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SENZA IL NUCLEARE CONTINUEREMO AD INDEBITARCI

Quando un paese si attorciglia e si aggroviglia su questioni pressocchè inutili per non dire stupide vuol dire che è arrivato al capolinea, anche se non se ne rende ancora conto. Il paese in questione è l’Italia che, dopo più di 30 anni di seconda repubblica, non fa altro che inabissarsi, ogni 3 o 4 anni, in modifiche della legge elettorale oppure accettare devastazioni di strade, negozi e quant’altro senza mai chiedere il giusto risarcimento delle cose distrutte ai distruttori che si coprono dietro false bandiere di dimostrazioni. Senza contare il dispendio dei soldi dei contribuenti per cause giudiziarie che, spesso, stravolgono nelle sentenze il buon senso comune o, peggio ancora, riaprire in continuazione processi per cercare di arrivare ad una verità giudiziaria che non arriva mai vuol dire che è morto. Un paese che vede alcuni capi sindacali scioperare contro a prescindere vuol dire che è morto.

di Raffaele Romano | 12 Gennaio 2026

Quando un paese si attorciglia e si aggroviglia su questioni pressocchè inutili per non dire stupide vuol dire che è arrivato al capolinea, anche se non se ne rende ancora conto. Il paese in questione è l’Italia che, dopo più di 30 anni di seconda repubblica, non fa altro che inabissarsi, ogni 3 o 4 anni, in modifiche della legge elettorale oppure accettare devastazioni di strade, negozi e quant’altro senza mai chiedere il giusto risarcimento delle cose distrutte ai distruttori che si coprono dietro false bandiere di dimostrazioni. Senza contare il dispendio dei soldi dei contribuenti per cause giudiziarie che, spesso, stravolgono nelle sentenze il buon senso comune o, peggio ancora, riaprire in continuazione processi per cercare di arrivare ad una verità giudiziaria che non arriva mai vuol dire che è morto. Un paese che vede alcuni capi sindacali scioperare contro a prescindere vuol dire che è morto. Evitando di continuare ad elencare le italiche follie in quanto lo spazio occorrente avrebbe bisogno di un libro intero vediamo cosa di molto importante succede nel mondo, visto che i nostri tg sono impegnati quotidianamente a raccogliere le dichiarazioni di questo e quell’altro politico di maggioranza e di opposizione.

Agli inizi dell’italica follia, siamo negli anni ’80, esplose nel paese la caccia all’untore di turno: l’energia elettrica prodotta dalle centrali nucleari. A capeggiare questi moti insurrezionali e populistici vi fu anche Chicco Testa che, dal 1980 al 1987, fu prima Segretario nazionale e poi anche presidente nazionale di Legambiente. I combattenti di questa bizzarra idea raccolsero le firme sia per l’immediata chiusura delle centrali atomiche e, non contenti, anche il divieto di partecipazione dell’Enel a centrali elettronucleari all’estero. La cosa, a dir poco bizzarra ma possibile in questo paese, fu che lo stesso personaggio nel luglio del 2010 divenne uno dei promotori e presidente del Forum Nucleare Italiano, favorevole alla precedente maledetta reintroduzione dell’energia nucleare a uso pacifico in Italia. Nel frattempo, nel resto del mondo, sono andati avanti. Così mentre l’Italia spendeva e si indebitava sempre più per garantirsi l’energia necessaria gli altri perfezionavano e miglioravano le potenzialità fino a costruire centrali nucleari sempre più sicure e potenti. Ma pochi mesi fa c’è stata la svolta tecnologica che rivoluzionerà la produzione di energia. L’estate scorsa la Tam Fortis Solutions ha annunciato la sua capacità di sviluppare i reattori nucleari portatili più piccoli al mondo, in grado di fornire energia pulita e sicura da 15 W a 40 kW per applicazioni remote e autonome. Questa iniziativa, manco a dirlo, risponde direttamente all’ordine esecutivo di Trump del 23 maggio 2025, che ha dato priorità alle tecnologie nucleari avanzate per la sicurezza nazionale e la totale indipendenza energetica. Siamo di fronte ad un’innovazione che rimodellerà completamente il quadro della produzione dell’energia.

Questi nuovissimi microreattori con una potenza: 720-960 kW/giorno (≈ 35-40 kW continui) per ben dieci anni. Usano il combustibile H.A.L.E.U. (High-Assay Low-Enriched Uranium) che è un tipo di uranio arricchito necessario per i reattori nucleari avanzati ed offrono una maggiore potenza e più efficienza rispetto all’uranio tradizionale. L’erogazione di potenza plug-and-play è totalmente silenziosa e a zero emissioni, inoltre non è richiesta nessuna manutenzione durante il ciclo di dieci anni del nucleo sigillato. Ovviamente oltre agli Stati Uniti c’è la Gran Bretagna entrambi impegnati e coinvolti in quanto stanno sviluppando catene di approvvigionamento per ridurre la dipendenza energetica. Accadrà quello che avvenne anni fa con i pannelli solari pronti ad inutili discussioni sul loro uso ed oggi siamo costretti a comprarli quasi tutti dall’estero.  

E noi? Semplice, stiamo aumentando le accise sul diesel e allestendo dimostrazioni a favore di Maduro e simili.

Raffaele Romano

Pubblicato in : Editoriale

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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