Care Compagne e cari compagni,
Nel 2006 in un convegno a Firenze ebbi modo di ascoltare un vecchio della Prima Repubblica di recente scomparso.
Aveva una voce stanca per l’età e mi colpì che la voce divenne improvvisamente più forte quando pronunciò: “… Noi che le Istituzioni le abbiamo servite e le abbiamo servite veramente …”.
Quel “veramente”, che mi è rimasto impresso, l’ho interpretato come un distacco nobile da chi le Istituzioni le ha usate diversamente…
C’era, in quelle parole, la stanchezza per l’età da un lato e l’orgoglio dall’altro.
Antonio Cariglia Lo voglio ricordare così!
Ritornare a “servire le Istituzioni” e servirle VERAMENTE è la prima ineludibile riforma di cui l’Italia ha necessità.
Questa necessità non comporta né l’approvazione di leggi ordinarie e tantomeno di riforme costituzionali. E’ solo un problema di volontà e capacità politica di cui farsi carico.
Sfido il Congresso del PSI su questo punto.
I Socialisti, chi è chiamato nel ruolo di dirigente e chi a ricoprire cariche elettive e nell’esecutivo, devono essere parte attiva del centro/sinistra del futuro (che deve essere completamente diverso da quello della seconda repubblica) su questo punto.
Oggi invece il “Partito cartolare di cui è segretario uscente il signor Nencini” è una corrente esterna del PD, cioè del rovescio della medaglia del berlusconismo. E’ una bandierina socialista da mettere su un questo centro/sinistra dalemiano che sa poco di socialismo.
Ho bestemmiato? E’ il solito Gino Di Maro?
Per vincere e governare, il centro sinistra del futuro, ed i Socialisti, quelli che sono in “questo PSI” e chi fuori, devono lanciare chiari messaggi di discontinuità. Si devono cacciare a calci nel sedere i soliti tromboni sfiatati che hanno fatto perdere negli ultimi anni.
Si deve:
1) escludere dirigenti e parlamentari delle elezioni risultate un autentico disastro a cominciare da D’Alema e Di Pietro;
2) fare un’opposizione autentica al governo Berlusconi, senza tentennamenti, perché non si può lasciare l’opposizione nelle sole mani di Di Pietro.
3) dialogare con i soggetti o le fette di elettorato sbandato che hanno schifato il centro/sinistra attuale.
Su questo ultimo punto, il centro sinistra del futuro deve capovolgere il problema Berlusconi e porsi una domanda: E’ Berlusconi che piace agli Italiani (ma và ….!) o è che la classe politica del Centro/Sinistra che non piace o fa addirittura schifo?
Se riteniamo più credibile la seconda ipotesi, il centro/sinistra del futuro, ed il PSI in prima fila, devono aprire un dialogo con l’elettorato incazzato che oggi è dedito al NON VOTO e perfino con l’elettorato incazzato che vota Lega, con i movimenti giovanili, con la Base e l’elettorato di IDV (Ho bestemmiato a chiedere un dialogo con l’elettorato di IDV, ma senza Di Pietro? … ci sono tanti Socialisti in questo elettorato…), con la Base e l’elettorato del Movimento 5 Stelle, con il Popolo Viola, con i girotondini, con i soggetti del dissenso.
Siamo capaci con i dirigenti del PSI che esce dal congresso di Perugia di fare questo?
Gino Di Maro

Quando si dice :”Ritornare a “servire le Istituzioni” e servirle VERAMENTE è la prima ineludibile riforma di cui l’Italia ha necessità” ,il nocciolo del problema odierno è puntualizzato . Ma cosa significa “aprire un dialogo” ? Con chi ,e tra chi ? Quale dialogo ? Il problema prima ben individuato torna a confondersi con gli accordicchi ,gli inciuci , le conte e gli organigrmmi(sostituendo a X,preso doverosamente a calci , magari Y) ?
Ma siamo seri ! L’unico dialogo possibile è con l’elettorato ,non con le squadre dei vari gironi.Se si tratta di tornare a servire le Istituzioni ,e quindi il Paese ,non ci sono dialoghi ,accordi ,mediazioni… si devono individuare chiaramente errori ,mistificazioni ed abusi , e proclamare ideali e regole sane da proporre all’elettorato . Non concedendo nulla al tifo da stadio in politica…e qui casca sempre l’asino !