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Settimana di passione e compassione con passione

di Carla Ceretelli | 22 Settembre 2014

(Babbo avvisato Matteo salvato)

Ma al grido di “difendete le ideologie non  le persone e avete contribuito al precariato” Matteo si appresta ad infirmare i privilegi difesi da un’altra casta. Forse la peggiore perchè subdolamente  a doppio binario e con due pesi e due misure. Che più demagogica non si può.

No, mi rifiuto di parlare del modello Thatcher. Preferisco il nostrano modello Giuditta….
“Dove eravate in questi anni quando si è prodotta la più grande delle ingiustizie fra chi il lavoro ce l’ha, assicurato, e chi non ce l’ha e non può nemmeno pensare ad un progetto di vita…!”
Chi voleva invocava  e auspicava riforme strutturali, le avrà. Almeno così sembra. Camusso è furibonda. No, no, non contro l’odiata  destra e contro il bieco condannato. Bensì con l’uomo che rappresenta la sinistra, finalmente una vera sinistra riformatrice che piace anche agli elettori di destra. Ai moderati, alle persone di buon senso che hanno finalmente recepito che il mondo il paese il comune sono  cambiati, all’insegna della sussidiarietà.. E bisogna cambiarsi anche il cervello. Non ci si può attaccare caparbiamente a ciò che è stato ma prendere atto di ciò che è ciò che potrebbe essere e sarà. Per uscire dal guado. “Frantumazione dei diritti..” addirittura. Già , dei diritti di pochi. “Lo stipendio non si tocca..” urla come ha sempre urlato.. minacciando scioperi a oltranza come di consueto da mezzo secolo. Neppure gli stipendi d’oro che sappiamo. Lo stipendio, giustamente non si tocca, ma si ritocca. Acciocchè lo stipendio possano percepirlo tutti e non i soliti noti. La novellina della coperta corta.. già. Sembra la tela di Penelope. Ma l’unica via d’uscita è tessere a più non posso e tessere tela resistente. Che ne pensate di una drastica riduzione delle tasse e di una riforma fiscale che faccia emergere l’evasione, quella pesante, quella vera. Sappiamo di scoprire l’acqua calda ma non ci lasciamo abbattere.. impareremo a urlare anche noi.
Su un altro fronte  la situazione sta nettamente migliorando.
Bettino provò a toccare i magistrati e morì latitante esule in Tunisia. Silvio ci riprovò ed è solo decaduto, anche se alcuni i più cinici lo avrebbero voluto deceduto. Va in ospizio a trastllare  gli anziani, per ora, ma risorgerà.. non dubitate. Matteo  ha ritentato e..cosa volete che sìa un avviso di garanzia al padre? La giustizia deve fare il suo corso…e poi è un caso se lo fa al momento giusto.
Anche chi è digiuno di questioni giuridiche come la sottoscritta  sa che l’avviso di garanzia, dice: ti avviso a tua garanzia che indago. Tutto qui. La colpa della degenerazione nel senso meno garantista risale a Mani Pulite. Al prode gentiluomo Tonino.   Ma intanto, come sempre, si sbatte il mostro in prima pagina. Colpa della stampa sostengono alcuni. Già, ma la stampa chi l’avverte, chi la informa chi l’aizza..?  In verità  l’apertura delle indagini a carico del babbo del premier per la presunta bancarotta fraudolenta della società in cui lavorò anche il Matteo stesso, pare,  contiene un duplice interrogativo che, sicuramente,  sta nel retropensiero di parecchi di noi e che forse occorre portare alla luce.
Sa un lato c’è un premier con un cospicuo  consenso personale e  che si è messo in testa, o guarda te,  di  riformare la giustizia civile e penale, e udite udite di  toccare le ferie dei magistrati. E contestualmente e casualmente  si  sono aperte  indagini su un paio di candidati renziani. Poi, a pochi giorni  siamo  arrivati   direttamente a casa Renzi. Ora, bonariamente  qualcuno sostiene  che è un caso. E che a pensar male si fa peccato.  Effettivamente tutto è così ovvio che paradossalmente pare impossibile che i magistrati siano cosi stupidi. Ma la realtà è questa e la pendola batte prima due poi uno poi ventinove colpi di joneschiana memoria, Inglesi? No no, italianissimi. Perchè è in Italia che si respira un’aria surreale.
