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Partito Socialista, Partito Democratico o Partito della Democrazia ?

di Luca Bagatin

di Luca Bagatin | 28 Marzo 2007

Partito Socialista, Partito democratico o, ancora, Partito della Democrazia ?
Saranno queste le alternative sulle quali i laici, liberalsocialisti, repubblicani si troveranno presto di fronte all’indomani dell’Assemblea di Bertinoro lanciata dall’Associazione per la Rosa nel Pugno ?
Difficile rispondere e per diversi ordini di motivi.
Un Partito Socialista l’Italia lo ha già avuto ed è quello nato nel 1892 e che nel corso dei deceni ha subito decine di scissioni, ma ha anche ampiamente contribuito a rendere il nostro Paese una grande democrazia avanzata.
Giova ricordare la fine storica di questo partito, ovvero cento anni dopo la sua fondazione: nel 1992.
Le cause furono molteplici: certamente l’arroccamento su posizioni di mera gestione del Potere di questo partito (e di arricchimento personale di diversi suoi
esponenti) contribuì assai al suo incancrenimento, ma anche l’azione feroce di una certa parte della Magistratura e dei Poteri Forti vicini o comunque legati al maggior partito della sinistra italiana allora all’opposizione (l’allora Pds oggi Ds) contribuì a fare il resto.
Se il sistema dei partiti della Prima Repubblica avesse retto, certamente oggi ci troveremo in una situazione politica meno complessa e meno asservita all’economia ed all’alta finanza.
Quasi sicuramente avremo poi un grande Partito Socialista Democratico o comunque una sinistra laica e liberale nata dall’unione fra le forza laiche e liberalsocialiste del Psi, del Pri e del Psdi, con quelle miglioriste del vecchio Pci.
Le cose ahimé, sono andate diversamente.
Al punto che abbiamo la peggiore sinistra d’Europa, alleata a clericali ed a comunisti non pentiti e che ora è al governo del Paese guidata da un economista d’area ex democristiana.
E che cosa ti propongono questi poi ? La fondazione di un fantomatico ed antistorico Partito Democratico (al quale vorrebbe iscriversi per primo, guarda un po’, l’industriale Carlo De Benedetti…) che dovrebbe nascere dalla fusione dei postcomunisti con i postdemocristiani più vari altri soggetti che decideranno di accodarsi.
Non ci è ancora dato di sapere se tale progetto andrà in porto, ma fancamente ci lascia più inorriditi che perplessi.
Che cosa significa innanzitutto “partito democratico”
?
E’ un caso oppure no che tale “partito” abbia in qualche modo preso spunto dal “Democratic Party of America” che, tuttavia ricordiamo, ha una storia del tutto diversa da quella del postcomunismo italiano ?
E poi, ancora: come mai il maggior partito della sinistra italiana, ovvero quello postcomunista, dal
1992 ad oggi ha da sempre rifiutato di assumere l’appellativo “Socialista” (richiamandosi solamente ad un generico “socialismo europeo” ?
Ed in tutto ciò, che cosa c’entrano i
postdemocristiani “de sinistra” ?
I Margheritini insomma ? Quelli che teneramente vengono chiamati “teodem” (e che noi preferiamo chiamare “cattocom”) ?
L’assurdo si somma all’assurdo.
Ma, a nostro avviso, trattasi di un assurdo architettato ad arte.
Ad arte per cancellare e negare la cultura Socialista Libertaria, Laico Repubblicana, Radical-Socialista, Liberalsocialista.
Quella cultura da sempre contrastata dal marxismo e dal cristianesimo sociale in quanto l’unica portatrice d’emancipazione dal basso, senza il bisogno di indottrinare le “masse”, bensì educando gli individui.
Armando ed amando le coscienza (e non tanto armandole di ideologie e dogmi). Educandole ai Doveri prima ancora che ai diritti.
Ai Doveri verso sé stessi e l’Umanità.
Aspetti non facili per l’elementare animo umano che preferisce facili risposte a complessi problemi ed ecco un altro motivo per il quale questa nostra cultura laica è sempre stata minoritaria nel nostro Paese.
Perché non forniamo facili e messianiche risposte, bensì lacrime e sangue che non provocheranno rivoluzioni, ma evoluzioni.
Poiché l’emancipazione non può scaturire da rivoluzioni violente e/o idologiche, bensì da evoluzioni, dai piccoli passi.
Ed allora ecco che forse un Partito della Democrazia potrebbe nascere (non già un partito democratico senza storia).
L’antico sogno degli azionisti del Partito d’Azione, degli Amici del Mondo di Pannunzio, dei liberaldemocratici e dei liberalsocialisti.
Con intransigenza e non già con cedimenti nei confronti dei Potentati siano essi il Vaticano o le Lobby economico finanziarie.
Ed allora, cari miei, dove sta la sinistra ? Dove stanno le forze di progresso ?
Nel comunismo e negli eredi del marxismo o piuttosto nelle forze che fecero l’Italia Unita e che dal dopoguerra ad oggi, pur con piccoli passi, fecero dell’Italia un Paese più avanzato, atlantico, democratico ed europeista ?

Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, comunismo, democrazia, europa, governo, italia, Laici, magistratura, mondo, nato, opposizione, partito democratico, partito socialista, pentiti, pri, prima repubblica, psi, repubblica, rosa nel pugno, sinistra italiana, socialismo

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

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