Da fratelli siamesi a fratelli coltelli. Anche se nella politica niente si può escludere, nemmeno le amicizie che resuscitano dopo rotture consumatesi nel peggiore dei modi, Pier Ferdinando Casini e Marco Follini, per ora, non si risparmiano i peggiori sgambetti.
L’ultimo tiro, in perfetto stile “old DC”, lo ha tirato Follini a Casini, quando, col tono più mellifluo che si può, ha ventilato la possibilità di incontrasi di nuovo, col carissimo Pier Ferdinando, sullo stesso territorio ove si apprestava a trasmigrare. La reazione dell’ex presidente della Camera è stata durissima: quella di Follini, ha detto “é una vicenda triste, perché i trasformismi uccidono qualunque prospettiva centrista”; quanto all’ipotesi che l’UDC possa seguire l’esempio di Marco “é stata una battuta cattiva e malevola, niente di più”.
In effetti Follini sembra proprio aver avuto come proposito quello di rompere le uova nel paniere a Casini.
Che l’ipotesi di un trasloco dell’UDC (o della parte fedele a Casini) sia tutt’ altro che campata in aria è un fatto. Prodi sarebbe un pazzo se pensasse di poter avere vita facile e lunga senza nuovi consistenti acquisti di senatori. E nemmeno è pensabile acquisirli uno alla volta.
E altrettanto pazzo sarebbe Casini, dopo la rottura con Berlusconi, se corresse il rischio di nuove elezioni subito. Si ritroverebbe con il cappello in mano a fare la fila davanti all’uscio del Cavaliere per salvare il salvabile delle sue truppe.
Dunque, l’ipotesi alla quale stanno lavorando soprattutto i vertici DS e Margherita è di offrire a Casini quel sistema elettorale alla tedesca (proporzionale con sbarramento al 5%) che lo renderebbe autonomo e –pensa il leader UDC- anche determinante per qualsiasi maggioranza. Ma per ottenere tutto ciò, Casini ha bisogno di tempo e, soprattutto, di non presentarsi alla trattativa senza la carta di ricambio di una ricucitura col centro-destra.
L’auspicio dell’ “amico Follini” di ritrovarsi fra pochi giorni assieme a Casini era un modo per metterlo in difficoltà e Pier Ferdinando non ci ha messo più di un secondo a capirlo.
Sgambetti fra Follini e Casini
Per ottenere la riforma elettorale alla tedesca, Casini ha bisogno di presentarsi alla trattativa col centro-sinistra con la carta di ricambio della possibile ricucitura col centro-destra. Follini prospettando l’immediato arrivo dell’amico-rivale ha voluto danneggiarlo.

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