Il jobs act e le riforme del Senato ed elettorale ancora non si sa come saranno e se saranno. In pratica e’ stata rottamata la dialettica democratica.
Non e’ possibile sapere se sia piu’ ridicolo o tragico quanto sta avvenendo nella dialettica che contrappone l’area del governo e quella dell’opposizione. Di sicuro e’ grottesco.
La grande divisione riguarda due ufo, cioe’ due oggetti sconosciuti.
Qualche giorno fa centinaia di migliaia di persone, convocate da CGIL e UIL sono scese in 54 piazze italiane, e c’e’ stato persino uno sciopero generale, contro il jobs act, di cui non si sa assolutamente nulla, visto che i contenuti sono affidati ad alcuni decreti ancora da scrivere. Intanto da dieci mesi ci si accapiglia per una legge elettorale e per una riforma del Senato che, egualmente, sono oggetti misteriosi poiche’ cambiano in continuazione. E cambieranno ancora perche’ Renzi e’ costretto ogni giorno ad aggiustare il tiro a seconda delle richieste di quella che giudica essere una maggioranza possibile: una qualsiasi per una riforma purche’ sia.
Da questo punto di vista, la rottura tra vecchio e nuovo e’ veramente netta ed evidente. Le polemiche e gli schieramenti su questioni imprecisate non ci erano mai stati. E’ come dire, da parte dell’opposizione, “sono contro il governo perche’, comunque faccia, fara’ male”. E, da parte dell’opposizione, “siccome di Renzi non ci si puo’ fidare, noi lo bocciamo a prescindere”.
Insomma, e’ stata rottamata la dialettica democratica nel senso piu’ alto, quella che serviva, anche a costo di dure polemiche, a migliorare i provvedimenti. Mentre sopravvivono i piccoli compromessi di bottega, non con una opposizione scoperta ma, ed e’ peggio, con i nuovi ascari del Parlamento, pronti ad indossare la divisa della maggioranza governativa per gli spiccioli che una politica cosi’ ridotta puo’ loro riservare.
Quelli della teoria dell’ultima spiaggia, sono cosi’ serviti. Le tre “ultime spiagge” che si sono succedute in meno di due anni, Monti, Letta e Renzi, non hanno particolari responsabilita’ personali per il punto cui siamo arrivati. La verità e’ che proprio non funziona il ragionamento: cioe’ il voler costringere in camicie di forza la democrazia, negare la parola agli elettori quando tocca a loro assumersi le responsabilita’. E farli allontanare ancora di piu’ perche’ convinti di non avere alcuna responsabilita’ rispetto a cio’ che sta accadendo.
Da questo punto di vista non diciamo niente di nuovo se addossiamo a Napolitano grandi colpe. L’operazione Monti e’ stata sciagurata: l’inizio di un cammino sempre piu’ in discesa, che avevamo puntualmente denunciato su Pensalibero.
Ora, il Presidente della Repubblica avrebbe il dovere di rimediare. Semplicemente applicando la Costituzione: che impone al Capo dello Stato di sciogliere il Parlamento quando non sia in grado di funzionare ed in presenza di governi che non realizzino gli obbiettivi per i quali avevano ottenuto la fiducia.
C’e’ ancora bisogno di dimostrare che questo Parlamento non funziona e che il Governo non sta realizzando il programma per il quale era stato votato dal Parlamento?

Questo Papa, Marzio, si professa come innovatore, come doveva chiamarsi…Gregorio, Clemente, Celestino? Anche se il piu innovatore nella storia resterà Ratzinger che si è dimesso, bontà sua.
I giovani….non parlo di generazione cosmopolita che girovaga senza come e perché, ma di giovani che vogliono l’eccellenza che la loro città d’origine non puo’ dargli in ogni settore lavorativo (artistico, scientifico, di ricerca), senza contare che oggi se ne vanno perché le prospettive nell’Italia renziana sono pari a zero.
Paolo, questa non è una delle tante epoche della storia, è un’epoca in cui possono essere prese decisioni più che rivoluzionarie, addirittura antropologiche, ben oltre il mito del cambiamento e del nuovo. Bergoglio non mi piace già nella scelta del nome, fare del santo assisiate un’imitazione è un errore teologico e politico gravissimo, avrei preferito avesse avuto il coraggio di chiamarsi Gesù I. Che poi Bergoglio persegua il consenso è nomale ma con meno fuffa da parroco buono sarebbe meglio. Tu osanni poi i giovani che partono per orizzonti lontani, ma io credo che i ceti cosmopoliti siano non solo ceti furbi, ma soprattutto ceti storicamente precari, che ora sono proiettati a una recita planetaria del rischio senza reale fondamento, ceti che svolgono un copione televisivo il cui beneficiario ultimo è solo il profitto del mercato. Senza un’identità territoriale ab imis non può darsi scelta ideologica personale.
