avrà influito lo ius soli e ciò che simboleggia e rappresenta. Il malcontento che serpeggia ha trovato la ciliegina sulla torta. Silvietto bello salvaci tu. Uniti si vince.
Carla Ceretelli

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