La contrapposizione tra Destra e Sinistra ha ancora un senso se guarda lontano.

Ovviamente, sia l’uno che l’altro non concordano con quanti sostengono che, con il tramonto delle ideologie, la dicotomia abbia perso ogni significato originario. Ciò, però, su cui i due politologi, sebbene in diversa misura, fondano il rilancio della validità dell’antica contrapposizione, sembra esprimere, per un verso, la preoccupazione di orientare l’elettore nell’imminenza della consultazione elettorale e, per un altro, in termini più generali, la preoccupazione ugualmente giustificata di sottolineare il diverso orientamento della Destra e della Sinistra nel dare risposte adeguate immediate agli esiti della crisi economico-finanziaria in atto nel Paese.
Il rimarcare quanto la situazione contingente abbia ispirato le riflessioni dei due politologi non significa, tuttavia, che le scelte delle forze politiche chiamate ad esprimere il governo futuro del Paese e che i contenuti delle azioni da compiere, per rimediare ai guasti economici ed istituzionali della crisi in atto, non debbano riproporre la validità di una contrapposizione tra Destra e Sinistra, che molti – non disinteressatamente – vorrebbero superata; va però osservato che limitare il significato della contrapposizione solo ai temi politici più contingenti può portare a privilegiare il breve sul medio-lungo periodo e, dunque, può mancare di dare un senso alle scelte che devono essere fatte al momento presente, in funzione del miglioramento strutturale del mondo futuro. La Destra tradizionale di oggi, afferma Giddens, crede nel libero mercato, nel ruolo regolatore di uno “Stato minimo” poco invasivo e in un conservatorismo sociale nella sfera privata; la Sinistra, per contro, crede nella regolazione del mercato, nel ruolo attivo dello Stato nel mondo dell’economia (senza che esso si riduca ad una qualche forma di statalismo) ed in un liberalismo sociale molto più accentuato ed articolato che nel passato.
In realtà, la Destra e la Sinistra dovrebbero oggi caratterizzare la loro diversità soprattutto sulla base di un problema di fondo, quale quello indicato da Giddens, concernente la salvaguardia dello stato della salute ambientale; non solo per l’impatto che la cura dell’ambiente è destinato ad avere sulla necessità di una regolazione del mercato e sulla responsabilizzazione dei componenti delle società politica e di quella civile, ma anche per la riforma delle modalità di funzionamento dell’attuale società industriale. La contrapposizione Destra/Sinistra dovrebbe riflettere l’urgenza di una riforma del funzionamento di tale tipo di società, soprattutto in funzione della liberazione dallo stato di bisogno di tutti, all’interno di una rinnovata organizzazione democratica della società. Per un rilancio reale del significato politico della contrapposizione, non basta constatare che Destra e Sinistra “vogliono ancora dire qualcosa”, oppure che compito della Sinistra, come afferma Galli, è quello di restituire al lavoro la dignità che gli è stata depredata dalla Destra, per evitare che la sconfitta del lavoro si riveli una sconfitta della democrazia. Queste constatazioni sono poco significative ai fini della riproposizione della validità dell’antica contrapposizione, se si manca di dire in che modo, considerati i problemi di oggi, può essere delineata una prospettiva d’impegno politico di lungo periodo, all’interno della quale possa trovare una razionale giustificazione il perseguimento del duraturo superamento della situazione contingente. Un riformismo della Sinistra che assuma come proprio obiettivo di fondo la “conversione ecologica del capitalismo” è del tutto compatibile con il rafforzamento della democrazia di un sistema sociale al cui interno sia realizzata una più condivisa giustizia distributiva.
Per riformare la logica attuale della società industriale occorrerà, però, prospettare un disegno politico che vada oltre la società post-fordista, in considerazione del fatto che le tecniche produttive più efficienti ad essa connesse creano, sì maggiore ricchezza, ma trascurano il costo ambientale e quello connesso alla continua distruzione di opportunità di lavoro. Per superare questa contraddizione, occorre definire un modello di società alternativo ad ogni forma di organizzazione sociale sorretta dalla logica del capitalismo attuale; e il modo in cui questo modello può essere individuato non potrà che essere il risultato di una volontà politica, la più larga possibile, che sappia riflettere la forma in cui tutti componenti del sistema sociale intenderanno sé stessi in rapporto alle loro aspirazioni esistenziali, più sicure sul piano ambientale e più eque sul piano economico. L’idea di fondare la definizione del modello politico-economico della società, alternativo alla società industriale attuale attraverso il coinvolgimento democratico di tutti, dovrà perciò “fare premio” su quella secondo cui il modello può essere definito e realizzato da “professionisti esperti”.
Sinistra. Per il lavoro, per la democrazia
Carlo Galli – Mondadori – € 17,50

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