
Dopo 31 anni abbiamo scoperto come si sgombera il Leonkavallo: basta aspettare la naturale migrazione dei radical chic a Capalbio e colpire senza farlo sapere prima. In retrospettiva non pareva così complesso, ma la vita è fatta così: alcuni lampi di genio richiedono soluzioni molto ordinarie.
Oggi comunque non è il tempo delle polemiche, ma della celebrazione. Viene restituita, dopo 31 anni di occupazione illegale, una proprietà a un imprenditore che fino a oggi ne ha pure dovuto subire costi e rischi. Viene ripristinato il principio che la legge si applica a tutti, ma proprio a tutti, inclusi a quelli che piacciono alla gente che piace. E si ridà a Greco la possibilità di dormire anche le notti in cui le Mamme Antifasciste vogliono fare festa.
La battaglia, naturalmente, non finisce qua. Adesso bisogna evitare che il Comune applichi il metodo Granelli, quello che svuotava i campi nomadi regalando loro case popolari. A Porto di Mare si deve evitare che un bene demaniale diventi rifugio di chi ha violato per tre decenni la legalità, come premio per non averla violata molto di più.
Se vogliono un loro centro aggregativo se lo pagassero a canone di mercato, i beni pubblici non possono essere dati a chi non ha mai avuto rispetto per quelli privati.
Luca Rampazzo

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