Marzio, non esagerare neanche, se nessuno va bene per il posto che occupa, come purtroppo spesso è il caso, non si puo’ fare neanche di tutt’erba un fascio.
Bergoglio cerca di portare il piu numero possibile di fedeli nella sua Chiesa, mi pare quindi che faccia l’interesse suo. Non essendo Dio, ma appunto un uomo, ha ragione a dire “Chi sono io per giudicare”, sarà politicamente corretto, ma è meglio delle scarpine carminio e degli ermellini di Ratzinger (che pure davano un tocco gay ancora piu’ marcato).
Altri articoli qui parlano della fuga all’estero, io fuggii e non me ne pento, la cosa piu intelligente e saggia che abbia fatto in vita mia è stata quella di lasciare l’Italia, nel mio interesse completo (professionale, personale, sociale, economico).
Rimango quindi convinto, Erasmus o meno, che un bel pedatone nel sedere di adolescenti pigri e viziati che abitano e lavorano (se lo trovano) a 200 metri dai genitori o che peggio con loro abitano fino ai 55 anni, sia nefasto. Meglio abituare i giovani a guardare al di là del proprio naso e ad avere sempre una valigia pronta, a capire le abitudini di vita di altri popoli per capire cosa va salvato e cosa buttato irrimediabilmente nella spazzatura.
E per concludere tornando all’articolo di Nicola, penso proprio che facciano finta di menarsi.
….e dei dieci piccoli indiani uno solo restò, io. Vedi Paolo quali sono i veri tabù incistati fin dalla nostra infanzia? Altro che diritti omo, altro che eterologa sì eterologa no, altro che accanimento terapeutico o dolce morte, questi sono tutti minus per regimare le libertà tecnologiche d’oltre Atlantico e farle credere tabù abbattuti, conquiste. Ma avanzare dubbi ben fondati sul decalogo fa rincantucciare, svicolare e girare l’angolo con la testa nella spina dorsale. Se a un Papa è permesso dire ” Chi sono io per giudicare? ” senza che nessuno lo inviti a dimettersi e fare domanda come giardiniere del Vaticano, posso sperare che l’attacco al decalogo e all’impianto tribale abramitico possa non fare paura? Non siamo nel paese dove a scuola insegnano ancora ad apprezzare versi pietosi del tipo: ” Sol chi non lascia eredità d’affetti / poca gioia ha dell’urna; (…) “? E allora dei dieci piccoli indiani uno solo restò.
E poi, se come dici Benigni piace tanto all’estero, non fa una grinza. Da oltre un secolo l’Itala esporta il peggio di sé, dai disgraziati siculo veneti di fine ottocento ai bimbetti Erasmus vogliosi di ricerca. E vuoi che non ci rientri anche un Benigni? Poi c’è l’informazione colta a rigirare la frittata.
Il fatto, Paolo, è che Benigni si arroga argomenti per cui non ha spessore. Ti dico solo questo: l’impianto del decalogo è insignificante e tribale, invece dei dieci comandamenti ne basta uno e ferreo. non mentire mai, soprattutto a te stesso. Ma dal non mentire far calare il resto è troppo arduo, quindi meglio impantanarsi nei comportamenti virtuosi. Il decalogo è fatto per i tribunali non per l’etica. Ecco un piccolissimo e gigantesco esempio di come tutto il quadro abramitico sia al collasso e da rigettare. Ma Benigni che fa? Fervorini, nient’altro che fervorini. E già scoprirmi a parlare d’un Benigni mi lascia di stucco davanti a me stesso.
A me Benigni non è MAI piaciuto, purtroppo devo spesso “fingere” o glissare sull’argomento perché qui è visto come il simbollo dell’Italia, appunto, un Gianbabbeo caduto nel letame che ha successo.
Almeno lui nel letame ci è finito, quello che mi da noia èla morale….”Non rubare”….siamo tutti daccordo, ma allora quanto è il compenso di Benigni per la sua comparsata alla TV? Beh, visto che lo seguono in 10 milioni, quanto la RAI è disposta a dergli del vostro canone?!?
