• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Sette ottobre, l’agnello sacrificale

Sarebbe interessante sapere cosa farebbe lo Stato italiano nel caso in cui centinaia di motociclisti mussulmani assalissero le case della periferia di Salerno o di Molfetta, magari durante un festival musicale all’aperto, e uccidessero, rapissero, stuprassero un migliaio di suoi connazionali di ogni sesso ed ogni età. Non contenti, i muslim trascinassero i cadaveri nelle piazze delle loro città per farli oltraggiare dalla folla plaudente, mentre i sopravvissuti venissero chiusi in sotterranei come ostaggi.

di Riccardo Bruno | 8 Ottobre 2026
il 7 ottobre 1945 a Setif in Alegeria

Sarebbe interessante sapere cosa farebbe lo Stato italiano nel caso in cui centinaia di motociclisti mussulmani assalissero le case della periferia di Salerno o di Molfetta, magari durante un festival musicale all’aperto, e uccidessero, rapissero, stuprassero un migliaio di suoi connazionali di ogni sesso ed ogni età. Non contenti, i muslim trascinassero i cadaveri nelle piazze delle loro città per farli oltraggiare dalla folla plaudente, mentre i sopravvissuti venissero chiusi in sotterranei come ostaggi. Gli italiani, cattolici e buoni cristiani, potrebbero anche porgere l’altra guancia. Vi siete presi i nostri figli, le nostre donne, i nostri padri, prendete anche noi. La vita eterna saprà consolarci.

Un episodio simile al sette ottobre di tre anni fa, ha giusto il precedente di Setif, Algeria francese, 1945. Una folla di mussulmani inferociti si scagliò contro la popolazione europea residente, uccidendo un centinaio di persone in modo atroce. La Francia schierò l’esercito per una repressione immediata degli insorti. Il rapporto Tubert parlò di 1020, 1200 vittime mussulmane per rappresaglia. Gli storici francesi, ne riconoscono fino a seimila. Gli storici algerini, sulla base delle informazioni date da radio Cairo a ridosso degli stessi giorni dei torbidi, ne denunciano 45 mila. Come si legge le cifra ballano e qui si tratta della cristiana Francia che nel caso migliore ha ucciso dieci arabi per ogni occidentale.

La disgrazia epocale degli ebrei è di aspettare ancora un salvatore. Mai il buon Dio l’avesse mandato loro, i tapini non lo riconobbero consentendo venisse trucidato. Un misfatto del genere, commesso 2026 anni fa, non è perdonabile, generazioni dietro generazioni, l’hanno pagato, tanto che raggiunto un certo limite, qualcuno ha pensato ad uno Stato, magari anche piccolo, dove poter vivere in pace ed in sicurezza. Ecco il sionismo, il nuovo nazismo. Davvero uguale. La Germania contava trenta milioni di abitanti, con decine di altre sparse dalla Slovenia ai Sudeti, quando gli ebrei in Palestina erano rimasti quattro gatti circondati da arabi che si indignavano se li vedevano montare a cavallo. Solo a dorso d’asino.

La cosa più grave del sette ottobre, non sono nemmeno le morti efferate di persone tranquille nelle proprie case, i bambini sventrati, i corpi inanimati delle giovani donne coperti di sputi, le sevizie subite dai prigionieri nei tunnel. Tutte cose che gli ebrei hanno già vissuto nei pogrom in Spagna, in Ungheria, in Russia, dal V Secolo fino alla seconda metà del ‘900. Quello che è davvero infame è accusare Israele di essere causa della destabilizzazione del medio oriente, quando è stata aggredita in un modo vile ed indiscriminato. Accusarla di genocidio è peggio dell’assassinio delle vittime innocenti, perché così si vuole produrne di altre. Dal fiume al mare, significa, niente più ebrei.

L’Iran ha organizzato tramite la sua filiale di Hamas il sette ottobre, per distrarre l’attenzione mondiale dalla guerra persa di Putin e aprire un altro fronte. Israele ha reagito con tutta la sua forza e ancora continuerà a reagire. Bisogna essere ebrei di Israele, ma anche arabi di Israele, per sapere quale proporzione occorre esercitare davanti ad una aggressione che si consuma dal giorno della fondazione dello Stato ebraico. E su una cosa gli europei che invocano lo Stato palestinese possono mettersi l’animo in pace. Israele, non farà l’agnello sacrificale.

Riccardo Bruno

Direttore politico de “La Voce Repubblicana”

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti