Non c’è maggioranza, non c’è opposizione. Naturalmente dal punto di vista politico. Il risultato, vero, del voto al Senato sul rifinanziamento delle missioni all’estero è solo questo. Una desolazione. Una classe politica allo sbando che va avanti per forza d’inerzia. La maggioranza: il governo si è salvato solo grazie ai senatori a vita e con l’apporto, non determinante, ma politicamente significativo dell’Udc. Abbiamo così un Esecutivo appeso ad un filo che dipende dalla salute di uomini e donne ormai ultranovantenni e con una maggioranza potenzialmente variabile, quella originaria formato da centro-sinistra e sinistra radicale e quella di riserva, formata da centro-sinistra e centro. Per di più, grazie alla gestione scellerata della vicenda Mastrogiacomo, il governo è sotto osservazione degli alleati. Da Bruxelles, dove si è tenuta una riunione della Nato, è emersa tutta la preoccupazione dell’alleanza per la liberazione dei talebani in cambio del giornalista italiano. Non si tratta con i terroristi, non si accettano i ricatti. Questa sostanzialmente la linea emersa per il futuro. Uno schiaffo in piena regola al nostro Paese. Stato di salute precario quindi per la maggioranza e il suo governo, ma stato di salute critico anche per l’opposizione. La Casa delle Libertà semplicemente non c’è più. La defezione dell’Udc, perché di questo politicamente si tratta, ha sparigliato le carte. Giusta o sbagliata che sia la posizione assunta da Casini, resta il dato di fatto delle sue conseguenze: il centro destra è spaccato. Serve una nuova politica e servono nuovi leader. Le cose stanno così ma sia a destra come a sinistra pochi sembrano accorgersi della realtà. Per questo nei prossimi mesi, salvo novità e sorprese sempre possibili, assisteremo ad uno stanco ripetersi dei siparietti ai quali abbiamo assistito fino ad oggi: Prodi continuerà imperterrito con il suo non-governo, Berlusconi insisterà con il riconteggio delle schede (ma a proposito a che punto siamo?) e con la non autosufficienza politica della maggioranza. Ma tutto resterà come prima, anzi peggiorerà perché il Paese avrebbe bisogno di una guida sicura, in sintonia con quello che sta accadendo nel mondo più avanzato e invece continueremo con Prodi e con le sue scelte che non tarderanno a dimostrarsi per quello che sono: nefaste per il futuro del paese.
SENATO SENZA MAGGIORANZA, SENATO SENZA OPPOSIZIONE
Dal punto di vista politico il risultato vero del voto al Senato sul rifinanziamento delle missioni all’estero è solo uno: niente maggioranza, niente opposizione. Il governo si salva solo grazie ai senatori a vita e con l’apporto dell’UDC.

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