Personalmente ritengo Benigni un falsario molto abile nel disconfermare il tragico col farsesco e il farsesco col tragico, in modo che alla fine il pubblico non capisce più nulla e esi convince di aver ascoltato qualcosa di grande. È la vecchia scuola dell’italica pagliacceria.
Infatti Marzio, Benigni ha già avuto la benedizione di un vescovo….non che i suoi show siano stupidi, ma in effetti troppo politicamente corretti, preferiso ancora Crozza.
questa è l’Italia.
Certo Marzio,
Nessuna possibilità per te in questa Italietta, ma qui esiste anche un Isola circondata da una terra magica ove potresti farlo.
Se leggi Facebook e vai su Plebiscito 2013 tutti i tui futuri amici sono li che ti aspettano, per ora non li vedi perché faremo le Pittime fino alla liberazione.http://it.m.wikipedia.org/wiki/Pittima
Quale direttore di giornale, Paolo, nell’italiaccia infetta di cattofamilismo nel midollo? So bene che per farmi inerme vengo derubricato a sputasentenze da due lire, ed anche questo è un refrain dell’ infame bontà dei cattolici atei o credenti. Benigni docet.
Te Marzio, devi fare il redattore capo di un giornale! Il direttore direi!
Napolitano, col suo patriottismo col magone, è lontano dalla gente. Non lo toccano perché ha l’alibi del vecchietto a cui tutto si perdona, e allora andiamo (andate) avanti nella NON democrazia!
Questi politici non sanno neppure cosa sia la vera vita degli italiani, per loro è un allegro scambio democratico di idee alla Leopolda, quando la base ha altre gatte da pelare.
Il discorso di Napolitano toglie ogni dubbio. L’attuale presidente della repubblica è il ventre molle della nazione, attraverso cui l’Europa può imporci tutto. Volutamente incantato dalla chiacchiera renziana Napolitano ha posto come limite del suo secondo mandato l’attuazione delle mitiche riforme, le quali procedendo alle calende greche gli assicurano ancora anni di permanenza al Quirinale. Il merito del discorso si offre poi come studio del graduale scivolare della Costituzione materiale verso qualcosa di equivoco che non ha alcun rapporto con la quinta repubblica francese, siamo oltre il presidenzialismo poiché un capo del governo non eletto dal popolo è colluso con un capo dello stato che entra a gamba tesa in aperta violazione della Costituzione. Così il diktat autoritario sull’inevitabilità delle riforme, così la censura contro il libero scontro delle idee nei partiti, così la volontà di isolare chi dissente, motivo questo di estrema gravità che dovrebbe avviare l’ impeachment non a parole ma nei fatti, a partire dalla paralisi delle attività parlamentari fin quando Napolitano non abbia dato le dimissioni. Il tutto avviene nell’acquiescenza generale, non una voce si leva ad accusare solennemente e pubblicamente il signor Napolitano Giorgio, che nel 1957 stava dalla parte degli impiccatori di Nagy, e che grazie al ravvedimento cattolico, in politica un vero scempio, ha potuto continuare la sua carriera. Del resto niente ci si può attendere da un paese dove dieci milioni di ascoltatori sono abbindolati dallo zuccherificio al peperoncino del mieloso Benigni sproloquiante presuntuose banalità come profonde verità contadine. L’Italia è realmente in panne, e il cattolicesimo politico ne è l’evidente metastasi.
Più che essere rimasti gli unici due interlocutori di Pensalibero, direi che siete gli unici che oltre non vedere la propria trave nell’occhio non vedono neppure quella dell’altro.
Cosi paragonare un Presidente che ha portato l’Italia alla rovina finanziaria totale, perché da buon comunista disprezza i soldi al punto di spenderli quanto mai nessuno altro prima, al mediocre ma dignitoso Scalfari, vuol dire essere pessimo commentatore, succede dopo l’ottimo il pessimo.
Per i marò gli unici evidenti criminali in Italia sono i Giudici militari che non hanno ancora spiccato mandato d’arresto contro di loro da parte dello Stato Italiano, atto dovuto e immediatamente risolutivo per chi in Italia, profondamente utile per chi in India.
Quanto a Renzi è un altro Napolitano, privo del senso del denaro come suo padre furbissimo, ci manderà tutti in rovina, ma fuggirà prima trovandosi un cretino pronto a prendersi le colpe.
