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Senza istruzione e lavoro anche i popoli sovrani finiscono schiavizzati

Chi illudendosi di saper governare abusa di intere popolazioni lasciandole ignoranti e di conseguenza sempre più disoccupate e povere non faccia voli di fantasia con la borsa e la vita dei contribuenti, si predisponga al peggio.

di Franco Luceri | 25 Febbraio 2023
Bambini delle scuole elementari incontrano i Marines Usa in una base in Sicilia
(foto Wikimedia Commons)

Se tutto il bene del mondo ha origine dall’uso responsabile e costruttivo della libertà individuale; il male non può che scaturire dall’uso opposto.
Le istituzioni politiche e finanziarie di qualunque Stato hanno il potere di aggiungere o togliere libertà e indipendenza ai popoli, spostando risorse finanziarie e umane tra scuola, stampa e artigianato.
Ma se è semplice abusare politicamente della libertà altrui a colpi di leggi, decreti e regolamenti, che privilegiano o penalizzano questa o quella classe sociale; formare ogni singolo cittadino con la giusta istruzione e informazione teorica e pratica perché nel lavoro possa fare buon uso della propria libertà di artigiano, professionista o burocrate è un autentico rompicapo persino per il Padreterno. E sono certo che LUI vorrà perdonarmi questa peccaminosa blasfemia.
La libertà dei popoli è l’arma più potente del mondo (pensate alla fine ingloriosa che da millenni fanno tutti i tiranni, quando i popoli schiavizzati decidono che basta) ma perché di questa arma micidiale si  faccia buon uso, e non ABUSO, bisogna garantire ad ogni singolo cittadino una quantità e qualità di conoscenza e moralità ancora sconosciute nel terzo millennio cristiano.
Vi basta osservare in che pietose condizioni è ridotta l’Italia dopo tre quarti di secolo di istruzione obbligatoria, lavoro facoltativo, e inoccupazione sussidiata.
Chi illudendosi di saper governare abusa di intere popolazioni lasciandole ignoranti e di conseguenza sempre più disoccupate e povere non faccia voli di fantasia con la borsa e la vita dei contribuenti, si predisponga al peggio.

Qualunque tipo di libertà da usare con onestà e intelligenza, va chiesta a chi forma cervelli nelle aule scolastiche, a chi nelle redazioni completa il lavoro di formazione con libera informazione, ma soprattutto ai ” MAESTRI DEL FARE “, agli artigiani che insegnano da millenni a “pensare facendo” e ahinoi diventati in Italia come i panda, razza a rischio estinzione.

Perciò è criminale e alla lunga suicida chi pensa di poter governare un popolo sfasciando scuola, stampa e artigianato, e quindi attentando alla libertà di istruzione, informazione, lavoro, guadagno e contribuzione a milioni di cittadini come in Italia.
Se nel vostro mestiere o professione (per fare soldi o carriera) vi hanno insegnato ad abusare del prossimo e a truffarlo, derubarlo o danneggiarlo fingendovi suoi fedelissimi servitori, vi hanno indotto ad usare la vostra personale arma della Libertà in maniera “omicida-suicida”.
Omicida, mentre la usate contro quelli più deboli di voi per derubarli fingendo di aiutarli o peggio salvarli; e suicida, quando Voi, (abusatori da strapazzo) finite per subire come ogni altro umano ignorante e impotente, LA  LIBERTÀ  DEI  SUPERPOLITICI   E SUPERBANCHIERI, che amano a tal punto la borsa e la vita dell’intera comunità mondiale, da “custodirle” entrambe a colpi di devastazioni ambientali, rapine economico finanziarie e guerre assassine.

I vecchi contadini (scarpe grosse e cervello fino) il titolo di analfabeti se lo portavano con orgoglio al pari di un titolo accademico. Gli bastava il lavoro per essere liberi e autonomi. Non serviva altro.
Oggi in democrazia, senza mestiere o professione, (senza conoscenza teorica e pratica) il lavoro te lo sogni. La politica non garantisce né istruzione, né mestiere, né lavoro. 

E senza istruzione e occupazione, si è “liberi e sovrani finti”; liberi di rubare o schiavi dell’elemosina di Stato, concessa dai tiranni “democratici” quando gli serve per comprarsi il consenso o contenere il dissenso.
Franco Luceri

Pubblicato in : Blog, Editoriale, Menù SoluzioniTag: borsa, consenso, contadini, democrazia, informazione, italia, lavoro, mondo, scuola, sicilia, soldi, usa

Info Franco Luceri

Nato nel 1941 e residente nel Salento, dopo due anni di esperienza da dipendente, come ragioniere, passò a l’attività autonoma come agente di commercio. Sposato da 46 anni, e pensionato da 10, ormai coltiva la sua passione più grande e quasi trentennale di opinionista dilettante, apolitico e libero, iniziata nel 1987 per il Quotidiano di Lecce e poi estesa alla Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali nazionali o locali con interventi occasionali. Dal 2011 ha un blog personale su internet “il rebus della cultura”. E dopo varie collaborazioni sul web, è approdato, per la cortese ospitalità del Direttore Nicola Cariglia, su Pensalibero.

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