Ma c’è anche un premier che, pre informato dell’avviso di garanzia a carico del babbo, il giorno dopo, nel suo importante discorso dei millegiorni in Parlamento non esita ad affermare le sue idee  sui rapporti tra politica e magistratura.
“Noi non accettiamo che uno strumento costituito a difesa dell’indagato, l’avviso di garanzia, costituisca un vulnus per l’esperienza politica o imprenditoriale di una persona”.
Parole che hanno fatto parlare di fine del ventennio, e di svolta garantista del presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico.
Aspetti in ombra su cui andrebbe fatta luce, ma  in questo momento così angosciantemente critico ormai,  di tutto si sentiva il bisogno. Ma  certo non  di una una prosecuzione della guerra dei vent’anni tra premier di turno e magistrati.
Perchè Silvio e Matteo così diversi ma così simili, anche se c’è chi sostiene che Matteo è più cinico …hanno fatto comunella. E a Matteo non gli si perdona. Si mormora, nelle alte sfere, che quando si incontrano, i due,  un Angelino si affretta a rincorrere il quid che non ha e non avrà mai, tanto che nella sua corsa sgangherata sta cominciando a perdere pezzi, finalmente.
O mondieu,  avevamo dimenticato la consueta attenzione particolare a Boschi. Si, lei, che se non si cita e non se ne parla se n’ha a male.
“Quest’esperienza di Governo mi ha cambiato l’agenda, ma non lo stile di vita”. Maria Elena  non rinuncia ad ostentare quella normalità che nell’ultimo anno da ministro, fra riflettori bikini e forme esibite prima delle  riforme, per le quali vuole essere giudicata parole sue, e paparazzate vip aveva un po’ perso: “Prima di andarmene qualche giorno con le mie amiche (in vacanza, ndr), ho passato le ferie con la mia famiglia riunita, i miei genitori, i miei due fratelli, le cognate, come faccio da 33 anni, nello stesso stabilimento balneare. Non è stato certo difficile trovarmi, per i fotografi”. Appunto. ma si rende conto di quello che dice…
Ovvìa bellina.. allora se sei nella norma, comincia a prendere lo stipendio medio, normale per un fortunato  trentenne italiano di oggi. Che magari non ha gli occhioni rimmelati, come sostiene la Rosy…Ok ok, è provocatorio ma questa te le strappa le provocazioni. Se solo si astenesse dal parlare di se stessa delle sue serate solitarie con la camomilla delle sue vacanze e delle su forme e ci rendesse edotti non tanto di quanto lavora ma del prodotto del suolavoro..
E poi, non paga,  ci racconta  della nonna abbonata a famiglia cristiana e della sua esperienza in Congo dai bambini adottati a distanza.. vorrà mica mettersi in competizione con  Boldrini e diventarne l’ alter ego.
Per carità, di  Boldrini ce n’è una sola. E ci basta.
Pubblicato in : Primo piano

Info Carla Ceretelli

Nata a Sesto fiorentino, risiede da sempre a Firenze, attualmente nella Piazza di Santa Croce. Laureata in in Pedagogia qualche decennio fa, non ha mai amato l’insegnamento e ha scelto di affiancare il marito farmacista nella conduzione della Farmacia Logge del grano, nella Via de’ Neri, per oltre 25 anni. Impegnata in politica attiva sul territorio è stata Consigliere del Quartiere Uno Centro Storico dal 99 al 2009. Da qualche anno si è affrancata dal lavoro e si dedica a varie occupazioni nel sociale, nel volontariato e canta nel coro “Accademia del Diletto” di Giorgiana Corsini. Ha sempre amato scrivere e avrebbe voluto fare la giornalista ma da giovane non ne ha avuto l’opportunità e forse neppure il coraggio. Ma ha sempre scribacchiato in modo non professionale. E, per la serie non è mai troppo tardi, collabora ora molto volentieri con Pensalibero.

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