Noi siamo fuori moda Marzio, la gente ha i “followers” e 10.000 “amici” inesistenti e inutili, poi non tutti sanno cosa scrivere e con questo non è detto che siano contenti di Renzi, basta guardare ai commenti su ogni uscita di Renzi sul Corriere della Sera, valanghe di messaggi a dir poco infuriati, o in “forte contrarietà” come Napolitano commenta le decisioni dell’India sui Maro’. La gente è, insomma, incazzata nera contro Renzi e la sua politica fatta di annunci e patriottismo, speriamo che questo incazzamento si traduca in pesante perdita di consensi per Renzi, noi l’avevamo anticipato, altri in malafede o ingenui gli han creduto.
Ora si scoprono le carte, i tempi massimi di attesa e di pazienza sui “fatti” sono ampiamente esauriti.
Paolo, Napolitano è in gara con Scalfaro per il peggior presidente dell’Italia repubblicana. Gli storici penseranno a spolverare i suoi errori da commozioni e saggezze fai da te. Ma l’assedio di Renzi a Napolitano disorienta questo povero vecchio, ennesima riprova di cosa sia la lucidità senile. E tutti imbambolati e intimoriti dell’ ” Italia con noi ce la farà ‘ assistono passivi alla recita dei salvatori della patria, mentre i due marò elemosinano ferie natalizie da un governo indiano confuso tra common law dei colonizzatori e principi extra giurisprudenziali di uno stato di diritto. I due marò sono un seguito dello sciopero militare del 1917 e dell’8 settembre, una simpatica costante italiana, non a caso imputabile alle eterne convulsioni del cattolicesimo politico che vive di scappatoie e giri di valzer per sopravvivere, ovviamente chiamati equilibrio e maturità politica. E che l’Italia sia imbambolata e stralunata da non capire più niente di niente lo dimostra in piccolo che tu ed io siamo rimasti gli unici interlocutori di Pensalibero.
E’ la propaganda Marzio, che su queste pagine Chiara Boriosi ha perpetrato per mesi, dicendoci che l’Italia con Renzi ce l’avrebbe fatta. Quando criticavo la scelta di aver radiato la Bonino, mi veniva detto che per i Maro’ non aveva fatto niente! E questi qua, dell’Italietta prima della classe, cosa hanno fatto?!? Uno dei maro’ è in brutte condizioni di salute, l’altro vuole rientrare per le feste, e come risposta l’India chiede che il malato rientri e non concede all’altro di rientrare, un fallimento della politica estera di Renzi.
Renzi nel suo patologico ottimismo, che non è tale, è solo la brama di potere, parla delle Olimpiadi del 2024 sicuro di essere ancora la per quella occasione, e fa la morale all’Europa quando l’Italia pare in mano alle cosche mafiose. Ma come si permette? Non ha vergogna a dare lezioncine alla Merkel? Nessuno lo rimette al suo posto? Come ho scritto, la colpa non è di Renzi, ma delle persone che gli danno fiducia e gli fanno propaganda, prima ancora di Napolitano sicuramente responsabile, la base, quelli che insistono nel non riconoscere l’errore imperdonabile di averlo sostenuto e continuare a farlo.
Dopo lo slogan cretino dell'” ultima spiaggia ” siamo allo slogan altrettanto cretino dell’ ” Italia ce la farà”. Ma che significa? Non farcela cosa comporterebbe? Essere invasi dagli Unni, o assistere al saccheggio di Roma? Nei millenni l’Italia ce l’ha fatta in situazioni ben peggiori. Possibile essere governati da gente che si improvvisa salvatrice della patria per ricattarci e tirare avanti? E possibile che un Napolitano continui a prenderci gusto credendosi a sua volta un salvatore? Ma chi sono tutti questi salvatori, cosa vogliono, chi li ha chiamati?
Grande Marzio,
A te l’alloro del migliore intervento!
Quando si menano non sanno mai il perché, per questo si menano, mentre in famiglia lo stesso otengono a calci in c. e non avendo nulla da insegnare ai figli, si illudono che prendendoli a calci in c. siano almeno costretti a raddrizzarsi.
Così quelli che si menano senza ragione si illudono di farsi vedere maschi o almeno che l’adrenalina attenui il dolore d’esistere da ignoranti pieni di paure e rimorsi.
Poveri, poveri, poveri come fanno pena, ci fosse un Dio se li prenderebe tutti con Lui subito: Mio Dio adorato, pigliali tutti ora non trattenerti, scatena su di loro tutta la Tua ira!
NO, non c’é bisogno! Hai ragione Cariglia, non c’é affatto bisogno!
Ma come fare per passare all’atto?