Lo diciamo da quando è iniziata l’occupazione russa dell’ Ucraina: non esiste pace senza libertà.
Da allora è stata una escalation di distruzione e morte , di città rase al suolo e di continui bombardamenti anche su obiettivi civili.
Come in queste ore, come dal 24 Febbraio.
Ed è stata una continua escalation, specie in Italia, di prese di posizione ambigue, del “ si , ma , però “ , di quelli che ogni occasione è buona per rispolverare “ yankees go home “ come durante l’ultima manifestazione della CGIL , mentre a casa deve solo tornare Putin e le sue truppe.
Assistiamo ancora una volta ad un pacifismo a senso unico che pensavamo ormai archiviato e che invece pare più vivo che mai .
Lo stesso cliché dei “partigiani per la pace” anni ‘50 pagati da Stalin e organizzati dai comunisti italiani per condannare la guerra solo se combattuta dall’Occidente , dimenticando quel che si faceva nelle repubbliche sovietiche e negli altri Paesi comunisti.
Un pacifismo di maniera, che osanna l’Italia liberata dai nazi fascisti e festeggia il 25 Aprile, tralasciando il piccolo particolare che Hitler se ne sbatteva di chi sfilava nei cortei delle città americane per la pace mettendo sullo stesso piano una dittatura ed un libero Stato.
Con una logica secondo la
quale i valorosi antifascisti italiani, spesso condannati all’esilio , non avrebbero mai “scacciato l’invasore” , come giustamente recita una famosa strofa di “ bella ciao”!
Oggi ci diranno che la reazione russa con centinaia di missili sparati contro gli ucraini è la normale risposta alla esplosione del ponte in Crimea . Quindi ci saranno le solite preghiere al Presidente Zelensky affinché si metta a sedere e trattare , così come all’inizio del conflitto c’era chi lo invitava ad arrendersi in nome della pace.
Come se il responsabile di ciò che accade sia lui e non Putin.
Qualche pseudo intellettuale si è spinto perfino a dire che tutto sommato un bambino in una dittatura non sta poi così male , e altre amenità .
Noi siamo sempre più convinti che il sostegno delle democrazie liberali all’ Ucraina sia prima di tutto una scelta di campo : da una parte la libertà , dall’altra la tirannia.
La stantia propaganda anti americana e anti occidentale la lasciamo ai nostalgici dei regimi , ai fondamentalisti di ogni genere, a quella eterna coincidenza di vedute ( per fortuna residuale ) tra una sinistra comunista, una destra fascista e certo mondo cattolico che mai hanno accettato le regole ed i principi delle liberal democrazie cui si devono tante conquiste sociali e quella libertà alla quale non rinunceremo mai.
La stessa libertà che vogliamo per il popolo ucraino.
Francesco Carbini



Non sono d’accordo, sono le premesse ad essere sbagliate. Qui si può scegliere se state dalla parte della Russia che violando palesemente il diritto internazionale e la stessa Carta dell’ONU, di cui fa parte addirittura come membro del Consiglio di sicurezza, ha aggredito ed invaso uno stato sovrano.
Oppure stare dalla parte di chi perseguita le minoranze come il governo ucraino che, guarda caso, non ha neppure opposizione in parlamento; e qui sorge spontanea la domanda possibile che l’Ucraina fa paese più corrotto del mondo, gestito dalle mafie sia divenuto improvvisamente “il paese delle meraviglie” di Alice Zelensky?
No francamente non riesco a parteggiare per nessuno dei due farabutti.
“”” … non esiste pace senza libertà.”””
Pensiero libero: la libertà si ottiene con la lotta (anche quella alla Ghandi … se l’altra parte è ragionevole) ed ogni lotta è guerra, e certe “marce” ne sono l’ossigeno.